Capitolo Zero

52 4 1
                                        


"Un'altra vittima delle misteriose sparizioni che vanno avanti da mesi. Le autorità non riescono a dare spiegazioni, poiché secondo le ricerche questi insoliti avvenimenti non lasciano tracce."

Questo il titolo del giornale di quella mattina, e di molte altre, che ormai ha sparso da tempo il terrore in città. Tra la gente girano molte voci, c'è chi pensa a rapimenti alieni, chi addirittura a volere divino o anche semplicemente a normali assassini molto bravi a nascondersi.

-Sentito, Aaron? Chi poteva immaginare che sarei diventato cosi famoso?

-"Saremmo diventati", semmai. Tu sei il braccio, io la mente. Vedi di non scordalo.

-Eddai, è passato quasi un anno ormai e ancora fai il puntiglioso. Dopo tutta questa fatica, merito di godermi un po' la fama, no?

-Fama? Ti sei forse dimenticato che nessuno sa di noi? Avrai la tua fama, ma quando tutto sarà finito.

-Non fare così, lo so che essere famoso è sempre stato il tuo sogno. Nessuno lo sa meglio di me, fratello.

-Finiscila. Finché non avremo portato a termine la nostra missione nessuno ne capirà davvero l'importanza. Ricordati della responsabilità che ci portiamo sulle spalle. E ora basta poltrire sui tetti, tra poco tutti si sveglieranno, dobbiamo andare.

-Uff, sempre di fretta tu. Almeno aspettami!


Un anno prima.

Il ticchettìo di un orologio può sembrare insignificante durante il giorno, ma di notte, quando tutto cade nel silenzio più assoluto, anche la più piccola vibrazione può diventare assordante.

E come se non bastassero quelle stupide lancette, anche quel gatto si è rimesso a miagolare, come fa ormai tutte le sere.

Aaron si era ormai arreso all'insonnia, ed era rimasto sul suo letto a fissare il soffitto, e a contare ogni singolo rintocco dell'orologio che sovrastava la sua scrivania.

Quello strano gatto, che Aaron vedeva ogni giorno quando usciva di casa, doveva essere arrivato in quella zona da poco, forse dopo essere scappato dai vecchi padroni. Se ne stava sempre sullo stesso angolo dello stesso tetto, quello della casa di Aaron, e sembrava seguirlo con lo sguardo ovunque andasse, come per tenerlo d'occhio, come per chiamarlo, per volergli parlare.

Dalla maestosità di quel suo pelo più nero della notte, così affascinante da fare invidia pure ai vicini, tanto fieri del loro viziato gatto di razza, faceva da guardiano al paesaggio notturno, sempre immobile, impassibile.

O almeno quasi sempre, perché da un po' di giorni si metteva a miagolare sempre alla stessa ora, quasi come richiamato da qualcosa o qualcuno, oppure proprio per richiamare l'attenzione verso qualcosa o qualcuno.

You've reached the end of published parts.

⏰ Last updated: Jan 19, 2019 ⏰

Add this story to your Library to get notified about new parts!

Sid DaemonWhere stories live. Discover now