Prologo

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Questa è la storia di come la mia vita sia cambiata nel giro di pochi mesi.
Non vi darò alcun indizio per far fronte alla vostra fervida immaginazione di un lieto fine perfetto.
Non amo lasciare le cose a metà,  figuriamoci iniziarle.
No. Se volete saperne di più vi toccherà leggere dall'inizio ogni singola parola ma con ciò  nulla vi impedisce  di sfogliare le pagine fino ad arrivare  all'ultimo capitolo per leggere quelle ultime,  poche e poco accurate righe che comunque non vi daranno la soddisfazione di capirci nulla.
A voi la scelta.
Dicevo...
Se qualcuno tempo prima mi avesse predetto ciò  mi sarebbe successo,  probabilmente gli avrei riso in faccia.
Quando una ragazza come me,  con il mio caratterino e le mie intemperanze, è all'ultimo anno di liceo di certo non fa progetti diversi se non quelli di impacchettare tutto e andare via per il college.
Mi ero stancata delle solite facce,  delle solite domeniche, delle usuali domande dei vicini alle feste di quartiere: Cosa farai dopo il liceo? E che lavoro vorrai fare da grande?  Il fidanzato non è  geloso se parti? Vuoi sposarti? Non ti mancherà casa tua?  E i tuoi genitori?
I classici vicini con l'età variante tra i quaranta e i settant'anni che, date le loro noiose e consuete vite trovano divertimento nell'incalzare domande sconvolgenti e,devo ammettere , a volte anche un po'  troppo intime e dettagliate, come se fossero parenti arrivati a casa per le feste di Natale e che ti capita di vedere solo in quella occasione oppure sulle cartoline di buone vacanze  che ti spediscono da qualche parte del mondo.
Io passai quell'estate da mia nonna,  in California.
Specifichiamo che io non sono tipo da abbronzatura e bikini: odio il caldo e sicuramente non avrei scelto il mare per le mie vacanze.
Quell'estate però  fu diversa e,  con mia sorpresa,  piacevole.
Conobbi un ragazzo,  Eliah.
Un ragazzo della mia età  che a guardarlo sembrava più  piccolo.
Ci "scontrammo" per la prima volta lungo la spiaggia,  stava per investirmi con la sua bicicletta.
Dopo qualche volo di insulti e rimproveri reciprochi senza senso del tipo ti sembra normale andare in bici? oppure  tu devi per forza camminare con i piedi nella sabbia? ridemmo rendendoci conto della situazione ridicola che si era andata a crearsi.
Mi offrì un frullato per farsi perdonare e da allora non ci siamo più  divisi,  fino al giorno della mia partenza per tornare a casa.
Non pensate male. Non successe nulla, eravamo solo amici.  Buoni amici.
Mi sarebbe mancato ma mi promise di scrivermi tutti i giorni,  cosa che dopo una settimana non fece più.
Nonostante la mia bella estate però avrei voluto comunque andare in montagna o in qualche meta turistica dove c'è sempre la neve.
Purtroppo, essendo io minorenne,  l'ultima parola spettava a mio padre.
Era anche per questo che volevo andare via: più  indipendenza.
Avevo fatto domanda per numerosi college  sotto insistenza di mio padre.
Io però avevo già  le idee chiare.
Volevo essere ammessa al London Music College.
Non ero proprio una studentessa modello ma bene o male riuscivo a cavarmela anche se a penalizzarmi erano le note disciplinari sul mio comportamento.
Quell'anno però  mi ripromisi di stare al mio posto e di non finire nei guai.
Il mio ultimo anno di liceo è  stato pieno di sorprese,  positive e non.
Mi sarei aspettata di tutto,  persino un'apocalisse zombie ma non credevo che sarebbero stati proprio  loro a scombinare i miei piani e il mio cuore.

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