1865

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-Fai partire il video che ti ho allegato.-

Eravamo entrambi pronti per una storia, una conoscenza...

Sai, nel 1865 non è tollerato né ben visto l'amore tra due uomini, quando lo sarà mai?!
Vivendo nel centro di Parigi ero abituato ad ogni tipo di novità, e la mentalità parigina era la più aperta di tutta Europa a quel tempo.
Si, io andai a quell'appuntamento, dovevo andarci e dovevo essere felice e spensierato, almeno mi convincevo di questo.
Lui era Christian, un bell'uomo davvero, curato, alto, biondo il tipico ragazzo affascinante francese. E non meno importante, ricco. Proveniva da una delle famiglie più benestanti francesi, quelle che avevano possibilità di comprarti e venderti in un batter d'occhio.

Come l'ho conosciuto?

In una delle centinaia di feste che la sua famiglia, la casata Sortaine, organizzava ogni anno, invitando anche persone di ceto medio e basso. In una di queste mi ritrovai con mia sorella Katia seduti a chiacchierare del più e del meno, ed ovviamente criticavamo alcuni dei presenti, quando un uomo di buona postura si rivolse a noi, col suo dolce modo. Pensai che volesse ballare con mia sorella, ma la sua presenza non era dovuta a questo.

"Scusi Signor Catline, potrei rivolgergli delle questioni?"

A ciò io rimasi alquanto esterrefatto, avevo solo 16 anni e darmi del signore mi fece rabbrividire, mia sorella era di 4 anni più grande di me, e mi rivolse uno sguardo interrogativo, non sapevamo chi fosse.
Da persona educata mi alzai e mi feci guidare da quel misterioso uomo, e solo quando cominciò a salire le scale capii che era uno della famiglia, a noi ospiti non era permesso l'accesso ai piani superiori.
Al primo gradino di quella lunga scala interruppi il silenzio.

"Scusi ma dove staremo andando"

Dissi con sospetto.

"Nel salone superiore"

Non mi rivolse lo sguardo e manteneva la gamba destra tesa.

"Per far cosa?"

Prontamente risposi.

"Parlare."

Questa volta si girò, e potei osservare quei meravigliosi occhi azzurri. Era serio, era qualcosa di importante.
Capii l'imbarazzo di quell'uomo sulla 20ina d'anni, ne provavo anche io.

Cosa avrebbe mai voluto da me?

Non sapevo neanche a che casata appartenesse, e soprattutto se ne avesse una.

"Scusi Signor, ma non comprendo il motivo di tale invito."

Dissi io con tono sicuro ed impassibile, feci per dargli le spalle e dirigermi verso il tavolo dove sedavamo prima io e Katia.
Non so perché mi voltai, ma non volevo perder tempo in affari che per la mia giovane età non potevano minimamente interessarmi né dovevano condizionarmi.
Dopo alcuni secondi mi incamminai verso il tavolo, non volevo apparire presuntuoso né apatico, lo so che fu difficile, ma gli aristocratici non mi convincono molto. Non so quale fu la sua reazione, probabilmente rimase indifferente.

Quando girai alla destra della colonna corinzia per ritrovare Katia vidi Cloe, cara amica della famiglia Sortaine ed anche una delle mie cugine maggiori. Era realmente ben vestita, un abito lungo dorato ed uno scialle le copriva leggermente i polsi, d'altro canto aveva un corpo pazzesco e poteva permettersi i migliori abiti di tutta Parigi.

Ma l'unica cosa che mi venne in mente in quel momento fu di domandare chi fosse quell'uomo, poteva conoscerlo forse, chissà.

"Cloe ma della famiglia Sortaine quali dei figli del signore sono presenti alla festa stasera?"

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⏰ Last updated: Jul 13, 2021 ⏰

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