La Rabbia contro la ragione

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Sembra tutto così strano, specialmente oggi, mi sembra di non essere dentro il mio corpo mi sento in aria come se stessi volando, anzi precipitando con gli occhi chiusi come per assaporare il momento. È strano lo so come si può assaporare un momento del genere in cui la tua vita é a rischio, eppure é così, ma cosa potevo aspettarmi da me stesso, più volte ho superato la soglia di non ritorno dei miei pensieri, basti pensare alle volte che ho fatto qualcosa per il solo gusto di sentirmi vivo quando mi credevo prossimo alla morte, credetemi pazzo sinceramente non può interessarmi qualcosa. Ho passato la giornata chiuso tra quattro mura fisicamente, mentalmente però ero in giro a gridare ai quattro venti il male la rabbia, l'odio e la repressione di una vita contro qualcosa o qualcuno a caso. Quante volte ho racchiuso dentro me tutte le emozione negative e le sembianze oscure che fanno parte di me, il rimanere solare e sorridente mi costa troppo, ma devo farlo non voglio essere etichettato come asociale e psicopatico, mi viene da ridere perché ripensandoci non mi interessa l' opinioni delle persone basta e avanza la mia, mi rendo conto che alla fine non sono tanto diverso da mio fratello solo che a differenza sua io riesco a nascondere questa parte odiosa e rabbiosa, ma a quale prezzo, al prezzo della mia vita e della mia felicità. Le amicizie che mi circondano non influiscono minimamente sul mio essere, anzi peggiorano la situazione rendendomi a tutti gli effetti una bomba ad orologeria pronta ad esplodere al primo sussulto. Quante volte ho distrutto tutto per ricominciare da capo come se nulla fosse successo andando avanti. Cicatrici visibili sono diffuse sia sul mio corpo, ma sono guarite, nella mia mente invece quelle invisibili le più dolorose ed incurabili, perdere la memoria sarebbe la miglior cosa che potrei augurarmi. Ricominciare daccapo, amnesia totale, come sarebbe bello. Tutto il male svanirebbe così in uno schiocco di dita purificando finalmente il mio essere da un male che nel tempo ha corrotto il mio corpo e la mia mente. D'altro canto non ricorderei i momenti belli e preziosi che costellano ed equilibrano la corruzione che vive dentro me. Sinceramente non riuscirei più a vivere perdendo quei momenti così vivi ed emozionanti. Ma sono le persone che abbiamo amato, amiamo ed ameremo a farci più male a rendere invivibile ogni giorno, creando in noi la paura di perdere tutto, la gelosia per esse non fa altro che soggiogare il nostro cervello,per questo odio legarmi alle persone in modo duraturo, l'essere umano passa dell'agire al reagire, in una determinata situazione, in un battito di ciglia; in parole povere, per quanto possa essere intelligente, evoluto o rigoroso nelle sue scelte ed azioni, l'individuo perderà la lucidità di scelta, non agendo secondo un ragionamento logico, ma reagendo secondo l'istinto che lo guida e che deforma il suo ragionamento. A me capita spesso  facendo emergere il mio lato reale; il traditore, lo psicopatico pazzo che non solo non ha paura, ma più dolore prova e subisce più forte e tremendo diventa, occhi dilatati come una bestia che pensa solo ad uccidere senza ne remori ne rimorsi che prova soddisfazione quando vede il rosso del sangue, ma non per questo si ferma anzi continua incessante ancora con più aggressività con pupille sempre più dilatate fino ad arrivare allo scopo uccidere il mio nemico.
Stanotte é accaduto di nuovo la voglia di uccidere ha preso il sopravvento sulla mia ragione.
Tutto tace dopo uno sfolgorante momento di pura, limpida e incontrollabile follia omicida,la quiete dopo la tempesta, una leggera brezza, che entra dalla finestra aperta, accarezza il mio corpo provato dallo sforzo, la maglietta distrutta e piena di sangue, peccato era una delle mie preferite, ma non fa niente, esco da questo luogo di morte e silenzio ora lasciando una scia di benzina, al chiudere della porta tutto si incendia, ah dimenticavo di dirvi che sono anche un piromane della peggior specie, mi accendo una delle mie sigarette aspiro il fumo socchiudendo gli occhi per apprezzarne l'aroma é magnifico, la ciliegina sulla torta, è la stessa sensazione che ti dona una notte di sesso sfrenato ed estremo.
Sono arrivato a casa é ancora buio meglio così, nessun mi avrà visto,ridotto in questo stato, perché in questo posto di notte c'è la stessa movida di un cimitero, mi accinco a salire i cinque scalini che portano all'appartamento, ma qualcosa mi blocca un dolore acuto proveniente dalla mia coscia destra mi fa piegare in due dal dolore, abbasso lo sguardo, cazzo ho un pezzo di vetro conficcato in essa, non devo essermene accorto per via della foga e della rabbia del momento, resto calmo e con un colpo deciso estraggo il vetro, un dolore lancinante mi fa inginocchiare "Cristo!". Esclamo, sto perdendo troppo sangue, mi gira la testa rischio di svenire. Mi trascino a stento e salgo  gli scalini, premendo con la mano la ferita per ridurre la perdita di sangue, appogiato al muro apro la porta, mi dirigo in cucina prendo una bottiglia di whiskey e il kit di pronto soccorso, mi siedo sulla poltrona apro la bottiglia coi denti ed inizio a bere in quantità, quanto adoro il sapore secco che mi lascia, sento come se le fiamme degli inferi stessero scendendo giù per il mio collo non facendomi pensare per un istante alla ferita, prendo ago e filo ed inizio a ricucire la coscia, devo ringraziare mia madre che mi ha insegnato a cucire, di certo non si sarebbe mai aspettata che ne avrai fatto questo uso dei suoi insegnamenti, comunque il dolore è forte stringo tra i denti quel che rimane della mia maglietta che ho arrotolato,"cazzo quanto fa male, bastardo inferno" urlo mentre stringo i denti, continuo a cucire e a bere. Finalmente ho finito disinfetto e copro la ferita con una benda," apposto così può andare" dico osservando la ferita," devo pensare a non far infettare la ferita" penso, vado in bagno barcollando per la ferita e anche per i fumi dell'alcol apro lo sportello sopra il lavandino ci sono degli antibiotici ne prendo un paio e li ingoio con l'aiuto di un sorso di whiskey, guardo l'orologio sono già le 6 del mattino meglio sdraiarsi un po' per riposare.
Apro gli occhi sono a pezzi ho dolore dappertutto, mi giro la sveglia dice che sono le dodici di mattina, mi ripeto che devo alzarmi e mangiare qualcosa per mettermi in forze, ma non riesco sono troppo indolenzito troppo stanco e provato da tutto, una sana notte di rabbia con qualche conseguenza, guardo le lenzuola dovrò bruciarle sono macchiate di sangue,dopo mezzora mi alzo finalmente, cammino a fatica per via della ferita, mi dirigo in bagno scopro la ferita, bene per ora non ci sono segni di infezione la pulisco cambio le bende, mi faccio una bella doccia per darmi una ripulita dal sangue e dal sudore, noto  piccoli tagli adesso visibili dopo aver tolto tutto il sangue che avevo addosso comunque niente di preoccupante. "Adesso posso mangiare", mi ripeto, mi definisco un ottimo cuoco e i miei piatti ne sono la prova;Risotto ai sapori di mare, con un emulsione di scampi e gamberoni come primo, un ceviche di gamberi con prezzemolo lime olio un po' d'aceto e pepe bianco come secondo, tutto accompagnato da un vino bianco d'annata corposo e delicato allo stesso tempo servito freddo. È un vero peccato che nessuno possa degustare tutto questo ben di dio insieme a me, forse é l'unico rimpianto che ho della mia vita il fatto di non avere accanto una persona speciale, ma chi potremme mai amare uno come me, amare me vuol dire amare il male in persona. Finito di pranzare metto tutto nella lavastoviglie e decido di fare un giro per la città quindi vado nella mia stanza a cambiarmi, ho deciso di indossare un pantalone di cotone nero con una camicia grigio fumo lasciando due bottoni aperti facendo intravedere il mio petto, mocassino italiano nero ed un orologio d'acciaio al polso sinistro, oh quasi stavo dimenticando il mio anello lo adoro, é un regalo di mio nonno prima che morisse, raffigura un'ancora dorata a cui vi é avvolta una cima in platino, di certo ha un gran valore commerciale, ma non mi interessa conta il valore affettivo, alla fine non posso lamentarmi ho abbastanza soldi da spassarmela a vita. Guardo una foto dei miei genitori sul mobile dove sono riposti alcuni miei vestiti, gioielli ed orologi, quanto avrebbero voluto dei nipoti i miei, ma io ho scelto il denaro e i piaceri della vita alla famiglia, ora che non ci sono più sono rimasto solo,mio fratello non so dove sia non ci sentiamo dal funerale di mia madre 8 anni fa, il nostro non é mai stato non rapporto facile e alla morte dei nostri genitori ci siamo definitivamente allontanati. Non rimpiango mai la mia scelta di vita. Prima di uscire prendo anche un bastone da passeggio riccamente decorato in argento per aiutarmi a camminare . Sceso in garage devo scegliere l'auto da usare tra; una bmw serie M1, una Dodge charger del '68 hemy e una audi A7 assetto sportivo, tutte rigorosamente nere. Credo che stavolta opterò per la mia charger, apro il garage con il pulsante; accendo l'auto e il suo rombo mi provoca ogni volta un felicità indescrivibile, ho sempre sognato di possedere quest'auto sin da quando ero piccolo. Esco dal garage con calma per evitare di graffiare l'auto appena uscito premo il pulsante e il garage si chiude, non sto accelerando, ma il rumore del motore é forte e poderoso 700 cavalli che vogliono solo correre nient'altro. Parto e faccio un giro del paese, adoro gli sguardi delle persone la loro invidia mi suscita sempre una risata, la mia superbia non ha limiti. Mentre mi godo il giro in auto sento squillare il mio telefono, "Rick?"dico "chissà cosa vorrà", é un caro amico che conosco da una vita gli altri lo chiamerebbero migliore amico, ma per me é solo una persona che conosco come le mie tasche, di sicuro é una delle poche persone che riesce a starmi vicino. Rispondo, mi dice che stasera vorrebbe andare a cenare con la sua ragazza e mi ha chiesto di andare con loro perché c'è un'amica di lei, accetto solo per il gusto di andare a cenare nel mio ristorante preferito , non voglio legarmi a nessuno ne provare a farlo. Rick invece prova ogni volta ad affibbiarmi le amiche della sua ragazza perché crede che io debba stare con qualcuno, come faccio a sopportarlo ancora non ne ho idea. Passo a prenderlo, Rick é poco più basso di me carnagione olivastra occhi castani capelli ricci scuri e un carattere divertente e da spaccone, per andare a prendere un caffè, appena salito in auto ci salutiamo in auto e iniziamo a chiaccherare del più e del meno. Arrivati al bar scendiamo ed è allora che Rick nota che uso il mio bastone da passeggio, chiedendomi perché stia zoppicando e soprattutto perché stessi usando il mio bastone, rispondo vagamente dicendo che ero caduto dalle scale e che avevo un gamba dolorante. Lui mi fissa per un secondo dubbioso per poi aprirsi in un risata suscitandomi una smorfia di rabbia, ma devo ammettere che dopo mi metto a ridere mentre lo mando a quel paese. Ci sediamo fuori e in attesa che ci venga portato il caffè mi accendo una sigaretta offrendone una a Rick, mentre fumiamo le nostre sigarette ridendo e parlando di ogni cosa arrivano i nostri caffè. Mentre ne assaporo il forte sapore tutto d'un tratto Rick si fa serio guardandomi,lo osservo inarcando un sopracciglio domandando cosa avesse, " niente niente non preoccuparti"mi risponde, annuisco con la testa anche se il dubbio mi divora, perché per me sapere tutto della gente é vitale per poterla capire sfruttare e abbattere, so ché brutto da dire, ma non é tanto male in confronto a quello che mi succede quando divento una furia. Lo lascio a casa e ci diamo appuntamento alle ore 21, tornato a casa guardo l'orologio é ancora presto infondo così decido di sdraiarmi a letto per un paio d'ore punto la sveglia e mi addormento. Sono le 20 mi alzo e vado in bagno, doccia fatta rientro nella stanza dove ho già preparato il mio completo nero gessato con una camicia nera, una cravatta grigio metallico sfumata che diviene via via più scura al centro, come scarpa la mia scelta cade su un mocassino inglese nero fatto a mano, al polso sinistro metto un rolex dorato ed il mio solito anello all'anulare destro scelgo di non portare il bastone mi sforzerò, non voglio di certo fare la figura di un vecchio zoppo. Sceso in garage non posso non prendere la mia audi, chiamo Rick per avvisarlo che sto passando a prenderlo . Poco dopo arrivo a casa sua, Rick indossa un pantalone blu scuro con una camicia blu elettrica e scarpa grigia, lo prendo e insieme andiamo a prendere la sua ragazza e l'amica di lei, scesi dall'auto, Rick corre incontro alle ragazze e io lo seguo, la ragazza di Rick si chiama Joanne alta più o meno 1,65 capelli ricci tatuaggi e piercing il prototipo di ragazza perfetto per Rick ."Jack ti presento Eris una mia amica" dice sorridente Joanne facendomi l'occhiolino, "incantato" rispondo baciando il dorso della mano di lei che subito arrossisce. "Starei tutta la sera a parlare qui davanti ma abbiamo un tavolo che ci aspetta" dico guardando l'orologio, per la fretta non  noto neanche come fossero vestite le ragazze, apriamo gli sportelli posteriori come dei veri gentiluomini. In auto si ride e si scherza arriviamo al ristorante più importante della zona situato su una collina che si affaccia sulla citta, posteggio l'auto e facciamo scendere le ragazze accompagnandole all'entrata, "serata perfetta!" Esclamo guardando il cielo, " già una perfetta serata di primavera" risponde Rick, arrivati all'entrata do il mio cognome al cameriere che ci accompagna al tavolo con la vista migliore sulla città, solo ora osservo con attenzione Eris, devo ammettere che ha una bellezza mozzafiato indossa un vestito lungo nero con decorazioni dorate di pizzo nella parte superiore del vestito  che si apre in una scollatura che mette in risalto le curve del suo splendido corpo che sembra essere stato modellato da uno scultore lungo le maniche, la parte inferiore era composta da un lungo velo con una spaccatura che corre per tutta la lunghezza della gamba, eleganti scarpe nere con un tacco non eccessivo che sembrano avvolgerle il piede nella seta, unghie viola molto particolari molto belle, ed infine alzo gli occhi per osservarla bene in viso, un angelo non c'è che dire, arrosisce appena si scontra con i miei occhi che la osservano come la più rara e meravigliosa delle creature, un rossetto viola coordinato con le unghie, il suo viso é  perfettamente truccato senza risultare troppo pesante, due occhi che sembrano due gocce d'ambra incastonati perfettamente nel suo volto. I suoi capelli lisci neri sono lasciati cadere sulla schiena, alcune ciocche si adagiano con eleganza sulle sue delicate, morbide e formose spalle scoperte, lei si sposta una ciocca di capelli arrossendo ancor di più abbassando il viso, le sposto la sedia e la faccio accomodare accompagnandola con lo sguardo, in seguito mi accomodo, ricevendo una leggera gomitata da Rick per farmi girare il suo sguardo dice tutto mentre con un segno indica Eris, alzo gli occhi al cielo sbuffando e senza parlare. "Vi consiglio di provare il pesce è  sublime" dico, conoscendo bene il ristorante da anni. "È arrivato l'esperto" dice Rick ridendo e schernendomi, gli lancio un' occhiataccia mentre inizia a ridere a crepapelle, " cerca di controllarti" sbotto sottovoce "non farmi fare la figura dell'idiota" continuo, allora lui trattenendo le risate mi chiede scusa. Io ordino un risotto di mare semplice e gustoso allo stesso tempo, Rick e Joanne ordinano una fritto misto di pesce, mentre Eris sembra confusa tra le pietanze a base di pesce che il ristorante offre, "se vuoi assaporare davvero il sapore del mare ti consiglio gli spaghetti allo scoglio o il risotto di mare che ho preso io" le dico con un'aria un po' superiore, forse anche troppa devo dire. "Tu preferisci il risotto agli spaghetti non é vero?" Mi domanda lei molto timida, " È il cibo degli dei!" esclamo, " mi hai convinta prenderò anch'io il risotto" risponde lei sorridendomi, la osservo e mi apro anch'io in un sorriso spontaneo, é strano con lei riesco a sorridere senza sforzarmi mi viene naturale,penso tra me e me, chiamo il cameriere per ordinare e chiedo di portare insieme ai piatti un franciacorta cuvèe prestige. Rick mi guarda sconvolto "Jack é un vino costoso non so se.." lo interrompo " penso io al conto non preoccuparti, questa é una serata speciale e bisogna festeggiare" lui mi guarda totalmente sbalordito " sei sicuro di stare bene?" Mi sussurra nell'orecchio, "certo" rispondo senza staccare gli occhi di dosso da Eris, che chiacchera tranquilla con Joanne. Arrivano i piatti ed il vino servito dal sommelier del locale, "propongo un brindisi a questa stupenda serata in dolce compagnia" dico alzando il mio bicchiere in alto, "cin cin" rispondono tutti in coro. È stato tutto delizioso come al solito, stiamo chiaccherando non riesco a staccarle gli occhi di dosso è stupenda,quando Joanne chiede ad Eris di accompagnarla in bagno sorridendo, lei accetta e la segue, "con permesso, ci allontaniamo un attimo!esclamano le ragazze dirigendosi verso il bagno. Siamo rimasti io e Rick seduti al tavolo mentre mi allungo sulla sedia per stiracchiarmi, " che succede ti sei preso una cotta per Eris?" Domanda Rick con un sorrisetto soddisfatto, lo guardo senza rispondere ritornando a guardare fisso davanti a me. "Avanti non dirmi che non ti piace cos'è sei passato dall'altra sponda!" Esclama lui facendomi sbuffare, "è molto bella devo ammetterlo però non lo so ancora" rispondo leggermente irritato," non sai cosa?" Continua Rick, "non riesci proprio a farti gli affari tuoi vero?" Ribadisco, " ok ok ok, la smetto" mi risponde ridendo. Cosa mi succede io non sono il tipo che perde la testa per il profumo di una ragazza, penso mentre mi godo il panorama che la posizione ci offre. Ad un certo punto le ragazze ritornano scusandosi per aver ritardato, esco dal mio stato di pensiero e mi ritrovo quei due gioielli ambrati sorridermi, "grazie per avermi consigliato il risotto era squisito!" Esclama Eris. "Sapevo che ti sarebbe piaciuto e mi fa piacere non aver sbagliato a consigliartelo" le rispondo calmo e pacato, ma con un sorriso che mi si apre da solo in volto. Rick si schiarisce la voce attirando l'attenzione: "Marco, Eris; io e Joanne vorremmo dirvi una cosa..... ci sposiamo e vorremmo che voi ci facciate da testimoni ". Rimango stupito mentre si apre un sorriso sia sul mio volto che su quello di Eris," eh va bene accetto"rispondo. Guardo Eris che sorride ancora accettando anche lei. Bene "propongo un brindisi ai futuri sposi!!! "Esclamo. Usciamo dal ristorante Rick e Joanne sono entusiasti perché abbiamo accettato di essere loro testimoni, porgo il braccio ad Eris che lo afferra con eleganza e decisione, la accompagno all'auto, è troppo bella per me penso tra me e me, arrivati in auto facciamo accomodare le ragazze chiudiamo gli sportelli e saliamo davanti. Arriviamo a casa di Rick dove lascio sia lui che Joanne, adesso sul sedile del passegero si é accomodata Eris, è incredibilmente bella e raffinata in ogni sua azione, la accompagno sotto casa, mi fermo a bordo della strada e spengo l'auto, mi giro e la ritrovo con il mio cellullare in mano mi guarda e mi dice: "Ho salvato il mio numero di telefono e io mi sono salvato il tuo, quando vuoi scrivimi". Resto di sasso senza riuscire a nascondere lo stupore e un sorriso. Rispondendo che lo avrei fatto sicuramente. La faccio scendere dall'auto e la accompagno prorpio davanti alla porta, le bacio la mano facendo un lieve inchino, lei arrosisce e mi saluta con dolcezza  mentre vedo i suoi gioielli ambrati che si perdono nei miei occhi di ghiaccio, ci scambiamo la buonanotte mentre chiude la porta senza staccarmi gli occhi di dosso, stessa cosa faccio anch'io fin quando tra i nostri sguardi non vi si frappone la porta.

il ragazzo con la maschera di cera Stories to obsess over. Discover now