sogni inquietanti

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Una sferzata d'aria fredda fece sbattere rumorosamente la finestra della sua camera,con un soprassalto si sveglió,era ormai pomeriggio inoltrato,ma Sara aveva fatto tardi la sera prima,impegnata com'era nel leggere un nuovo libro. Il cielo cupo non aiutava di certo,così come il clima gelido di quell'inverno che la riportó sotto le coperte, incupendosi per l'ennesima giornata che avrebbe trascorso a casa. Dopo aver sonnicchiato pigramente, decise che era arrivato il momento di concludere qualcosa, così dopo essersi alzata e fatto una veloce doccia,gironzoló svogliata per la casa vuota. I suoi genitori sarebbero tornati tra non meno di una ventina di giorni,infatti dopo le continue rassicurazioni di lei, riuscii finalmente a convincerli nel partire per la luna di miele che da sempre avevano desiderato e che mai avevano potuto permettersi. E se inizialmente era contenta di poter godere di una casa libera per tutto quel tempo, dopo pochi giorni quasi li mancava la loro presenza,che seppur a volte irritante per i continui bisticci e rimproveri, le infondeva un senso di piacevole conforto sapere di poter sempre trovare qualcuno in giro, per quella casa che seppur non grandissima,cosi vuota pareva immensa. Un adolescente come gli altri si sarebbe esaltato nel poter organizzare feste a oltranza,non avendo gli occhi vigili dei genitori, lei invece, non aveva gli stessi piani e non solo per lo scarso entusiasmo di questa eventualità, ma anche perché la carenza o assenza di amici lo rendeva impraticabile. Sebbene avesse avuto in passato qualche amico con cui trascorrere il tempo libero, in seguito si rivelarono conoscenze vuote prive di ogni interesse reciproco che la portarono a distaccarsi e abbandonare definitivamente la prospettiva di nuove conoscenze importanti. La giornata trascorse lentamente, cercó invano di distrarsi con qualche serie tv e con la continuazione del libro, ma non trovò alcuno svago degno di farle passare lo stato di noia in cui si trovava e dopo essersi prepara una cena veloce decise che era meglio concludere al più presto quella giornata. Nonostante le numerose ore dormite la sera precendente, riuscii a prendere sonno velocemente e a sprofondare dolcemente nel mondo dei sogni, che da sempre l'aveva affascinata . Un prato immenso si estendeva davanti a lei, era notte ma il cielo colmo di stelle, rischiarava tutto intorno,rendendo il paesaggio  incantevole. Sdraiata guardava estasiata quello spettacolo di luci. Poi a un tratto una mano scheletrica, da non sembrare umana, squarció con lunghi artigli quel cielo, che fino a pochi secondi prima le era sembrato perfetto. Sangue che come inchiostro indelebile inondó tutto ciò che la circondava. Mostri dagli occhi selvaggi e terribili nacquero dalla terra, prima strisciando poi alzandosi le andarono incontro . Sguardi famelici di chi insegue una preda,denti affilati, bocche aride assetate di sangue,il suo. Dalla sua bocca non usci un alito di vento,atterrita com'era provò a scappare, ma le gambe come di cemento non si schiodavano da dove erano. Sperava con tutta se stessa di poter fuggire, mentre lacrime salate le rigavano il viso disperato dalla paura. Uno di loro le arpionó una gamba con la sua mano gelida,la trascinó per il prato sporcando i suoi vestiti di terra e di sangue . Cercó di divincolarsi con tutte le sue forze ,di scalciare, di urlare, ma tutto in lei era immobile. C'era una sola consapevolezza: ormai tutto era perso,non ce l'avrebbe fatta.
Si svegliò di colpo sudata come non mai,le guance bagnate di lacrime e, se il suo corpo nel sogno era immobile ora tremava come una foglia. Con il cuore palpitante si alzò dal letto,le gambe ancora malferme per il forte tremare,non aiutavano di certo a renderla più calma. Fece un respiro profondo per riacquistare la serenità che le era stata tolta. Si scacquó il viso con abbonante acqua fresca, sollevò lo sguardo guardandosi nel piccolo specchio sopra il lavello, i lunghi capelli bruni arruffati li cadevano sulle spalle e gli occhi verdi spalancati, rendevano evidente l'agitazione appena provata.
Tornò a letto,con la speranza di riprendere nuovamente sonno ma il turbamento provato glielo impedì,così che passò le ore successive a fissare il soffitto rigirandosi più volte tra le coperte.
L'alba arrivò più velocemente di quanto si aspettasse,inondando con i suoi colori la camera della ragazza, che ormai rassegnata a quella nottata praticamente insonne, decise di alzarsi e dopo una doccia rigenerante e un abbondante colazione, si avventuró nella gelida mattinata invernale, per prendere una boccata d'aria. Il vento freddo le scompiglio i capelli facendola rabbrividire, nonostante gli strati di vestiti pesanti. E dopo aver girovagato senza meta per un tempo che le sembrò infinito, ritornò a casa.

MidheavenWhere stories live. Discover now