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*Informo i signori viaggiatori che l'aereo sta per atterrare, per tanto vi pregheri di allacciare le cinture di sicurezza e di godervi l'atterraggio*

Allaccio la cintura come suggerito dall'hostess di volo e guardo dal finestrino dell'aereo continuando a pensare a quanto io possa essere fortunata.

Non è di certo il mio primo viaggio, ma di sicuro è il più importante.
Le altre mete sono state stupide vacanze di famiglia.
Ma questa volta è diverso, questa volta volo verso la mia indipendenza.

Scendiamo dall'aereo e non vedo l'ora di essere fuori da questo maledettissimo posto chiamato aeroporto per godermi Los Angeles.

Già è proprio questo il posto che ho scelto per proseguire i miei studi. Fortunatamente non sarò sola, con me ci sarà Bettany, la mia adoratissima sorella gemella.
University of Southern California, meglio nota come UCLA, è l'università che abbiamo scelto.

Recuperate le valige, usciamo da quel luogo pieno di sentimenti, che io odio, e saliamo su uno dei tanti taxi siti all'esterno dell'edificio.
L'autista carica le valige e, dopo averci chiesto l'indirizzo, ci accompagna nel luogo che tanto aspettiamo di vedere.

L'auto si ferma davanti ad una villa enorme e Bet inizia ad impazzire.
La nostra casa. Intanto l'autista ha lasciato a noi la vastità di valige che ci siamo portate dietro.
Mio padre avrebbe preferito che avessimo avuto un autista personale ma, dopo svariate suppliche, l'abbiamo convito del contrario.

Tiro fuori le chiavi dalla borsa ed apro il cancello. Sono tanto emozionata.
L'entrata si presenta molto elegante, un viale collega la casa al cancello, intorno ad esso è presente un enorme giardino con piccoli chioschi e gazebo.

Percorriamo la strada che ci separa da casa e nessuna delle due apre bocca. Siamo stupite da tanta bellezza.
Io e Bet ci teniamo strette mano nella mano e ci guardiamo attorno come fossimo delle bambine al luna park.

Arrivate all'ingresso, faccio scattare la serratura della porta, ed entriamo.
Davanti a noi si presenta un ampia hall da cui sbucano le scale per il piano superiore.
La casa è divisa in due parti: il piano terra è una zona giorno ed il primo piano è una zona notte.

Dopo aver finito di esplorare tutta la casa, davvero grandissima, abbiamo scoperto che è dotata di 5 camere da letto, 2 con letto king size, 2 con letto matrimoniale queen ed una singola, una cucina gourmet, dotata di ogni tipo di nuova tecnologia, una sala multimediale, un ufficio, vasca idromassaggio, sala giochi con tavolo da biliardo, un enorme piscina ed una vista mozzafiato.

Sono davvero commossa, i miei genitori si sono davvero superati.
Più tardi io e Bet andremo a comprare delle macchine nuove, una ciascuno.

Stranamente ho come la sensazione di essermi scordata qualcosa..Ma cosa?
O diavolo non mi sono ancora presentata.

Mi chiamo Melany, ho 19 anni e, come avrete capito, provengo da una famiglia benestante.
Ho una sorella gemella e due fratelli maggiori, anch'essi gemelli.
Frequenterò la facoltà di psicologia, ed altri corsi che sceglierò una volta arrivata lì.
Bet frequenterà la facoltà linguistica, perché entrambe amiamo leggere e scrivere.
Lei è la mia metà, la mia mela.*

Dopo esserci riposate un po' ci rechiamo nel concessionario più vicino a noi e, avendo gli stessi gusti, compriamo due Audi A6.
La mia nera, la sua bianca.

Essendo sera, andiamo al Napa Valley Grill, un ristorantino vicino la UCLA, per mangiare qualcosa.

Ci accomodiamo al tavolo che ci hanno assegnato ed una ragazza con uno stravagante caschetto rosso ed un sorriso ammaliante si avvicina a noi con un blocchetto.

-Buonasera, volete ordinare?- chiede gentilmente

-Certo, io prendo una bistecca media cottura,un insalata ed una coca cola light.- rispondo- tu Bet, hai intenzione di continuare a guardare il cameriere o ti decidi ad ordinare?- mi tira un pizzico e diventa rossa dall'imbarazzo guardando la figura davanti a noi.
Lei sorride e Bet nasconde la faccia dietro il menù.

-Per me lo stesso, grazie- dice lanciandomi uno sguardo infuriato.
Rido per i suoi atteggiamenti, delle volte è davvero infantile.
La cameriera si dilegua ed io abbozzo un sorriso.

-Ricordami di ucciderti una volta arrivate a casa- sputa acidamente.

-Sul serio Bet, non vorrai rimanere sola in una casa come quella.
Qualcuno potrebbe rapirti- il suo sguardo si fa preoccupato- oppure potresti chiedere al cameriere di venire con te-

-Non essere stupida Melany, stavo solo guardando. E comunque saprebbe difendermi meglio di come potresti fare tu.- un sorriso si fa strada sul suo volto.

-Non essere sciocca.- mi fingo offesa- piuttosto guarda chi ha i nostri piatti in mano?- gira lo sguardo verso il tipo e vorrebbe morire- se vuoi posso presentartelo- scoppio in una fragorosa risata.

-Non una parola di più- dice seria.

La cena trascorre tranquillamente, parliamo dei nostri progetti e di ciò che vorremmo fare dopo.
Io accenno al fatto che vorrei trovare un lavoro per non pesare sui miei genitori, anche se a loro non peserebbe affatto. Ovviamente la mia sorellina viziata non è assolutamente d'accordo con me.

Torniamo a casa e decido di mandare un messaggio a Nate, il mio fidanzato.
Dovrebbe venire a Los Angeles tra circa un mese.

To: Nate
From: Mel
"Amore siamo lontani da meno di un giorno e già mi manchi. Non vedo l'ora che tu sia qui"

Invio il messaggio e controllo se nel frigo c'è qualcosa da mangiare, voglio del gelato.
Abbiamo una riserva infinita di cibo nel frigo ed io non ne sapevo nulla.
Prendo la vaschetta alla vaniglia e con un cucchiaio inizio ad assaporarne il contenuto.

Prendo un libro a caso dalla mia valigia e mi riprometto che domani sistemeremo tutto.
Inizio a sfogliare le pagine ma un suono mi distrae dallo stato di trance in cui mi sono catapultata.

To: Mel
From: Nate
"Anche tu mi manchi un sacco piccola mia. Ti prometto che presto ci rivedremo e non saremo mai più lontani.
Come è andata la tua prima giornata da donna indipendente?"

Decido di chiamarlo per semplificarmi le cose.
Gli racconto di quanto Los Angeles sia bella, della mia nuova macchina, e della figuraccia che Bettany ha fatto al ristorante.
Infine ci diamo la buonanotte con la promessa di risentirci l'indomani.
Mando un messaggio alla mamma per dirle che stiamo bene ed auguro anche a lei di trascorrere una nottata serena.

Mi affaccio dalla veranda e mi siedo su uno dei divanetti che si trovano lì.
Estraggo una sigaretta dal mio pacchetto, la porto alle labbra, l'accendo, aspiro e butto fuori il fumo dal mio corpo.
Subito una sensazione di sollievo si impossessa del mio corpo facendomi rilassare.

Una volta finta rientro in casa, metto il pigiama e vado a letto.
Quando sto per addormentarmi, sento qualcuno pronunciare il mio nome.

-Mel, Mel..- apro lentamente gli occhi e vedo la mia gemella.
Sussulto per lo spavento.

-Che c'è adesso?- Mi guarda con gli occhioni e quasi mi fa tenerezza.

-Posso dormire qui? Mi sento così sola senza nessuno in casa.- annuisco e mi salta letteralmente addosso.

La scosto dal mio corpo e stabilisco una distanza di sicurezza tra noi.
Non voglio che quei suoi piedi freddi mi tocchino.
Lei accetta le mie condizioni e poco dopo cadiamo entrambe tra le braccia di Morfeo.

Benvenuta nuova vita, benvenuta nuova me.

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*È una leggenda che parla di un essere perfetto che che per colpa di un dio è stata diviso. Così nasquero l'uomo e la donna. Queste due metà si cercano e sono legate da un filo chiamato destino e si dice che se trovi la metà giusta hai la vera felicità.

Me & YouWhere stories live. Discover now