1 CAPITOLO: Un solo destino

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Il sole inondava le pianure, era un estate
particolarmente mite, l'erba era di un verde
intenso.
Alysia una ragazza di vent'anni, dal portico di casa
sua, poteva osservare la vastità dell'immensa
radura che si stendeva per miglia e miglia. Oltre
quella distesa, si elevava la città di Raven, con le sue
case, stalle e botteghe. Alla ragazza, piaceva star li, con la brezza tra i capelli e gli occhi chiusi. Poteva
concentrarsi sui suoi pensieri più nascosti, sul lento
mormorio che le si proponeva nel profondo
dell'anima. La giovane, viveva con il nonno Eiron,
un vecchio armaiolo circondato da attrezzi e armi.
Spalancò la grossa porta di legno, e gridò a gran
voce: "Sono tornata!"
Il nonno non la sentì, poiché stava lavorando su un
blocco d'acciaio. Era un uomo alto e grosso, capelli
bianchi e il volto sorridente. Come fini di pestare, si
voltò e vide la giovane, "Ah sei tu!" disse il vecchio.
Prepararono il pranzo, e poi si misero al solito lavoro con la forgiatrice di spade e armi varie.
Eiron era l'unico armaiolo di Raven, sempre un po
per piacere e un po per bisogno si faceva aiutare da
Alysia. Non c'era da meravigliarsi, se con un nonno
come Eiron, uomo cresciuto nelle strade, oltretutto
circondato da spade, Alysia stesse crescendo così
ribelle, ma nello stesso tempo con grande
femminilità e una ricca passione. Erano impegnati a
lucidare dei pugnali, quando Alysia porse una
domanda al nonno: Vecchio, quand'è che mi dai
una spada tutta mia?"
Il nonno impallidì nel sentire quelle parole. Posò il
pugnale e si lasciò cadere sulla poltrona.
"Non c'è nulla che io possa fare. Tu seguirai il tuo destino." S'alzò e andò a prendere il suo miglior
lavoro di tutti i tempi, una grande spada nera,
lucida e affilatissima.
"Ecco! Te la sei meritata!"
La ragazza, raggiante di gioia abbracciò forte il
nonno.
Rimase pensierosa tutta la notte, si girava e rigirava
nel letto. La mattina seguente, Alysia andò in cucina
per fare colazione, il nonno stava lavorando al
pugnale abbandonato sul tavolo la sera prima.
La ragazza a quel punto mormorò: "Nonno le mie
non sono ragazzate, voglio davvero diventare un
grande guerriero e per farlo ho bisogno che tu mi
dica qual'è il destino che dovrò seguire. Se non fossi
stato obbligato non mi avresti mai ceduto quella
spada, c'è qualcos'altro sotto. Dimmi di che si
tratta." Il nonno si commosse, strinse a se Alysia e
rispose: "E' una cosa molto più grande di tutti voi,
ma purtroppo il destino ha voluto che foste voi a
combattere questa guerra. Tra le mura del castello
di Theros vive una creatura maligna e potente di
nome Amon-Hok, a capo di una congrega, chiamata
setta degli eletti, di cui fanno parte dieci membri,
sotto quel castello ci sono prigionieri tanti draghi alati che loro addestrano al male e alla vendetta.
Voi siete chiamati a salvare uno di quei draghi, si
chiama Malfc, è enorme, ha la corazza nera come la
pece, lucida e liscia, e ha gli occhi verdi. Una volta
che l'avrete salvato, sarete in grado di porre fine a
tutta questa sofferenza che Amon-Hok con i suoi
membri e cavalieri provocano di città in città,
troverete tanti intralci e sfide da affrontare e ancor
di più tante città da liberare." "Chi saranno i miei
compagni?" chiese la ragazza entusiasta. "Al di là
delle mura di Raven, ai confini della foresta, c'è una
casa dove vive un ragazzo di nome Aidan, è un
ragazzo di venti cinque anni, è un guerriero ed è
anche un mago."
"Se ho un destino così interessante davanti, perché
non me ne hai mai fatto parola?" mormorò la
giovane.
Eiron abbasso istintivamente la voce, "non c'è
abitante che non tema quel luogo, e ancor di più
non c'è abitante che non tema Amon-Hok. Io avevo
il dovere di proteggerti, parlandotene prima saresti
corsa a combattere contro una potenza a te ancora
ignota, ora sei grande e puoi comprendere tutto
questo. Ma dovrai comunque stare attenta."
Il giorno successivo Alysia era impaziente di partire. Aveva la scorta di viveri, che il nonno le
aveva imposto di portarsi dietro. Ancora per
l'ennesima volta, al centro della stanza Alysia
ascoltava le indicazioni del nonno.
"La strada è quella che da Raven, conduce fuori
città, non puoi sbagliare. Una volta uscita da Raven
in lontananza intravederai la foresta. Ora vai!" con
un bacio sulla fronte salutò la nipote. La via si
stendeva dritta e sicura. Avanzava tra l'erba della
radura, i primi alberi della foresta si presentarono
dopo qualche ora di cammino.
Nel tardo pomeriggio, arrivò al centro della foresta
da dove s'intravedeva una casetta, fatta di pietre.
Rimase davanti al portone, per qualche minuto,
dall'interno non provenivano rumori. Bussò.
"Chi è?" , chiese una voce.
"Sono Alysia." Rispose la ragazza.
Passi leggeri si diressero verso la porta, e poi il
cigolio della maniglia. Alla ragazza si presentò
davanti un ragazzo di media altezza, abbastanza
grosso da riuscire ad intimorire Alysia, con lunghi
capelli biondi, che gli scivolavano sulle spalle. Le
bastò un occhiata per capire che la carta vincente di
quel ragazzo erano i suoi occhi, di un forte azzurro
quasi blu, da cui Alysia intravide una certa astuzia
e uno sguardo dolce, nonostante la grossa corporatura.
"Sei tu Aidan?" chiese lei diffidente.
"In persona, vieni entra", rispose lui sicuro di sé.
All'interno regnava il caos, la stanza principale
tappezzata di libri su spade e intrugli magici.
"Prego accomodati! Scusa il disordine!"
"Piacere, io sono Alysia. Il mio sogno è diventare
una guerriera!"
"Io sono un mago, ma anche io sogno di diventare
un guerriero. Sai perché sei qui?" ribatté lui.
"In realtà non tanto, mi ci ha costretto mio nonno.
Dice che il nostro destino è legato." Rispose Alysia,
nascondendo un sorriso imbarazzante.
"Già ma non solo il nostro!" Disse Aidan, certo che
la ragazza non avrebbe capito.
"Comunque ti spiegherò tutto domattina, ora
dobbiamo riposare, che il viaggio sarà lungo."
"Viaggio? Quale viaggio?"
"Vedrai ti piacerà!! Ora dormi." Disse il giovane.
"Dividerai la stanza con me?" Domandò lei
scocciata. "Guarda che non mordo!" Rispose il
ragazzo, portandole le coperte. Aidan prima di
coricarsi accese un fuocherello azzurro, che
rischiariva piacevolmente la stanza. Dopo di ché si
sdraiò per terra, e non poté non notare come Alysia
guardò con ammirazione l'incantesimo che essi aveva appena effettuato. Per un po' stettero zitti,
ma il primo a rompere il ghiaccio fu lui, "senti, io
non ho sonno, se ti annoio interrompimi."
Raccontò di quanto amasse l'estate, il caldo,
combattere, schermare con le spade, sentire il
rumore delle lame che s'incrociano.
"Comunque ora è tardi, dobbiamo cercare di
dormire, domani sarà una giornata faticosa.
Buonanotte!"
Il ragazzo dai lunghi capelli biondi si addentrò nelle
coperte, così Alysia chiuse gli occhi e si
addormentarono.
Quando Alysia si svegliò il cielo era limpido, e
Aidan aveva preparato per lei una ricca colazione.
Aidan aveva anche preparato due grandi sacchi
pieni di viveri per il viaggio. Poco dopo
s'incamminarono. Il sole filtrava tra i rami.
Camminarono per un ora, quando si fermarono per
bere dell'acqua.
"Dove siamo diretti?" chiese Alysia.
"Stiamo andando ad Agos a cercare Ayko, una
ragazza della tua età, sarà anche lei legata al nostro
destino."
"Io non faccio ancora parte di nessuna missione!"
ribatté lei. "Ma presto, se ami veramente combattere, vorrai
intraprendere e affrontare questa missione"
Rispose lui, con un sorriso sicuro.
Per prima cosa Aidan accese il fuoco, cercarono dei
bastoncini secchi, per attizzare bene la fiamma, ci
posò sopra la mano, poco dopo la fiamma si accese
allegra e scoppiettante. Prepararono la cena, il
ragazzo porse alla giovane un pezzetto di carne, era
delizioso!
"Perché vuoi diventare un guerriero?" Domandò il
ragazzo.
"Tu perché sei diventato mago?" Ribatté Alysia.
"Va bene! Ora ti racconto la mia storia!" Esclamò il
giovane, prese fiato, poi iniziò a raccontare. "Come
già sai, sono nato a Talun, la città a sud di Raven.
Mio padre era un cavaliere di drago, mia madre
una guaritrice. Si conobbero al villaggio. Quando
mio padre decise di cavalcare i draghi lei lo seguì,
sono cresciuto in mezzo alle armi proprio come te.
Amavo i draghi giocavo con i loro cuccioli, il mio
papà desiderava che diventassi come lui." Il ragazzo
prese fiato, poi ricominciò. "Anche contro la
volontà dei miei diventai mago, all'età di quindici
anni iniziai a prendere lezioni di magia da un
vecchio signore che abitava dietro Talun. Dal
giorno non mi separo più dalle mie erbe e dai miei incantesimi."
Alysia guardò Aidan con ammirazione, vedeva in
quel ragazzo dai capelli lunghi e biondi, un grande
uomo coraggioso, maturo e saggio, come un vero
guerriero.
"E tu? Parlami un po' di te, perché vuoi fare il
guerriero?" chiese Aidan.
La ragazza si gettò sull'erba e inizio a raccontare.
"Voglio vivere nuove avventure, conoscere nuovi
popoli e razze, amo combattere, voglio combattere
per la pace, per la libertà."
Aidan osservò attentamente, quella ragazza dai
capelli castani, e disse: "La giornata di domani sarà
pesante, per cui dobbiamo riposare."
Era in una terra sconosciuta, una grande città,
Agos, era un continuo via vai di persone, caotico
sottofondo di voci e rumori. Arrivarono in una casa,
su di una collina, era tranquilla e modesta.
Bussarono e aprì loro una ragazza così serena, i
suoi capelli castani dai riflessi dorati, le
incorniciavano il viso, aveva gli occhi castani, il suo
sguardo era calmo e dolce.
"Chi siete?" chiese.
"Io sono Aidan e lei è Alysia", rispose il ragazzo.
"Ah si, io sono Ayko, prego entrate, sarete stanchi!"
La casa era piccola e accogliente, la tavola
imbandita di pietanze, come se Ayko avesse preparato per loro il pranzo in vista del loro arrivo.
"Bene, posso immaginare cosa vi abbia portato fin
qui da me." mormorò Ayko.
"Ti cercavamo perché ci è stato riferito che siamo
destinati ad un unico destino, non sappiamo di più.
Tu magari potresti illuminarci" Disse Aidan con un
certo sarcasmo.
"Già", rispose la ragazza, "ma per completare il
gruppo servono altri due ragazzi, uno JòLeon, che
vive a Nolù, a un chilometro da qui, invece l'altro
Elias, vive oltre il limitare della foresta, sulla riva
del fiume Sian. Ora mangiamo così potrete
riposarvi, per poi ripartire stanotte."
Mangiarono grosse quantità di frutta secca, bevvero
un liquido semidenso e trasparente, che a Alysia
sembrava disgustoso.
"Assaggialo! E' buono e rigenerante", la incitò
Ayko. Dopo aver mangiato tutti e tre si
accoccolarono alle poltrone e si addormentarono
osservando la fiamma lenta e calda del caminetto.
Quella stessa notte, partirono per Nolù, città meno
caotica di Agos, ma comunque chiassosa e piena di
gente, anche nelle ore notturne.
Camminarono per circa due ore. Arrivarono ad un
campo di erbe aromatiche, dove stava lavorando un
giovane ragazzo magro, alto, con una zazzera
castana in testa, profondi e simpatici occhi neri, e
carnagione scurissima.
"Cosa cercate?" chiese il giovane mezzadro. "Te!" Rispose Ayko. "Dobbiamo ripartire, prepara
le tue cose, la strada verso la riva del fiume è lunga"
"Già, siete coloro che sono predestinati ad un unico
destino, proprio come me! Preparo le mie cose e
partiamo."
Il viaggio verso la riva del fiume non era una
passeggiata, dovevano oltrepassare campi colline e
poi la foresta, ci sarebbero volute ore e ore di
viaggio, quindi partirono subito. Attraversarono
tutti i campi al confine con Nolù, le colline e le
radure, arrivarono al limitare della foresta, era
notte fonda, la luna illuminava a malapena, il cielo
colmo di stelle, il caldo, rendeva la pelle umidiccia.
Arrivarono al limitare della foresta, e con estrema
cautela ci si addentrarono, era buio, non si vedeva
nulla, se non la luce soffusa della luna, che
s'infiltrava fra i rami.
Arrivarono alla riva del fiume, dove tra degli alberi
da frutto c'era una piccola casa, fatta interamente
di legno. Bussarono e aprì loro un giovane, alto,
robusto, capelli a spazzola, occhi scuri e vividi.
"Ciao! Io sono Alysia." disse Alysia, in tono
amichevole. "Salve, sono Elias, credo di sapere chi
voi siate; Coloro con cui dovrò affrontare e
condividere il mio destino. Giusto?" chiese Elias.
"Giusto!!!" disse Aidan. "A proposito, ora che ci
siamo tutti possiamo fare le presentazioni, Io sono
Aidan, vengo dalla foresta, aldilà delle mura di Raven, sono fuggito dalla mia città natale all'età di
quindici anni, per inseguire il mio sogno."
"E sentiamo quale sarebbe il tuo sogno?
Comunque, io sono Elias vengo da una città lontana
mille miglia da qua, vivo in riva al fiume da quando
aveva vent'anni, e mi alleno giorno e notte con la
mia spada, per inseguire il sogno di diventare un
guerriero."
"Il mio sogno è uguale a quello di tutti voi altri.
Voglio combattere per la pace delle nostre città,
chiunque ci sia dietro a tutta questa sofferenza
dovrà essere sterminato. Allora siamo o no una
squadra?"
Tutti annuirono ed entrarono in casa. Elias preparò
un tè, e Alysia raccontò loro ciò che il nonno
raccontò lei prima di partire per la foresta. Già tutti
sapevano chi era Amon-Hok.
"Quello che non sapete, è che saremo noi i salvatori
di Malfc. Drago prigioniero, nei sotterranei del
castello."
A quel punto Aidan disse: Si partirà oggi stesso per
Chadìmi, città sotto assedio, noi ci dovremo fingere
collaboratori di Amon-Hok, una volta entrati nella
città, inizieremo a organizzare una rivolta
sottobanco."
Tutti d'accordo, prepararono armi, armature e
provviste per il viaggio.

MALFCWhere stories live. Discover now