Ancora estranei

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Era un giorno normale quando è successo, un giorno da giovane pendolare. È salito un uomo, poi è sceso ed è successo.

Stavo leggendo (non ricordo neanche quale libro), come spesso facevo sul treno; davanti a me c'era una signora silenziosa, che poteva avere qualche anno più di me; è salito un signore corpulento in giacca e cravatta. Fu grazie a lui che è successo.

Non ho mai saputo il suo nome, non l'ho mai rivisto, non so nemmeno se saprei riconoscerlo, ma rese quel giorno speciale.

Si mise a parlare al telefono (con un amico? Un parente? Chi può saperlo?), gli raccontò la sua passione per un libro, ripetendo con ilare insistenza il fatto che la trama prevedesse un gatto di dimensioni umane che camminava per Mosca e uno strano intreccio della trama con la Passione di Cristo. Disse il titolo, ma lo dimenticai subito.

Fu grazie a questi dettagli, soprattutto al famigerato gatto (che secondo lui "ogni libro dovrebbe avere tra i personaggi"), che su internet riuscii in seguito a ritrovare quel libro: Il Maestro e Margherita di Michail Bulgakov. Mi promisi di leggerlo un giorno, in memoria di quell'uomo; sorrido ogni volta che lo vedo in una libreria (ho scoperto infatti che è abbastanza famoso), ma ancora non l'ho letto.

La sua parlantina e l'enfasi nel recensire il libro al suo interlocutore attirarono l'attenzione di molte persone intorno a lui e interruppero più volte la mia lettura, finché non mi arresi a dover, volente o nolente, ascoltare. Ma fu grazie a questo che successe.

-Ne ho una copia per te in ufficio, te la porterò la prossima volta che ci vediamo... ma quel gatto! Davvero geniale. Poi c'è tutto uno strano intrico tra i personaggi e l'autore stesso... vedrai alla fine- ci mancava solo che rovinasse a tutti il finale del libro –Ma poi quel gatto!

Dopo qualche fermata, l'uomo scese, con evidente sollievo di alcune persone sedute intorno a me, e successe.

Sempre più spesso mi ritrovo a pensare che scegliere un vagone, e poi un sedile, sia come fare un investimento a lungo termine: puoi fare prognostici, ad esempio prevedere che gli studenti raramente stanno al piano inferiore del vagone, ma se deve arrivare un vicino spiacevole, verrà.

Alzando lo sguardo sulla donna seduta davanti a me, non vidi sollievo con cattiveria (come c'era invece in molti altri), e neanche provavo ciò. Questo è successo: vidi un sorriso, un sorriso di intesa tra sconosciute, un sorriso per quello strambo libro di cui avevamo appena sentito parlare, un sorriso per quell'essenziale gatto di dimensioni umane, un sorriso muto, che non aveva bisogno di parole, che anzi lo avrebbero solo rovinato, perché eravamo sconosciute, ma avevamo appena condiviso un'avventura.

Quando scesi dal treno le dissi:-Ciao- e non larividi mai più.

Ancora estraneiLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora