Preparate le valigie, le mettiamo in macchina ed io e mio padre ci avviamo verso l'aeroporto internazionale di Newark-Liberty.
Saliti in aereo ci mettiamo comodi sui sedili ed io metto gli auricolari per godermi il viaggio in santa pace con la canzone "echo" di Jason Walker, anche se mi fa sentire molto sola e isolata dal mondo.
La vista di New York da quassù è stupenda, non immaginavo fosse così bella la mia città, non mi sono mai soffermata ad osservarla.
Mi emoziona, riesce a ricordarmi i vecchi momenti, le serate, i pigiama party con le amiche, mi mancheranno i miei amici, sopratutto Lisa e Mary.
Le ore passano in fretta, mio padre mi risveglia dal lungo risposino:
-Bella, svegliati. Siamo arrivati
Mi sollevo dal sedile per poter guardare dal finestrino e riesco subito a vedere Miami.
Un incanto.. pensandoci sono felice di essere qui, avrò una nuova vita in questo posto magnifico.
Usciti dall'aeroporto chiamiamo un taxi e andiamo nella nostra nuova casa.
Arrivati, vedo un giardino immenso che circonda la casa, all'esterno si trova una mega piscina che mi aspetta, ma prima devo sistemare le valigie.
Entriamo in casa e ciò che vedo subito è il grande divano che si trova alla mia sinistra, una cucina di giuste dimensioni per me e mio padre, la sua stanza, un bagno, un salotto e infine la mia stanza al piano superiore.
Salgo in camera e comincio a sistemare le mie cose nel nuovo armadio.
A sinistra c'è una finestra dalla quale posso vedere i vicini.
Mi siedo sul letto e controllo Instagram per vedere se ci sono nuovi messaggi in direct.
Nessun messaggio, meglio, mi aspettavo che scrivessero i miei vecchi amici.
Si vede che non ci tenevano veramente, l'ho sempre pensato ma non ne ho mai avuto la conferma.
Sistemata anche la mia stanza scendo in cucina.
-Papà sto andando a fare un giro, so che qui vicino c'è la spiaggia.
-Torna presto e fai attenzione
Esco di casa e prendo la bici per arrivare più in fretta.
Amo l'odore e il rumore del mare, mi fa rilassare, qui il mare è una meraviglia, quello di New York in confronto non è nulla.
Arrivata in spiaggia poso la bici e tolgo le scarpe.
Sento la bellissima sensazione, quella dei piccoli granelli di sabbia che toccano la mia pelle, la sabbia è calda ma non troppo.
C'è un leggero venticello e il mare è calmo.
Poso l'asciugamano e mi siedo, tanta gente si trova in spiaggia oggi, forse sarà perché c'è una bella giornata.
Vedo tanti bambini che giocano e alcune coppie, ma poi riesco a vedere anche un gruppo di ragazzi che giocano a calcio.
Per puro caso arriva la palla verso di me.
Okay, adesso cosa faccio? Devo passarla o aspettare che si avvicinino loro?
Uno di loro si avvicina, un ragazzo molto alto, moro è carino. Certo non sarà alto 2 metri ma più alto di me di sicuro.
"Ma che aspetti? Passami la palla!" si limita a dire solo questo
"Potresti anche chiedere per favore."
"La palla è mia e dovrei chiederti per favore? Sta zitta e passa" urla
Che tipo odioso, mi fa venire su i nervi, adesso ci penso io.
Mi alzo in su in piedi vado in riva, l'acqua fredda bagna i miei piedi.
"Cosa stai facendo?" urla innervosito.
I suoi amici sembrano disperati, forse si aspettano il peggio, forse sanno ciò che sto per fare.
Faccio dei passi indietro per prendere la rincorsa e mi butto avanti lanciando la palla il più lontano possibile, dicendo:
"Adesso vai a prendertela da solo bello"
Adesso si che è furioso, non ha una buona cera.
Mi guarda con aria di sfida e dice:
"Non ci sono problemi baby girl"
Comincia a spogliarsi, togliendo la maglia e i pantaloni.
Rimane in boxer, davanti tutti.
Arrossisco vedendo subito i suoi addominali scolpiti, cavolo, ha un fisico da urlo.
Mi guarda, fa l'occhiolino e si tuffa.
I suoi amici iniziano a ridere e un altro si avvicina.
"Mai sfidare Jackson, comunque piacere sono Scott"
Almeno lui forse non è come quel tipo odioso.
"Sono Lydia"
Quel tipo J-Jackson ritorna uscendo dall'acqua, ovviamente come deve essere? bagnato fradicio.
Ragazzi è uno spettacolo della natura, ma che sto dicendo.. okay Lydia smettila di dire stronzate e riprendi fiato.
"Ehm ragazzi scusate io devo andare"
"Sei così stupida da sfidare me? Con me inutile iniziare una battaglia, perdi già in partenza ragazzina."
Prendo l'asciugamano, metto le scarpe e torno a casa.
"Papà sono a casa"
Vado in salotto e vedo papà seduto sul divano, accanto vedo una signora dai capelli biondi.
"Ah tesoro, lei è Lindy, la nostra vicina di casa"
Mi avvicino sorridendo e dico:
"Salve"
"Lei è mia figlia Lydia, è l'unica figlia che ho, ha appena compiuto sedici anni"
"Hai una bellissima figlia, complimenti" sorride lei
"Grazie mille, veramente" sorrido
"E tu sei sola?" papà chiede a Lindy
"Mio marito è morto da quasi undici anni e sono rimasta con mio figlio, lui ha diciassette anni, da quando suo padre se ne andato è cambiato molto, è più freddo. Comprendo tutto ciò, non è stato facile affrontare la morte di mio marito, aveva solo sei anni"
"Mi dispiace tanto" dice papà
"Stai tranquillo"
All'improvviso suonano il campanello.
"Oh sarà mio figlio, devo preparargli la cena, sarà affamato"
"Potete rimanere qui se volete" dice papà
"Davvero?" sorride Lindy
"Papà vado io"
Esco dal salotto e mi avvio verso la porta di casa, quando apro vedo subito la sua faccia, scioccata quanto la mia.
Jackson.
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Senza fine
RomanceDopo la morte della madre, Lydia, decide di cambiare totalmente vita, facendo ciò che la mamma voleva tanto, cambiare scuola, abbandonare i vecchi amici e il suo ragazzo. Così Lydia e il padre lasciano New York conservando tutti i vecchi ricordi lì...
