chi sei?

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salii su quel maledetto pullman.
lo stesso pullman che prendevo tutte le mattine e che mi faceva arrivare a scuola alle 8.01, giusto in tempo.
oggi sentivo un aria diversa, anche se, in realtà era tutto uguale al solito.
avevo i soliti jeans boy-friend, la stessa maglietta corta e la stessa felpa di sempre.
ma sentivo comunque un aria diversa.
come al solito, presi le mie cuffie e me le misi nelle orecchie per ascoltare quella solita canzone di 90 anni fa che continuava comunque a piacermi.
mi sedevo sempre al solito posto, e non mi si sedeva mai nessuno di fianco, mi mettevo vicino al finestrino, e guardavo fuori.
oggi però, mi si sedette vicino un ragazzo, alto e magro, biondo con gli occhi marroni.
non provavo nessuna tipologia di attrazione per lui, quindi non spiccicai una parola.
il primo fu lui, mi salutò, e mi chiese cosa stessi ascoltando.
non risposi.
accesi semplicemente l'mp3 e gli feci leggere il titolo.
il tragitto col pullman sembrava infinito oggi.
dopo la domanda il ragazzo non andò avanti, allora gli chiesi il suo nome.
mi disse che si chiamava alessandro, mi piaceva come nome.
lui mi chiese il mio.
gli risposi:" sono Alexa , piacere"
arrivai alla mia fermata, scesi.
il ragazzo mi seguì per darmi il suo numero, non gli diedi molta retta e lo presi.
se ne andò.
un po' mi dispiacque, anche se non ci eravamo detti molto mi stava simpatico.
mi incamminai verso la scuola, sempre ascoltando la musica, incrociando volti cercando di trovarne qualcuno interessante.
non accadeva mai.
arrivai a scuola, e come al solito non avevo nessuno con cui parlare, non avendo amici, ma mi andava bene così, meglio soli che mal accompagnati si dice, vero?
a volte pensavo fosse colpa della mia scombussolata capigliatura o del mio "look" malandato, ma non mi interessava.
andai in classe, e vidi alessandro, non capivo.
[...]

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