«Whittmore che cazzo stai facendo? Premi su quel cazzo di acceleratore!»
«Si e magari ci schiantiamo» «ABBIAMO LE SIRENE»
Ma fu ignorato pesantemente dal compagno che continuava a tenere un "profilo basso" nell'inseguimento di quell'uomo.
«Cazzo, cazzo, cazzo, cazzo. Sta entrando in un'auto. Almeno che per te questo non rappresenti un chiaro inseguimento, schiaccia quel cazzo di pedale» «E va bene Stilinski, sta calmo»
Sboccarono in una strada molto più grande ma anche più popolata.
Era tutto un curve, cambio di marce e varie manovre.
Fin quando almeno la maggior parte delle auto si accostò ai margini della strada, e la gente stoppó il proprio via vai.
Stiles avrebbe voluto bucargli una gomma con un proiettile per fermarla, ma nonostante la strada fosse enorme, la possibilità che si schiantasse sui lati, e quindi sui civili, non era irrilevante.
<Fermi, FBI. Accostate e consegnatevi>
Annunciò il suo compagno all'altoparlante.
«Ah si, ora rallentano di sicuro. Sai, probabilmente non si erano accorti di essere seguiti dalla polizia» «Ma noi siamo FBI»
L'inseguimento durò ancora pochi minuti.
«Perché quel bambino si sta avvicinando?» «Non lo so. Se vuoi accosto e glielo chiedo» «Ma dove sono i suoi gen...UNA GRANATA!» «Oh cazzo»
Uscirono di corsa dall'auto «VIA, VIA. ANDATE VIA DA QUI!» urlarono ai passanti.
Stiles prese il bambino che prima si era avvicinato all'auto e lo coprì col suo busto. Poi la bomba esplose.
Dopo pochi secondi, circondati da polvere, entrambi si rialzarono espirando profondamente.
Stiles osservò il piccolo fra le sue braccia, terrorizzato e con le lacrime agli occhi, e nel frattempo le urla della gente riempivano l'enorme via.
«Ehy piccolo, perché ti sei avvicinato?» «Avevate detto di consegnarci» disse fra un singhiozzo e l'altro. Jackson iniziò a ridere. Stiles gli lanciò un'occhiataccia ed espirò ancora «Whittmore ma sei idiota?...Ascolta piccolo ora cerchiamo la tua mamma ok?»
«Stilinski stai scherzando, spero. Siamo nel mezzo di un inseguimento!» «Vedi qualcuno da seguire, per caso?» mise la mano a visiera per rendere meglio l'idea.
<Soggetti dell'inseguimento in fuga su una Mustang nera, targa MT 2780 del Nevada. Inviate delle ambulanze. È esplosa una bomba a mano, potrebbero esserci feriti>
I due tornarono alla base. Stiles avrebbe solo voluto tornare a casa e infilarsi sotto la doccia.
«Ehy Sti-iiiiilllllssss~allungò e storse il tono di voce Malia, dopo averlo visto~...ehm, tutto ok?»
Stiles le diede un'occhiata per poi ignorarla e andarsi a sedere di peso su una delle sedie presenti in quell'enorme ufficio, anche chiamato piano se non per il corridoio esterno, e sbuffò.
«Immagino non vada poi così bene»
«No Tate, è soltanto un piagnucolone. Che c'è Stilinski non ti va giù quando non l'hai vinta? Se vuoi puoi chiamare la mamma e farti difendere» primo tasto dolente che Jackson premette con forza in quella manciata di secondi. Stiles iniziò a ribollire dentro a quell'affermazione, un tic nervoso appariva molto evidentemente sul suo labbro.
«Ah no vero, scusami, non c'è più» «Jackson piantala» si intromise Malia, ma al biondo quelle parole entrarono da un orecchio e uscirono dall'altro «Beh c'è sempre una soluzione, chiama il tuo papà. Ti farà salire al piano superiore e niente più pressioni» Stiles aveva la mascella completamente tesa e i pugni completamente chiusi tanto che a momenti di sarebbe spaccato i denti e tagliato le mani con le unghie.
Jackson inizio ad avvicinarsi a lui. Malia gli mise una mano sulla spalla per fermarlo ma lui se la scrollò di dosso.
«Hai notato che tutti quelli che cercano di fare qualcosa per te poi finiscono male? Dovresti smettere di pensare solo a te stesso e ai tuoi sogni, cresci» Stiles non riuscì più a trattenersi, gli occhi che lasciavano intravedere solo rabbia. Gli saltò addosso e inizio a prenderlo a pugni. Come minimo gli ruppe un occhio e il naso. Poi arrivarono Scott McCall e Theo Raeken a tirarlo via dal corpo sanguinante del collega.
«Che diavolo sta succedendo qui?» era Christopher Argent, il capo dell'FBI.
«Stilinski nel mio ufficio, e qualcuno porti Whittmore in ospedale»
«Mi spieghi che diavolo ti è successo?»
«Mi ha istigato»
«Ah beh, naturale. Da quando qua dentro non si risponde a pugni?» chiese sarcastico e retorico
«Mi ha insultato usando i miei genitori, I MIEI GENITORI!» rispose alzando il tono di voce e guardandolo risoluto negli occhi
«Da uomo: avrei fatto lo stesso; ma da capo dell'FBI: non avresti mai dovuto avere quella reazione, adesso il tuo collega potrebbe avere delle gravi ferite»
«Bene, glielo auguro»
«Stiles, di grazie di essere importante o ti avrei già sospeso se non espulso, ma sappi che che non seguirai nessun caso per una settimana, resterai dietro una scrivania. Ora via dal mio ufficio»
Stiles uscì di corsa, con la rabbia ancora in corso. Avrebbe preso un'auto e avrebbe fatto un giro per calmarsi. Ma non sapeva che lì, a pochi metri da lui, nell'altra stanza, stava avvenendo qualcosa che gli avrebbe sconvolto la vita.
Argent infatti, stava completando le pratiche per l'ammissione di un nuovo uomo in squadra.
Chi? Derek Hale!
Con chi sarebbe stato in "team"? Allison Argent, donna molta precisa e infallibile cecchina. Sicura di sé, come tutte le donne li dentro. Si, è la figlia del capo, ma non per questo raccomandata. E col tempo l'ha dimostrato a tutti i suoi compagni ottenendo il loro rispetto.
Chi aiutava con le pratiche?
Lydia Martin, donna intelligente e carismatica. Diciamo che se serve qualcosa, si chiede a lei. Ma non è una segretaria solo perché sta dietro una scrivania, lei è la mente delle operazioni.
Chi si stava occupando delle varie procedure informatiche?
Danny Melahni, genio dell'informatica e sempre sicuro di ciò che fa. Omosessuale, ma non per questo sminuito dagli altri che, anzi, lo adorano.
Perciò all'insaputa di tutti, qualcosa di più grande si stava avvicinando.
Se il capitolo vi è piaciuto lasciate una⭐ che fa sempre piacere😊 e fatemi sapere che ne pensate nei commenti. Alla prossima!😘
ŞİMDİ OKUDUĞUN
Crime Wolf Investigation~Sterek
Hayran Kurgu«Quella fu la prima notte. La prima delle tante che Stiles avrebbe passato insonne, con quel lupo che tanto aveva voluto morto accucciato al suo petto e che piano piano gli raccontava chi fosse Derek Hale» Questa è una piccola parte della storia. I...
