la confusione mi ha sempre infastidita, tutte quelle persone. Gli spintoni, le parole gridate, gli spintoni dati dalle borse. Camminare per le vie di Roma il sabato mattina è quasi impossibile. Mamme gridanti che cercano di recuperare i propri piccoli che iniziano a correre, venditori di rose o di fazzolettini, ragazzi impazienti di andare a divertirsi, Uomini che vanno al lavoro. Di solito non esco mai il sabato mattina, ma oggi dovevo per forza.
La mia migliore amica, Cloud, mi ha chiamato piangendo, non so bene il motivo ma mi sentivo in dovere di andare da lei. Io e Cloud ci conosciamo da praticamente tutta la vita. Sua mamma era una compagna di classe della mia e sono sempre state migliori amiche, fino a quando Carla, la madre di Cloud, se ne è andata. Nel 2013 mia mamma ha scoperto che Carla soffriva di una grave malattia che a un certo punto della sua vita le avrebbe impedito di muovere le gambe, poi le braccia, il busto e infine il sistema nervoso si sarebbe spento. Questo prevedeva che Carla potesse vivere ancora per almeno 50 anni. Purtroppo la sua malattia peggiorò, diventò sempre più grave, fino a quando il sistema nervoso cessò di funzionare. Quel giorno Cloud rimase chiusa in casa a piangere. Solamente dopo 3 giorni mi fece entrare, sinceramente non sapevo bene cose dire o cosa fare, così decisi di stare in silenzio fino a che lei non decise di sfogarsi. Quello sfogo rafforzò moltissimo la nostra amicizia. Da quel giorno eravamo sempre insieme. Inseparabili. Quando Cloud mi chiama io corro subito da lei perché non voglio che soffra.
Dopo aver attraversato tutta la confusione di un sabato mattina romano qualsiasi, arrivai a casa della mia amica. Ad aprirmi non fu lei ma il suo fratellino minore, Federico. < ciao fede, dov' è Claudia?> Il piccolo Federico mi indicò silenziosamente la sua camera e quando entrai la trovai stesa sul letto che guardava il soffitto. Era serissima. Non era mai stata così seria in mia presenza. Di solito Cloud era una ragazza solare e divertente e oltre in casi speciali, come quel giorno del 2013, non l'avevo mai vista così. < perché quando mi hai chiamata piangevi?> ci fu un attimo di silenzio ma poi lei iniziò a parlare.
Il padre di Cloud, dopo la morte della madre, iniziò a fare un doppio lavoro. Lavora dalle sei di mattina fino alle 2 di pomeriggio come lavapiatti in un bar, dalle quattro di pomeriggio fino alle otto lavora nella libreria di Piazza Navona, a volte lavora anche di sera in un locale in centro per permettersi di pagare la scuola e tutto il necessario per i suoi figli. In realtà Gianmarco, il padre di Cloud, si era laureato in medicina ma non ha mai avuto l'opportunità di fare il medico.
<quindi... devo partire> concluse. La mia faccia si fece bianca. La mia unica migliore amica doveva trasferirsi in un'altra città. Per quasi dodici anni della mia vita eravamo sempre state insieme. Inseparabili. Ogni mia festa di compleanno lei era presente, ogni volta che stavo male lei era con me. C'è sempre stata per me. Io senza lei sono veramente poco. Cambridge. 6.591,25 km
<ah.> la mia risposta fu secca. la salutai, presi le mie cose e andai via. Lungo la strada le lacrime si fecero strada per le mie guance. Ripensai a ciò che mi aveva detto. Ero contenta che finalmente Gianmarco avesse trovato un lavoro per il quale non dovesse farne altri due per mantenere la famiglia ma avrei preferito di gran lunga che il lavoro fosse in Italia, o meglio a Roma. La gente mi guardava con facce preoccupate o comprensive anche se non erano assolutamente a conoscenza del mio problema. Quando arrivai a casa mia madre come al solito non c'era e mio padre stava guardando la tv. Passai dalla cucina in modo che mio padre non mi vedesse in quelle condizioni. Lui mi salutò e io ricambiai con poche parole per non far capire che stavo piangendo. I gemelli mi chiesero di giocare con loro ma negai entrando subito in camera. Lì piansi per qualche ora fino a quando qualcuno aprì la mia porta.
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without you
General Fictionuna ragazza, la quale non può vivere senza la sua migliore amica, si ritrova sola e spaesata. Deve ricominciare da capo, deve trovare nuovi amici e vivere nuove esperienze.
