"Ti racconterò una storia".
La bambina si sedette sulle ginocchia della nonna e sorrise, dondolandosi leggermente.
"Mi piacerà?".
La nonna sorrise.
"È una storia diversa dalle altre".
La nonna si grattò il mento.
"Ho cambiato idea ... meglio che non te la racconti, sono troppo vecchia per queste cose".
La bambina smise di sorridere e sporse il labbro inferiore in segno di protesta.
"Voglio la storia. Se non mi dovesse piacere, non mi importerebbe. Mi basta passare del tempo con te".
"D'accordo, allora, mettiti comoda. Sarà lunga da raccontare".
******
Le sarebbe piaciuto essere come le altre.
Avrebbe dato di tutto per avere una famiglia normale, una mamma e un papà che le volevano bene, una bella casa, e magari anche un cane.
Avrebbe fatto i salti di gioia, se un giorno avesse ricevuto una sorpresa. Non chiedeva gioielli, vestiti o borse, ma solo un'unica cosa: desiderava che suo padre tornasse a casa.
Sì, quando sarebbe successo, sarebbe stata la ragazza più felice del mondo.
In un film, la protagonista avrebbe fatto di tutto per ritrovare il proprio genitore perduto, nonostante fosse per caso necessario comprare un biglietto d'aereo per l'India.
Ma questa era la vita vera e lei non aveva il coraggio di lasciare tutto. Anzi, quell'uomo forse non si meritava neanche di essere cercato, eppure qualcosa dentro il suo cuore le diceva che il ritorno di suo padre fosse fondamentale.
La presenza di entrambi i suoi genitori lo era.
Ma Ally sapeva che sua madre era cambiata, da quando papà aveva deciso di andarsene (o forse era stata la mamma a cacciarlo?).
La donna passava molto tempo fuori di casa e, quasi ogni sera, tornava con un uomo diverso. All'inizio Ally non ci faceva caso, poichè ai tempi era solo una bambina, e i bambini non si fanno domande del genere.
Lo scorrere del tempo era relativo in base a ciò che faceva. Ad esempio, era veloce quando giocava in camera sua con le bambole, mentre lentissimo quando studiava i verbi a memoria per la verifica del giorno dopo.
Crebbe. Forse fu all'età di quindici anni, che cominciò a chiedersi il perché.
Perché papà era sparito così, senza la benché minima spiegazione? Lo aveva chiesto alla mamma, ma lei aveva sempre cercato di cambiare discorso.
Non si sarebbe arresa e prima o poi lo avrebbe scoperto.
Pensava a tutto ciò seduta sul muretto di un vicolo affianco a una discoteca. Sentì un'ambulanza arrivare e buttò la sigaretta sull'asfalto, senza spegnerla.
"I soliti coglioni. Vengono per divertirsi, si ubriacano e compiono qualche cazzata. Poi, finiscono in coma etilico o in carcere" disse, pensando ad alta voce.
Si alzò dal muretto e si sporse sulla strada davanti alla discoteca.
Vide l'ambulanza, una ragazza sull'asfalto e un'altra che piangeva accanto a lei, dai capelli biondi e lunghi.
Ally scosse la testa e si incamminò dalla parte opposta. Non aveva voglia né di assistere alla scena, né di farsi coinvolgere troppo da quei sentimenti profondi di dolore, che colpiscono il cuore degli uomini quando una persona muore.
Nervosa, si accese un'altra sigaretta e iniziò ad inspirare fumo con piacere. Si sentì subito più tranquilla e sicura, in quella strada buia e solitaria.
Non si accorse di qualcuno che da lontano la osservava. Non si accorse che quest'ultimo la seguiva da quando si era alzata dal muretto. Non si accorse che aveva un'arma in mano.
Era avvolta dai suoi pensieri e dal fumo, guardava fisso davanti a sé e si immaginava a come sarebbe stata la sua vita, se la sua famiglia fosse stata normale.
Avrebbe voluto avere qualcuno con cui parlare di ciò che sentiva dentro di sé, ma purtroppo non riusciva a fidarsi della gente. Le avevano fatto male troppe volte e ora non era capace di amare o voler bene. Provava solo un odio immenso nei confronti di tutti.
O almeno quasi tutti.
Voleva bene a sua madre e sapeva che faceva la prostituta per mantenere entrambe.
Erano mesi che Ally cercava lavoro per aiutare in casa, ma non riusciva a trovarne uno decente.
Doveva darsi da fare e non arrendersi, mentre nel frattempo avrebbe continuato a studiare.
Udì uno scricchiolio di sassolini, come se qualcuno avesse calpestato della ghiaia.
Si bloccò sul posto, mentre il suo battito cardiaco accelerava.
Si tolse la sigaretta accesa dalla bocca. Doveva prendere in fretta una decisione.
Era un vicolo senza biforcazioni: era obbligata a correre avanti.
Decise di non farsi prendere dal panico e ricominciò a camminare, consapevole del fatto che qualcuno la stesse seguendo.
Era talmente spaventata, che cercava di non respirare, come per nascondersi in qualche modo.
Qualsiasi cosa sarebbe successa, il destino ne sarebbe stato il colpevole.
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La paura è per i deboli
RomanceÈ una famiglia un po' disastrata, quella di Ally. Lei è una ragazza intelligente, ma preferisce tenersi tutto per sé. Non si fida della gente. Una notte sarà costretta a scappare da un misterioso inseguitore ...
