Capitolo 1

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Il vento mi strappava la pelle, la mia moto sfrecciava per le vie illuminate da pochi lampioni che emettevano una fioca luce, i fari della moto illuminavano l'asfalto griglio consumato dalle intemperie. Guardai il mio orologio sul polso e indicava le 22:46, era tardi e avevo appena infranto una delle leggi più importanti: il copri fuoco. Fu imposto dal governo durante la crisi economica, ormai le città di tutto il mondo non erano più un posto tranquillo in cui passeggiare con i propri figli, la sera per le strade c'era solo spazzatura umana pronta ad assalirti da un momento all'altro, la periferia non era da meno; nessuno ci viveva e chi ci viveva non era una persona raccomandabile. Avevo fatto così tardi per un maledetto guasto al motore della moto e l'unico meccanico è dall'altro lato della città.

dopo 10 minuti buoni finalmente ero nel mio quartiere. Fermai la mia moto davanti casa mia. Qui ci vivevo io ei miei genitori prima che morissero in un incidente; dopo la loro morte mi sono trasferita dalla nonna che viveva a pochi isolati da qui, ora lei vive a Londra con mia zia, dopo il college sono ritornata qui e ho modernizzato tutta la casa, avevo messo il mio studio nella loro camera da letto e la mia era nello studio di mio padre, lui ci restava chiuso tutto il giorno, è il luogo più sicuro in cui posso stare.

Entrai e il mio gatto Sirio mi venne incontro e iniziò a strusciarsi sulle mie gambe. Mi tolsi il cappotto e lo misi sull' attaccapanni; posai le chiavi nello svuotatasche, buttai il mio zaino di pelle nero sul divano posizionato nel piccolo soggiorno, dove c'era solo un mobile bianco e la televisione attaccata alla parete un po' datata che non guardavo quasi mai, se non per i documentari e per vedere qualche telegiornale per restare aggiornata. 

Andai in cucina che avevo appena comprato, perché quella dei miei genitori ormai era andata,  i fornelli su cinque ne funzionavano solo due, ed il secondo quando voleva lui. Presi i croccantini di Sirio e dal frigo una cotoletta preconfezionata, una bottiglia d'acqua anch'essa confezionata, perché ormai l'acqua delle tubature non era potabile visto l'avanzare dell'inquinamento, le acque erano ricche di metalli pesanti e benzina, quella pulita era solo per pochi, il resto si arrangiava come poteva. Io potevo permettermela, perché avevo una società di fotografi ed ero nella fascia dei benestanti, non sono la tipa che "oddio voglio l'ultimo modello di questo!" o altro, usavo i miei soldi per le cose essenziali. Iniziai a cucinare la cotoletta e misi i croccantini nella ciotola di Sirio vicino al frigo. Cucinare mi piaceva, ma il mio lavoro mi rubava molto tempo, perché viaggiavo mediamente tanto. Finito di cucinare, mi misi sul divano a mangiare. Subito dopo buttai tutto nella lavastoviglie. 

Andai nella mia camera, le pareti erano bianche gesso e tutto l'arredamento era nero, mi piaceva questo contrasto, il letto era posizionato al centro della parete sinistra, il mio armadio si trovava, invece, sulla parete di fronte l'entrata dove c'era una finestra che dava sul cortile interno; la mia scrivania era di fronte al letto e sopra c'era il mio computer fisso, la mia stampante, il mio tablet e il mio portatile; preso quest'ultimo ci collegai la mia fotocamera. Guardai le foto che avevo scattato, tutte rappresentavano una quercia bruciata, enorme e bellissima. Le inviai al mio ufficio per poi sistemarle domani. 

Mi misi sul mio letto e guardai un po' il telegiornale, diceva sempre le stesse cose: qualcuno era morto, il governo aveva fatto qualche stupida scelta e la crisi era peggiorata. Era veramente noioso sentire le stesse cose  ripetute da quattro/cinque telegiornali diversi . Non guardavo la tv, proprio per questo non succedeva mai niente di nuovo; dopo pochi minuti dall'ultimo telegiornale, finalmente, mi addormentai. 

Ciao !!!!!!!!!!!!!!!! 😄
Questo è il primo capitolo, spero che vi piaccia.
~ Alexia Morningstar 🖤

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⏰ Ultimo aggiornamento: Jan 07, 2021 ⏰

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