È indescrivibile ciò che si prova quando sei veramente consapevole che stai lasciando il paese in cui hai vissuto per quasi tutta la tua vita per andare a vivere per un anno dall'altra parte del mondo con una nuova famiglia, una nuova cultura, una nuova lingua e una nuova vita.
Si prova un po' di ansia, paura, felicità, malinconia, adrenalina, tante emozioni contrastanti tutte insieme.
Dopo 14 ore estenuanti di volo stiamo per atterrare e ne approfitto per rivedere il fascicolo con la descrizione della mia nuova famiglia ospitante, sarà almeno la cinquantesima volta che esamino le fotografie e la descrizione di ogni componente.
Osservo la foto che si è fatta tutta la famiglia insieme in riva alla spiaggia.
C'è Caroline, la donna di casa, 43 anni, sembra essere davvero una donna ferma agli anni settanta con i capelli rossi e le punte arrotondato, l'eyeliner a punta allungata, le lunghe ciglia e le labbra carnose tinteggiate di rosso, ha il viso davvero simpatica e sembra una persona molto solare in base alle conversazioni che abbiamo avuto tramite telefono un mese prima del mio arrivo.
L'uomo, Dave, ha 46 anni, capelli neri tirati indietro con qualche ciocca grigia, occhi chiari anche se non sono riuscita a capire bene il colore, zigomi e mascella leggermente pronunciati e se non fosse per le piccole rughe intorno agli occhi e alle labbra lo avrei scambiato come fratello del figlio che hanno.
Cioè hanno due figli ma in base alla descrizione solo uno vive con loro.
Il più grande ha 21, si chiama Max, ed è proprio un bel ragazzo da quel che sembra, nella foto ha le spalle larghe e si vede l'accenno di muscoli nonostante la felpa, sembra essere abbastanza alto e già mi immagino l'imbarazzo per la differenza di altezza nel caso un giorno dovessimo incontrarci; anche lui ha gli occhi chiari, la pelle ambrata dal sole, il naso dritto e un sorriso radioso che mette in mostra tutti i denti perfettamente bianchi che sembrano essere fatti di luce propria che quasi mi vergogno dei miei normalmente bianchi.
15 minuti all'atterraggio, segna l'orologio che fa il conto alla rovescia, il capitano ci dice di alzare i tavolini e allacciare la cintura.
Il figlio più piccolo, Kyle, ha 18 anni, frequenta l'ultimo anno, ovvero il quarto per la seconda volta.
Essì, in America hanno solo quattro anni delle superiori e poi il college o l'università, non ho capito bene.
Anche lui ha la mascella e gli zigomi pronunciati, ma a differenza di suo padre il viso è meno allungato e rende le labbra carnose ancora più evidenti, una chioma castana gli ricopre la testa e qualche ciuffetto gli ricade sugli occhi chiari.
Il suo sorriso è molto simile a quello del fratello se non fosse che ha due tenere fossette, anche lui ha le spalle larghe ed è muscoloso ma è leggermente più basso del fratello.
Mentre atterriamo la mia ansia sale sempre di più.
Ma perché gli americani devono essere così affascinanti?
Sono una delle ultime a scendere dall'aereo e con le indicazioni di una ostess mi dirigo verso il check in dei bagagli a mano, sorrido a tutti con il viso tirato e visibilmente nervosa degli agenti della sicurezza mi fermano facendomi il tampone alle mani e interrogandomi con qualche domanda.
Un po' tra l'italiano e un po' tra l'inglese gli spiego la situazione e gli faccio vedere il visto di studio al che sorride per il malinteso e mi augura buona fortuna girandomi bestemmie fra me e me.
Ogni passo mi rimbalza nel cuore, tra mille ansie su come farò a capire quello che mi diranno, per il fatto che non vedrò i miei genitori per un anno e vivrò con degli sconosciuti mi dirigo verso il nastro dei bagagli nell'aspettare le altre due valige che mi sono portata.
Mi aggiusto goffamente i capelli castani e attendo un ansia.
Quasi mi vergogno quando le prendo e a stento cammino verso l'ingresso dell'enorme aereoporto cercando di non perdermi con quattro bagagli in tutto, ma cercate di capire che alla fine non è un viaggetto di qualche giorno...
Chiedendo informazioni in giro tra sguardi divertiti e sguardi indagatori trovo la strada e il mio cuore sembra rimbalzare a ogni istante.
In lontananza vedo 4 persone con un cartello con su scritto il mio nome: Veronica Lombardi.
Un sorriso mi si allarga sul viso tra l'imbarazzo e la fatica e il più grande subito accorre in mio aiuto sorridendomi comprensivo, per fortuna avevo detto loro quante valige avrei portato e sono stati da subito comprensivi.
Iniziano tutti a salutarmi in americano e per fortuna avendo già una buona preparazione ed essendomi esercitata moltissimo negli ultimi sei mesi mi risulta piuttosto semplice avere dialoghi con loro - Ciao, io sono Max- si presenta il ragazzo che come ho previsto è davvero alto, per dire che la mia testa gli arriva quasi alla spalla -Io Veronica come già sai, oddio mi sento così bassa- rido nervosa scatenando una risata collettiva.
-Ciao cara, che piacere vederti finalmente, vedrai sarà un'esperienza indimenticabile- mi saluta Caroline abbracciandomi mettendomi leggermente a disagio ma sorrido comunque per educazione e piacere, dopodiché Dave mi saluto per fortuna porgendomi la mano molto cordiale e contento -Su, dammi i bagagli, ti aiutiamo noi-
-Posso fare io grazie, non sono così pesanti- al che Max ridacchia leggermente -Pesano almeno quindici chili ciascuna- rido imbarazzata e mi arrendo porgendo a Dave le mie due valigie, dopodiché mi presento a Kyle -Ciao-
-Ciao, è un piacere conoscerti- poi scherzando abbassando un po' la voce aggiunge -mia madre non faceva altro che parlare di te-
Rido -Mi dispiace, dev'essere stata una tortura- lo compatisco, dopotutto chi vuole sentirsi parlare di uno sconosciuto ogni giorno?
Siamo in una piccola cittadina della California vicino a Los Angeles dalle parti di Santa Barbara che affaccia al mare, infatti molte persone sono abbronzate e forse Kyle è l'unico della famiglia ad avere la pelle più chiara del solito.
-Allora Cara, hai fame? Sei stanca? Scommetto che vorrai riposarti, hai tutto il tempo, dopotutto la scuola inizia tra poco meno di un mese- rifletto e guardo l'orologio con l'orario italiano -Adesso in Italia dovrebbe essere l'una di notte, ho dormito un po' nell'aereo quindi credo di farcela per uno spuntino- dico tranquilla con un sorriso gentile stampato sul viso, a momenti sento che mi esplodono le guance -Bene, allora io direi di andare, lasciamo le valigie e ti portiamo in un posticino proprio bello, noi solitamente ceniamo alle 18 ma faremo un'eccezione cenando prima- si intromette Dave facendomi l'occhiolino.
Entriamo nel grande Suv, con me al centro tra Max e Kyle -Quindi voi davvero cenate così presto? Credevo fosse una leggenda- si scatena una fragorosa risata tra tutti, un po' meno da parte di Kyle e divento rossa -Perchè in Italia a che ora cenate?- mi chiede di risposta Caroline -Oh beh dipende, direi per la maggior parte dalle 20-20.30 in poi- rispondo provocando uno stupore generale -Come mai così tardi?-
-Mmmh prima di tutto noi usciamo da scuola verso le 13-14 quindi pranziamo appena torniamo a casa, molti studiano, hanno attività pomeridiane, i genitori lavorano fino a tardi, cose così, non saprei dire esattamente ma credo per questo-
-Davvero uscite da scuola alle 14?- mi chiede Kyle che da guardare fuori da finestrino di gira verso di me innomdandomi dal suo profumo -Si, infatti abbiamo tanti compiti da fare per casa-
-Ah, noi invece finiamo alle 16 ma non abbiamo quasi mai compiti obbligatori- adesso noto che ha gli occhi verdi-azzurri, stupendi, resto qualche secondo a osservarli ma poi distolgo lo sguardo, sento che piano piano il sonno sta prendendo sopravvento e a fatica riesco a tenere gli occhi aperti, ma mi forzo per non disdire già il primo giorno i programmi presi, sento Max parlare velocemente e il fatto di avere sonno mi impedisce di capire bene cosa stia dicendo, guardo l'orologio è fa le 2, dopo qualche istante chiudo gli occhi e il buio facendomi a mala pena accorgermi della macchina che si ferma e di un paio di braccia che mi scuotono invano e mi prendono in braccio per poi appoggiarmi su un morbido letto.
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La famiglia Loswood
RomanceE se una normale ragazza italiana decidesse di andare a studiare un anno in America? Ad ospitarla è la famiglia Loswood, formata da Caroline e Dave i genitori di Max e Kyle, due ragazzi dall'aspetto tipico americano e quasi esotico. Cosa succederà a...
