Erano da pochi minuti passate le due del mattino quando Benjamin continuava a rigirarsi nel suo letto morbido e soffice, si sentiva strano non riusciva più a capire cosa volesse e cosa invece lo facesse stare male.
Era sempre stato un ragazzo difficile, o meglio, non si apriva di certo con il primo che passava, doveva essere sicuro di ciò che lo circondava, doveva fidarsi sempre di chi aveva accanto oppure non si azzardava mai a far uscire nessun pensiero dei tanti che gli stavano torturano il cervello.
Benjamin prima era un ragazzo solare, amava parlare con tutti e scambiare due parole perfino due parole con il commesso del supermercato se quest'ultimo fosse stato d'accordo, insomma non gli era mai mancato l'affetto delle persone che amava, ma poi tutto era cambiato, dopo quella giornata così grigia come un nuvolone carico di pioggia, nulla era più come prima, Benjamin si era rinchiuso in se stesso e aveva messo una specie di lucchetto immaginario al suo piccolo cuore felice. Non gli importava più di nulla, a stento riconosceva il giorno dalla notte o il buio dalla luce, quella che gli faceva involontariamente stropiciare gli occhi ogni santissima mattina, allo scoccare delle lancette.
Si accorgeva a malapena di quando qualcuno gli parlava e faceva subito finire il discorso. Benjamin non era più lo stesso, sentiva di non poterlo essere più. Gli avevano tarpato le ali appena prima che prendesse il volo.
Questo è ciò che Benjamin era diventato, o meglio ciò che lo avevano fatto diventare.
Quando era piccolo sorrideva sempre, ogni qual volta si facesse male, anche solamente giocando al parco vicino casa, era lui a consolare la mamma più preoccupata di lui.
Passava sopra ogni dolore promettendosi che niente e nessuno lo avrebbe fatto cadere nell'oblio, in un buco nero.
E invece era proprio quello che era successo.
Benjamin quindi, continuava a rigirarsi nel letto fino a quando si stufó e decise di dirigersi in un 'altra stanza della casa.
Per colpa del buio rischiò di farsi male colpendo lo spigolo della porta ma dopo qualche minuto riuscì ad arrivare vicino alla penisola della cucina senza rompersi l'osso del collo.
Era da giorni che non riusciva a dormire , inoltre il caldo non lo aiutava proprio per niente.
Decise quindi di prendere qualche biscotto e coccolarsi da solo con una tazza di the caldo.
Dopo aver preparato tutto senza far esplodere la cucina,dato che era proprio negato a cucinare, decise di dirigersi vicino al divano in salotto. Avvicinò il morbido tappeto sulle tonalità di un azzurro mare e si accomodò.
Benjamin si sentiva terribilmente solo, ma la cosa che lo faceva innervosire ancor di più, era il fatto che non ne riuscisse a capire il motivo.
Aveva passato notti intere cercando di prendere sonno in tutti modi possibili e immaginabili, ma alla fine si tirava sempre su a sedere poggiando la schiena contro la testiera del letto trovandosi a pensare e ripensare.
Sfinito poi si addormentava per qualche ora, scomodamente, sulle pagine di carta del suo libro preferito e sulle note della sua canzone preferita, ovvero Iris dei Goo Goo Dolls.
Invece quella sera non ci era riuscito nemmeno così, sentiva come un macigno nel petto.
Dopo aver sorseggiato un po' del Thè caldo che aveva preparato e dopo aver assaggiato qualche biscotto, non si era nemmeno accorto che ormai erano quasi le quattro.
Decise così di stendersi sul divano per guardare un qualche programma a caso in tv pur di far passare un po' il tempo.
Nonostante avesse girato tutti i canali esistenti non riuscì a trovare nulla di accattivante nè tantomeno di interessante, innervosito optò quindi su un programma scadente in onda su un canale a lui completamente sconosciuto.
Nel giro di pochi minuti si addormentò in una posizione veramente scomoda, aveva le gambe incastrate una con l'altra, un braccio a penzoloni che sfiorava il pavimento e il collo inclinato sul cuscino.
Proprio per questo al suo risveglio sentiva ogni muscolo indolenzito e si maledì mentalmente per non essersene almeno tornato a letto.
YOU ARE READING
Astronauts || Fenji
Fanfiction"I tuoi occhi sono più preziosi dei diamanti, sono come le stelle che vagano nell'orbita e che illuminano i pianeti." Copertina by @liveforhar
