È mattina, una mattina fredda come tutte quelle di questo periodo dell'anno.
Gli alberi sono quasi completamente spogli e le foglie si accumulano vicino ai marciapiedi. Ha piovuto il giorno prima, si vede ancora l'umidità nella terra delle piante e si percepisce nell'aria.
Dai camini si vedono piccole scie di fumo date dai riscaldamenti accesi ma ancora dalle finestre non si vede che qualche rara luce.
La scuola, con le finestre più basse protette da inferiate, ha i gradini dell'ingresso freddi e la porta sigillata. I corridoi e le aule sono vuote, pronte per essere riempite dai bambini e dagli insegnanti con i muri impazienti di ascoltare le nuove lezioni.
La piazza è silenziosa, la chiesa ha ancora i battenti chiusi e le campane non risuonano per non disturbare la quiete.
Per le strade non c'è quasi nessuno: una macchina ferma al semaforo in attesa del verde e un signore con il cane, un bel meticcio nero dall'aria sempre allegra anche se il suo pelo, screziato di bianco sul muso, rivela la sua età avanzata.
Per l'orario della messa manca ancora un po' di tempo e i bar non sono aperti, solo il panettiere si prepara con le prime infornate.
La città non dorme. Sta riposando. Ha un occhio socchiuso mentre vede il sole alzarsi, ma ancora non si desta completamente. Cerca di tenere questo momento di tranquillità il più a lungo possibile perché poi sa, lo sa che quando tutto avrà inizio non ci sarà più riposo.
La vita è frenetica: macchine sempre in movimento, clacson che suonano e mamme che urlano dietro ai figli, cani che abbiano e gente che non ha tempo di aspettare e corre, corre sempre in ritardo con il naso dentro lo schermo di un cellulare.
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Sogni
Fiction généraleOgnuno di noi sogna, ma a volte i sogni possono sembrare reali. Se state cercando una storia dalla trama avvincente e con il lieto fine, vi consiglio di non perdere tempo e cercar meglio altrove. Questo scritto non ha una complicata trama di fondo e...
