prologo parte 1

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Era un giorno qualunque per Alexia , Filippo, Emily e Francesco.

POV. ALEXIA

Sono in gita per andare al salone del libro a Torino e guardo il paesaggio che mi scorreva davanti agli occhi.

Ah, scusatemi non mi sono presentata. Mi chiamo Alexia e non vi posso dire il mio cognome.  Lo capirete alla fine. Ho 17 anni. Vivo ad Alba; frequento la quarta al liceo scientifico.

Sono un otaku ( per chi non lo sa, persone che piace leggere i manga e vedere l'anime)e una nerd. Per la mia età sono alta 1,70 m e non mi piace per niente. Ho i capelli color marroni e occhi color nocciola.

Ho una maglietta a maniche corte con la scritta "Dangerous. Woman shopping " e dei collant neri e scarpe della nike argento.

Sposto il mio sguardo sul libro che sto leggendo " i segreti di Nicholas Flamel l'immortale ".
Di fianco a me non c'è nessuno. Nella mia classe sono la solitaria perché dicono che  sono strana. Per fortuna non sono da sola, ho delle amica nelle altre classi ed Emily.

Non ho più voglia di leggere e quindi metto il libro nello zaino e riguardo fuori.

Ad un certo punto l'autobus si ferma e io batto la testa sul finestrino. Mi metto le mani sul punto dove ho battuto sulla testa.

"Che male" penso poi il mio sguardo si ferma su macchine nere . Di cui poco dopo escono delle persone con vestiti neri. Mentre che guardo questi uomini, non ho sentito la porta del autobus che si apriva.

Quando guardai avanti, vidi un uomo di quarant'anni con capelli biondi e occhi color azzurro, anzi sembrano ghiaccio. Quando il mio e il suo sguardo si intersecano, un senso primitivo mi dice di scappare.

L'uomo si avvicina e mi continua a guardare. "Cosa vuole da me??" Penso. L'uomo mi guardo e dopo paio di secondi, anche se secondo me sono passi dei minuti, parla.

- Sei tu Alexia?- dice e io annuisco perché le parole non mi voglio dalla bocca. Tira fuori dalla giacca un portafoglio nera e lo apre e vedo che una agente federale dell'America e poi dice.

- ti dobbiamo fare alcune domande? -

-mi dispiace,ma la ragazza non si muove- dice la mia prof. di italiano. Ha i capelli color biondi e occhi color marroni ed è bassa, lei è l'unica prof della scuola che non fa preferenze .

-mi dispiace ma può essere una testimone di una persona scomparsa -dice l'uomo guardandomi.
-non mi interessa,- continua la prof.
-forza alzati - mi dice l'uomo, ma io non lo faccio così mi si avvicina e mi sussurra all'orecchio -se non lo fai ora, i tuoi compagni non ritorneranno mai a casa- senza pensare mi alzai presi la zaino e poi dissi
-non si preoccupi,se posso aiutare una persona non mi faccio da parte- alla prof e uscii e mi fecero salire su quelle macchine nera, che si erano fermate,  parti. Mi girai indietro e guardai per l'ultima volta il pullman e rigirarmi davanti e per vedere che prendevamo la superstrada.

POV. EMILY

Guardo il paesaggio mentre mi immagino le mie amiche al salone del libro. Perché la mia scuola non è potuta andare?  Penso a questo.

Mi chiamo Emily; ho 17 frequento la quarta della scuola alberghiera di Mondovì, ma vivo alla moretta.

Ho i capelli color marroni scuro e occhi color marroni. Come altezza sono normale; cioè né troppo alta e né troppo bassa. Ho gli occhiali. Sono una nerd e mi piacciono le anime, ho poche amiche ma per me va bene così.

Sono a scuola solo dalle 3 ora ed ho il mio prof. di storia. Secondo me non è capace di spiegare e non sa tenere la classe;  infatti tra 5....4....3....2...1...

Ecco i miei compagni che iniziamo a fare baccano, che tirano la carta accartocciata,che leggevano le riviste di gossip.  Quando qualcuno busso alla porta e entro il preside. Un tipo al quanto strano, ha intorno ai trenta ma si vesta come un uomo come negli anni 80.

-ragazzi silenzio-dice e tutti si fermano di quello che stavano facendo e ascoltano- sto cercando Emily!
- Si ci sono- mi alzo e il preside mi dice
-vieni in presidenza e prendi tutto la roba- ed esce. Io, invece, sono paralizzata, ma la mia compagna di banco mi da una gomitata per risvegliarmi, la volevo mandare a qual paese ma mi sono trattenuta pensando perché il preside mi voleva.

Preparo la cartella e esco, arrivo davanti alla porta di legno dipinto di bianco con la scritta color nera  presidente.

Busso e una voce mi dice di entrare ed entro.

La stanza era come una biblioteca, pieno di libri e cartelle per la scuola. In mezzo alla stanza c'era una scrivania degli anni 60 di legno. Alla scrivania c'era una donna seduta sulla sedia. Questa donna era bassa con i capelli lisci lasciati a spasso e gli occhi di 2 colori differenti:quello destro blu e quello sinistro verde. Aveva una vestito blu che arriva alle ginocchia , con dei tacco 11 color azzurra.

Sembra una dottoressa, penso  manca soltanto più il camice.

Mentre che penso questo, mi dirigo verso la sedia davanti la scrivania e quando arrivo mi siedo.
-mi scusi, dov'è il preside??- dico io sorpresa di non  vederlo
-lui non è stato invitato- dice lei senza emozioni
- invitato a cosa?? E lei chi è? -dico con un po di voce alterata.
-il mio nome non devi saperlo. Sei stata invitata a lavorare.
-LAVORARE?? - urlo sbalordita, mentre mi alzavo e facevo cadere la sedia.
-sei sbalordita  da quello che vedo.- dice con un sorriso che mi viene voglio di ammazarla
-e se volessi rifiutare? Dato che lavoro- dico in tono di sfida.
- Io non lo farei, so della tua situazione famigliare e so anche che non abbondoneresti le tue amiche- dice con un sorriso falso.
-DI CHE COSA STAI PARLANDO?- urlo arrabbiata.
-abbiamo "preso" in prestito una tua amica- dice facendo con le mani le virgolette-se vuoi che la lasciamo devi venire con me!-

Rimango ferma, vorrei scappare e andare via ma non riesco.  Una delle mie amiche é stata catturata da questa.

Devo rimanere calma. Penso e chiudi gli occhi e quando le riapro la guardo e le dico

-d'accordo-

Angolo dell'autrice

Ciao é da tanto che non scrivo quindi spero che vi piaccia.

Carichero all'altra parte domenica spero.

Mi scusa per gli errori.

Commentate.

Ac-ale-8720

agent of olympus Where stories live. Discover now