Oversight

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Capitolo 1

È terribile svegliarsi un giorno senza sapere che sei, senza conoscere il proprio passato, la propria identità e soprattutto il proprio nome.

Pauroso svegliarsi in un luogo che non conosci sentendoti sola e indifesa.

Cominci a sentirti confusa, dispersa, impaurita e disperatamente cerchi un aiuto.

Hai bisogno di vedere un viso che possa sembrarti familiare, che possa aiutarti e su cui puoi fidarti ciecamente.

Fu così che un giorno mi svegliai nel freddo letto di un ospedale.

I rumori snervanti dei vari macchinari e la voce di un uomo mi portarono alla realtà.

"La ragazza ha subito un trauma cerebrale, purtroppo ha perso la memoria. Ricordi di non parlarle di certi eventi ma cerchi di riportarglieli alla mente con il passare del tempo. Lei non sa più nulla del suo passato e se cerca di ricordarle diversi eventi senza il distacco di un breve tempo peggiora la situazione confondendola. "

Non avevo preso ancora coscienza infatti non riuscii a comprendere ciò che la voce di quell'uomo stava dicendo.

Ero solo confusa e spaventata.

"Grazie dottore. Per il resto non ha riportato nessun danno? " chiese una seconda voce.

Sembrava la voce di un ragazzo, una voce calda che riuscì in qualche modo a farmi star bene.

"No, può stare tranquillo. La ragazza è in perfetta salute. "

"Grazie per i chiarimenti, dottore! Davvero gentile. "

Con fatica aprii gli occhi e vidi una sfocata sagoma di un uomo con il camice bianco uscire dalla stanza.

Si avvicinò a me un ragazzo piuttosto alto, corpo scolpito e braccia forti e possenti.

Il suo sguardo era triste ma quando notò che lo stavo osservando mi sorrise dolcemente.

I suoi ricci ribelli rendevano il suo viso angelico e i suoi occhi chiari erano di un verde intenso dove potevi perdere ore e ore ad osservarli.

Il suo sorriso rassicurante fu la causa del mio timido sorriso spontaneo.

Quel ragazzo, che non conoscevo, in qualche modo, mi faceva provare fiducia e contemporaneamente paura nei suoi confronti.

Il suo aspetto forte e sicuro di se mi intimoriva, la sua mascella rigida, le sue forti braccia lo rendevano intimidatorio, ma era il suo sguardo che mi rendeva tranquilla.

" Chi sei? " chiesi con un filo di voce faticando nel pronunciare quelle parole.

Si sedette in una sedia vicino al letto in cui ero distesa, prese la mia mano che di seguito baciò ma io la ritrassi per paura.

" Non avere paura, di me puoi fidarti! "

La sua voce era indescrivibile, il suo tono era così basso e profondo da infondere timore e sicurezza allo stesso tempo.

Stavo tremando, la sua presenza mi trasmetteva paura.

" Senti freddo? Perché tremi? " chiese in modo piuttosto premuroso da sorprendermi.

Non volevo fargli capire che mi intimoriva, in fondo non lo conoscevo, non sapevo se si fosse approfittato della mia paura.

" Ho freddo! " risposi cercando di non mostrare la mia paura nei suoi confronti.

Si alzò dalla sedia e sfiló dal suo busto la felpa che indossava rimanendo soltanto con una maglietta intima che lasciava intravedere il forte petto tatuato.

OversightWhere stories live. Discover now