Discovery

245 18 0
                                        

Jemma Simmons era sempre stata una persona nervosa, che si agitava per nulla, ma da un mese a quella parte, concordavano tutti i membri del team, era diventata decisamente bipolare. Inizialmente avevano dato la colpa al matrimonio con Fitz - in fondo, erano sposati solo da pochi mesi- ma poco dopo avevano capito che c'era qualcosa che non quadrava. La ragazza si arrabbiava per nulla e scoppiava in lacrime per ancora meno, alternando momenti di depressione ad attimi di euforia. Solo Leo sembrava in grado di calmarla, almeno in minima parte.
Una sera, Jemma era nella sala comune del quartier generale, con una tazza di thè bollente al gelsomino tra le mani: non riusciva a dormire. Erano circa le due del mattino, quando Daisy entrò nella sala, probabilmente di ritorno da una delle sue nottate in discoteca. Normalmente la scienziata si sarebbe limitata ad accennare un sorriso e ad alzare gli occhi al cielo ma quella volta si mise a sbraitare come se Daisy fosse stata una ragazzina adolescente che aveva disobbedito ai genitori.
-Non dovresti fare così tardi- le disse, ancora calma.
-Ne abbiamo già parlato, non sei mia madre.-
-No, ma mi preoccupo per te- Jemma aveva alzato la voce -perché ti ostini a comportarti come una ragazzina?- adesso stava urlando. Daisy sbottò -Sei tu la ragazzina! Sono settimane che ti aggiri per il Playground passando dall'essere uno zombie a comportarti come una tredicenne innamorata in preda agli ormoni!- Che fosse colpa delle urla di Daisy, o dell'orario, o del semplice fatto che si sentiva uno straccio da giorni, Simmons scoppiò in lacrime: in quel periodo stava piangendo davvero troppo per i suoi gusti.
-Che succede qui?- una May assonnata, ma sempre all'erta, aveva fatto il suo ingresso nella sala.
-Succede che Simmons è una bomba a orologeria!- esclamò Daisy.
-Io... io non so che mi sta succedendo- balbettò Jemma, ancorata alla sua tazza di thè, ormai freddo. Daisy si passò una mano sulla faccia -Sei una biochimica con un'esperienza immensa, dovrai pur essere in grado di capire cosa c'è che non va, prova a fare una diagnosi.- adesso era entrata in modalità "aiutare amica in difficoltà".
-Fai un ripasso dei sintomi di questa "malattia", no?- suggerì May, virgolettando con le dita la parola malattia. Jemma trasse un respiro profondo -Okay, allora... sono sempre nervosa e, non so... ultimamente non riesco a dormire.- Fece una pausa -tutto ciò non ha senso, potrebbero essere semplicemente i sintomi delle mestruazioni.-
Fu Daisy ad illuminarsi -Simmons, da quant'è che... insomma, sì... da quant'è che non...-
-Da quant'è che non hai il ciclo?- finì May per lei.
Jemma aprì la bocca per rispondere, poi la richiuse, poi arrossì ed infine sbiancò.
-Torno subito.- Disse May, uscendo dalla stanza.

Cinque minuti dopo, Jemma era chiusa in bagno, con il test di gravidanza che le aveva portato May, tra le mani. -Sai cosa fare.- Le aveva detto la specialista guardandola negli occhi, prima che si chiudesse la porta alle spalle. -Okay- disse tra sé e sé -coraggio, Jemma.-

Quando uscì dal bagno con il bastoncino in mano trovò Daisy e May a fissarla, con degli sguardi che avrebbero potuto trapassarla. La prima a parlare fu la sua migliore amica -È...?-
-È positivo.- confermò la scienziata, mentre una lacrima le solcava la guancia. Non aveva ancora realizzato cosa stesse succedendo, sapeva solo di essere terrorizzata.
In tutta risposta l'inumana spalancò la bocca, sorpresa, poi cacciò un urletto eccitato e si fiondò ad abbracciare l'amica -Diventerò zia!-
Entrambe le amiche stavano piangendo di gioia, mentre May le osservava, poco distante, con gli occhi lucidi.
Poi, improvvisamente, la scienziata si pietrificò tra le braccia dell'amica
-Devo dirlo a Fitz.-

Angolino me
Salve, persone coraggiose che sono arrivate fin qui!
Spero che questa piccola fanfic (se così possiamo chiamarla) vi stia piacendo! Le critiche costruttive sono ben accette.
Vorrei rigraziare emltnks per aver creato la copertina ed essere stata la prima a leggere questo mio sclero. E niente, adesso smetto di rompervi le scatole.
-Gio

ChangeWhere stories live. Discover now