1. Taormina

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16 maggio 2017

C'è sempre un ritorno. La vita è un ciclo che ti conduce sempre al punto di partenza. Puoi tentare di fuggire, di nasconderti, di evadere, ma invano. Non esiste nessun biglietto a sola andata che ti permette di abbandonare un luogo per poter ricominciare. Ogni luogo è una sirena che con il suo canto ammaliatore ti invita a ritornare. Pur trovando la forza di restare in un solo luogo non potrai mai essere un libro con delle pagine bianche, perché hai ferite che lasciano segni ed indicano chi sei. La tua vita appare come una matassa, ma cercando attentamente potrai sempre trovare il capo del filo.

Questi pensieri affollavano la mente della ragazza con il cielo negli occhi che osservava intensamente il mare siculo oltre un finestrino. Il suo nome ricordava l'amata che ogni giorno accarezzava l'orizzonte per pochi minuti, Alba. I capelli lunghi e corvini le ricadevano sulle spalle incorniciandole il viso così da farla apparire come una principessa delle favole, ma in realtà era una guerriera pronta ad affrontare ogni intemperia. E forse per il suo animo ribelle appariva in quel momento come qualcuna che cercasse un nemico nell'orizzonte, ma così non era. In quel momento scrutava l'orizzonte cercando di capire cosa ci fosse oltre quella vasta distesa di acqua. Avrebbe sfidato ogni dio pur di superare quelle Colonne d'Ercole.

"Alba, per favore, mi puoi fare le trecce?" Le domandò la sua migliore amica, Sofia. Erano inseparabili e l'una il contrario dell'altra, Alba era introversa e nascondeva una delicata fragilità sotto una corazza d'acciaio; Sofia era estroversa ed era determinata. La loro amicizia era nata per caso, in un freddo pomeriggio d'inverno di dieci anni fa, nel quale nessuna delle due voleva partecipare alla lezione di catechismo. Entrambe si erano trattenute fuori l'aula e nessuno sembrava si fosse accorto della loro assenza. Alba, pentitosi dopo pochi secondi, voleva andare in classe, ma Sofia la persuase a restare con lei. Le due birbanti si rifugiarono in un'aula vuota che fu la testimone della nascita di quel pregiato fiore che è l'amicizia.

"Hai 18 anni e non ti sai ancora fare le trecce?" Domandò ironicamente Alba.

"Ascoltami cara, io mi so fare le trecce, ma voglio che gli altri lavorino al mio posto." Ribadì Sofia stendendosi sulle gambe di Alba.

"Non siamo i tuoi schiavetti, maestà."

"Schiava lavora!"

Le due risero genuinamente come solo gli adolescenti sanno fare. Adoravano punzecchiarsi l'un l'altra per poi concludere quel momento di svago con una tenerezza.

"È bellissimo qui, non trovi?" Domandò Alba mentre sistemava i capelli di Sofia.

"Il viaggio è stato lungo, ma ne è valsa la pena. Non ero mai stata in Sicilia, tu?"

"Neanche io. Credo che un giorno mi trasferirò qui."

"E io ti seguirò! Sei la mia migliore amica e non saprei stare molto tempo senza punzecchiarti."

"È la cosa più dolce che tu mi abbia potuto dire."

Alba le lasciò un umido bacio sulla fronte. Era solita coccolare l'amica in quella maniera per infonderle un senso di protezione. Sin da piccola Alba si era comportata da mamma nei confronti di Sofia, accogliendola quando il mondo le andava contro e rimproverandola quando lei sbagliava.

"Ragazzi tra circa trenta minuti arriveremo in albergo. Vi prego di lasciare solo le valigie perché andremo immediatamente in visita a Taormina. Sono stata chiara?" Annunciò la professoressa.

Alba, Sofia e i loro compagni di classe erano in viaggio d'istruzione. Per la precisione era il viaggio d'istruzione del quarto anno e si sapeva ormai da anni che quello sarebbe stato il più bello. La Sicilia era un'isola arcana legata a leggende e misteri. Era una coesione di culture che faceva innamorare ogni visitatore. Ogni luogo era magico, specialmente quelli legati all'antica Grecia. Alba rabbrividiva ogni volta al pensiero che quei grandi monumenti erano stati realizzati da uomini vissuti migliaia di anni prima di lei. Oggi l'uomo costruisce e nell'arco di due mesi la sua creazione crolla, invece i Greci o i Romani erano riusciti a realizzare opere che ancora oggi affascinano. Se forse l'uomo moderno riuscisse a comprendere il loro segreto tutto sarebbe migliore.

Come ordinato dalla professoressa i ragazzi lasciarono i loro bagagli nelle camere e si riunirono per dirigersi verso Taormina. Sofia ed Alba erano in camera con delle loro care amiche, Anna e Lucia. Anna era la più matura tra le quattro, Lucia era la più spensierata.

"Ragazze sta sera ci divertiremo!" Esclamò Lucia mentre seguivano la guida turistica.

"Dovremmo andare a dormire appena smistati i bagagli. Domani ci aspetta una giornata faticosa." Disse saggiamente Anna. Alba, Sofia e Lucia si guardarono e scoppiarono in una fragorosa risata. Erano consapevoli che Anna avesse ragione, ma sapevano anche che non sarebbero tornate in quel posto e volevano approfittare di ogni momento.

"Dormire? Stai scherzando? Questa sera  vedremo com'è questa meravigliosa città al buio!" Sofia era entusiasta.

Anche Alba era eccitata per ciò, ma era brava nel mascherare i suoi sentimenti.

"Non ci è permesso uscire la sera." Ribadì Anna.

"Invece sì! Prof- chiedendo alla professoressa- questa sera ci è permesso uscire?" Domandò Lucia.

"Si, ma per le 12:30 massimo 12:45 dovrete essere in albergo. Fortunatamente è in città e quindi avete questa possibilità." Spiegò la professoressa.

"Capito. Grazie mille." Disse Lucia con un sorriso smagliante.

"Questa sera andremo alla ricerca di siciliani. Dicono che sono molto passionali." Disse Sofia con un ghigno.

"Se è così allora passo." Disse Alba sorridendo.

"Suvvia! Questo viaggio ti farà pure bene per dimenticare quello stronzo. Sta sera ti divertirai e chissà se non incontrerai qualche bel ragazzo!"

Mai profezia fu più giusta. La scolaresca era arrivata nell'antico teatro di Taormina. Alla vista di quelle rovine Alba restò meravigliata. Il teatro era immenso e come ogni buon teatro antico che si rispetti aveva uno scenario mozzafiato. Oltre gli archi superstiti si poteva osservare il mare che in quel luogo era caratterizzato da ogni sfaccettatura di blu.

"Ragazzi un attimo di silenzio per favore ..." La guida non terminò la frase perché in tutto il teatro si udì una voce angelica e cristallina.

"Il futuro era bellissimo per noi. Ti volevo bene e forse anche di più, fuoco che non brucia non si spegne mai. Ti manco e non lo so, mi manchi e non lo sai." *

*Odio le favole.

Angolo Autrice- Angela

Salve lettori! Eccomi con una nuova storia che continuerò in parallelo con la precedente. Volevo aspettare prima di dedicarmi in questa nuova impresa, ma al cuor non si comanda. Ho trovato l'ispirazione andando in viaggio d'istruzione in Sicilia e ho deciso di dar vita a questa storia. Sono consapevole che Ermal terrà un concerto al teatro antico di Taormina quest'anno, ma ai fini della storia ho dovuto anticipare. Spero che questa mia nuova storia vi affascini. Un abbraccio! 

Amami dall'Alba al Tramonto // Ermal MetaHistórias para pegar e não largar. Descubra agora