oggi è il mio ottavo compleanno ed è il primo giorno che ti possiedo.
Infatti la mamma prima di farmi partire per questa vacanza io da sola, mi ha regalato te e io sono felicissima, ho sempre voluto un diario segreto, così che le mie amiche mi accettassero dopo 3 anni di scuola elementare qui a Milano.
Comunque ora sono in macchina e questo signore al volante mi sta portando non so dove, ho provato a chiederglielo cercando di corromperlo, ma non ci è cascato, uffa...
Mi dice che siamo arrivati e io mi sveglio un po' da scimmietta addormentata, prendo il mio coniglietto Flem e scendo con un piccolissimo saltino dalla macchina nera. E mi guardo intorno cercando di intravedere qualsiasi persona che io conosca.
Chiedo più volte al signore del volante dove sia la mamma ma lui non risponde, così mi inginocchio sull'asfalto e disperata inizio a piangere non emettendo nessun suono. Ma poi mi afferrano dalle mie minuscole braccia e mi portano via, non so dove.
FINE FLASHBACK
Già allora avevo capito che fine avrei fatto, segregata a vita, senza mai vedere la luce del sole, senza più sapere quale sensazione si prova quando i raggi UV colpiscono un corpo e riflettono su di esso, o quando, a causa della prima goccia di pioggia gelida, un brivido percorre la pelle della schiena.
Ma chissà da quanto aspetto di uscire da qui e ogni giorno ci dicono che usciremo presto, ogni giorno ci ripetono che dovremmo stare qui ancora per poco e io non so più se sperarci ancora. oggi sono otto dannatissimi anni che sono qui dentro, otto dannatissimi anni che non vedo, non sento i miei genitori, otto fottutissimi anni che mi sono dimenticata come si vive, come si respira, come si sopravvive.
Ed è la stessa cosa per i trenta ragazzi che sono con me, tutti più o meno della mia età, alcuni 15, altri 12, altri ancora 16, poi c'è lui Tommy il più grande, io e lui siamo innamorati l'un l'altra e aspettiamo solo di uscire di qua per vivere la nostra vita da persone normali, quali non saremo mai.
«Emma che hai? Sei spenta»
Guardo colui che mi ha posto la domanda. Thomas è di fronte a me e mi guarda preoccupato.
«Non ne ho idea Thom, voglio solo uscire di qua con te ed andare via»
Il moro mi sorride e si siede vicino a me lasciandomi un bacio sulla fronte.
«certo che usciremo di qui, io e te, insieme, niente e nessuno si metterà contro noi, non sanno cosa siamo capaci di fare insieme»
«non l'hanno ancora visto?»
dico scioccatta
«No piccola, non hanno visto nulla"
Mi sorride
«È fantastico»
dico entusiasta abbracciandolo
Ci guardiamo a lungo negli occhi e sorridiamo nello stesso momento per poi dire all'unisono
«prometto» porgendo il mignolo che uniamo subitissimo.
Lo facciamo fin da piccoli.
Sono arrivata prima io qui, lui forse è venuto dopo 3/4 giorni.
Ero io lì da sola in un angoletto ad abbracciare il mio peluche, che si apre la porta dalla quale entrò un dolce bambino che un giorno sarebbe diventato il mio angelo custode.
Si avvicinò a me mi asciugo una lacrima, mi tolse il mio coniglietto di pezza dalle braccia e ci si infiltrò lui. Dopodiché mi guardò e mi disse
«guarda»
Tese la mano destra davanti a se e si concentrò su Flem, che di lì a poco avrebbe iniziato a volteggiare in aria
«come faii?»
Gli domandai
«perché tu non lo sai fare?»
Domandò a sua volta.
«Beh io non sono bravissima con quella cosa ma so fare questo.»
Risposi.
Mi concentrai e misi indice e medio al centro del petto, poi li spinsi verso l'esterno, creando copie di me stessa per tutta la stanza confondendolo.
«Ma come fai?»
Chiese sbalordito
«non lo so»
risposi incerta.
«promettiamoci una cosa okay? Dobbiamo mantenerle in segreto queste cose»
«prometto» gli dissi incrociando le dita davanti al suo petti
«giusto, prometto»
replicò imitando il mio gesto e facendomene vedere un'altro, ovvero la stretta tra i mignoli
Quel "prometto" nel corso degli anni si è evoluto, non riguardava i nostri poteri, più che altro il nostro amore che piano piano nasceva e cresceva, insieme ai nostri corpi ormai formosi e pieni di desiderio.
Un desiderio che però veniva soffocato dalla pressione presente tra quelle mura, ci stava distruggendo, quel posto, ci stava facendo male.
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JUST KEEP
Science Fiction«Sono stanca di nascondermi. che senso ha agire nell'ombra, che senso ha indossare una maschera, la gente per fidarsi di noi ha bisogno di saper chi siamo, come siamo fatti, sapere cosa proviamo e pensiamo. Cosa abbiamo da perdere, infondo, io non r...
