Born to die

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A volte invidio chi nasce per perdere.
Una partita dopo l'altra, ogni sconfitta alimenta o annienta la voglia di riprovare, dev'essere divertente sentirsi appesi ad un filo che ci sostiene strozzandoci la gola. Sempre meglio che spezzare quel filo e precipitare; chi nasce per vincere non ha altre partite da giocare.
E io sono nata per vincere.

I suoi capelli si aggirano nei miei ricordi come un gesto proibito, un atto che sancirebbe la mia condanna, ma è così intrigante che infilare le dita e tirarli, sentirne la morbidezza e l'evanescenza, è la prima cosa che faccio quando prendo parte alla mia partita. Credo di essere una pessima compagna di giochi, ma quando lo guardo negli occhi lo faccio solo per ricordargli che deve guardarmi da lontano, che tutte le cose belle stanno dietro ad una vetrina e non vanno toccate. Ragazzo mio, sei la mia insanità mentale.

《Che si fa ora?》La voce di Matt è completamente alterata dal fumo, credo sia alla settima in un paio di ore.
《Passami la sigaretta》rispondo, lui me la porge ed io quasi gliela strappò dalle mani. La delicatezza non è un mio forte.

Aspiro.
Sento i polmoni pizzicare, ancora non basta. Devono essere pieni.
Espiro.

《Vacci piano!》mi riprende Matt, togliendomi dalle mani la sigaretta, praticamente solo il filtrino dopo il mio tiro.
《Sono troppo sobria》mi lamento.

Quando mi rendo conto della gravità è il momento di una dose. Poi risate, sesso, altre dosi, finché non cedi o hai la sfortuna di vincere.

《Non stiamo esagerando?》mi chiede Matt.

Amo il modo in cui mi guarda quando vorrebbe che lo trattenersi da qualcosa che vuole persino più di me. E lo amo davvero, è così premuroso. Se non fosse che non è amore, è solo sballo e bei momenti. E se questo è l'amore, se è davvero così... poco, se questo è l'amore allora non ne vale la pena. Però è tristezza. Le notti senza di lui mi sembrano interminabili, non trovo nessuno quando mi sveglio di colpo e cerco qualcuno al mio fianco, strappamdo le lenzuola con le unghia.
È tristezza quando non mi basta, quando mi delude, ed è anche peggio quando lui non c'è e io non mi basto.
Allora cos'è? Non lo amo, lo tristo?

《Fammi solo scivolare via tutto》rispondo, accarezzando lentamente il suo petto nudo con le mie dita.
《A volte mi sembra che tu flirti più con il suicidio che con me》sghignazza lui, prendendo le pasticche sul comodino.

Il comodino, siamo su un letto quindi. Diamine, ho già smesso di volare.

Afferro la pasticca e la metto famelicamente in bocca, sulla lingua, ansimando ed ingoiandola con forza, lottando per farla scivolare giù per la gola e non affogarmi.
Il mio gesto è seguito da uno più calmo di Matt, che si aiuta con dell'acqua da una bottiglietta.

《Di' un po'》ridacchio.《Non è divertente come le cose finiscano sempre in questo modo?》
《Forse abbiamo un problema》risponde lui, avvicinandosi a quattro zampe.
《Un problema? Forse non hai capito cosa intendo》scoppio a ridere fragorosamente, lui mi mette una mano sulla bocca, togliendola solo una volta che ho smesso di emettere suoni troppo chiassosi. Non gli piace sentirmi ridere, o è semplicemente dominato da un suono?《Finisce sempre che devo ricorrere a questo per ricordarmi cosa mi piace di te.》

Lui resta immobile, a fissarmi in silenzio, io scoppiò nuovamente a ridere. È il mio gioco e so come barare.

Lo afferro dalle spalle e lo tiro verso di me, finché mi schiaccia come le sue labbra sulle mie. Così indelicato, ma ha aspettato di avere il permesso.
Affondo le unghia nella sua carne, lo sento gemere ma lo stringo con le braccia e con le gambe per non lasciarlo scappare dal dolore che si è guadagnato.

Devo stare attenta a non precipitare, sto girando e non so nemmeno dove, credo mi sia scappato via il cuore. Beh, chissà da quanto, ma finalmente batte, batte fortissimo. Devo volare per sentirlo battere.
I vestiti, siamo troppo vestiti, le mutande, ho ancora qualcosa. La abbiamo fatto comunque, è ancora qui? Se solo potessi guardalo senza bisogno di usare il riflesso di un secondo fine, è questo il mio limite.

La sua bocca, mi sento come una farfalla che viene intrappolata da una tempesta ma non vuole morire. La sua bocca se ne va. Il suo corpo scivola.
Un suono. Sono una serva del suono.
Mi chiede di aiutarlo. Farò tardi a scuola così, poi chi lo dice a mia madre? Chi muore per andarglielo a dire? Forse io, o lui.

《Puoi andare a dire a mia mamma che non arriverò in orario al campanile?》mugolo, in realtà non ho idea di cosa abbia appena detto, mi rendo conto di avere le dita appoggiate sulla sue palpebre, forse oltre, forse sto spingendo e non me ne accorgo.

《Che ti sta succedendo?》Inizio a lacrimare.
《Mi sento male》un suono nitido, finalmente. Nitido, l'ho imparato al campanile.
《Ma siamo morti e andiamo avanti comunque da tempo ormai》sospiro, stupendomi delle mie capacità di linguaggio, anche se non riesco a sentire quello che ho detto.

Immergo le mie mani in qualcosa di liquido. Vomito. O sangue.

《Ehi》sussurro, baciandogli la fronte.《Hai vinto.》

SPAZIO AUTORE, IMPORTANTE:

Non è sicuranente quello che vi aspettavate di leggere. Non è neanche nel mio stile, anzi è decisamente insolito anche per me che passo dalle storie d'amore (per chi avesse mai letto il libro di cui ho attualmente annullato la pubblicazione) alle tragedie post-apocalittiche ricche di stranezze e alle storie incentrate sulla psiche dei personaggi (queste arriveranno quando avrò voglia di farle vedere).
*I riferimenti a ciò che scrivo non sono auto-pubblicità, solo che al momento risultano solo le mie poesie e volevo specificare che non fosse questo il mio stile, non avendo voi dei modelli di confronto*
Dunque, il perché di questo?
Mi sono trovato in difficoltà a dover prendere ispirazione da questa canzone, per un semplice fatto: è falsa. Sì, insultarmi quanto volete, ma lo è. Intendo, il testo non parla di un amore particolarmente concreto, anzi sembra il classico cliché americano dell'amore stile "sesso, droga e rock n roll", che per carità va benissimo ma questo esclude di poter scrivere sull'amore, dovendo ispirarmi alla canzone. In secondo luogo, la falsità viene fuori quando nel testo spuntano frasi quasi fini a loro stesse e discordanti e dice "Ti piacciono le ragazze folli". Ora, questo è super mega okayyyy, ma qualcuno mi spiega dove si è poi concretizzata la follia nel video?
Beh, ecco, un po' schifato ho deciso di rendere concreto quello di cui parla: una ragazza fuori di testa, divertimento a base di droga, e quindi essere nati per morire.
Fermi, non defecate sulla mia tomba, a me il testo piace ed anche tanto, ma non posso che vederlo come falso associato all'artista e al video, mi sembra molto da "falso alternativo", perché poi avrei potuto prendere la prima strofa sulle difficoltà dell'amore e fare qualcosa di dolce, o di drammatico, mettendoci tutta la passione che ho. Il problema è che la canzone non mi ha trasmesso questo. La canzone mi ha trasmesso esagerazione, finzione, un modello che discorda con la realtà e che io ho voluto concretizzare per mostrare la diversità effettiva rispetto a ciò che ha rappresentato Lana.
Quello che ho scritto non piace neanche a me, non so, forse ho sbagliato, anzi sicuramente, ma la canzone non mi ha dato ispirazione.
Se non altro, non ho dato in bianco.
Spero di poter mostrare le mie vere capacità ed il mio stile profondo ed un po' pazzerello in un'altra occasione, scusatemi.

Lolita_Von_Lullaby

 Le Parole Che Non Ci Sono Concesse Dal Mondo - Concorso Music&MeHistorias para obsesionarse. Descúbrelo ahora