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Parte 1 - In mezzo ai Banditi

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Faceva freddo.
Nevicava.
Ero circondato da banditi, cinque in tutto...

Una donna Nord, che gli altri chiamavano Kenrya, torreggiava su di me tenendomi a terra premendo il tallone del suo piede contro la mia gola. Ridacchiando di gusto, fece oscillare la sua rozza ascia da guerra sopra il mio ventre, avvicinandola pericolosamente alla mia pelle.
Gli altri banditi si erano riuniti intorno a noi come a formare un cerchio. Li sentivo urlare e sbattere armi e scudi fra di loro, creando un frastuono talmente assordante che quasi non mi lasciava pensare. La donna impugnò l'ascia con entrambe le mani e le alzò sopra la sua testa, rendendo chiara la sua intenzione di aprirmi in due come una zucca. Dovevo darmi una mossa.
Il mio scudo e la mia mazza erano per terra accanto a me... un errore imperdonabile quello di farmi disarmare. Afferrai lo scudo e senza neanche impugnarlo per la maniglia lo misi davanti a me, reggendolo con entrambe le mani, cercando di parare al meglio possibile il colpo che stavo per ricevere.
L'urto fu devastante: l'ascia trapassò lo scudo senza troppi problemi e lo spaccò a metà, fermandosi ad un palmo dal mio naso. La donna alzò di nuovo l'ascia.
Agendo quasi d'istinto afferrai il piede della donna che ancora premeva contro la mia gola e, usando un frammento del mio scudo, colpii più forte che potei il suo ginocchio. Lei accusò il colpo e fu costretta ad indietreggiare, concedendomi il tempo di alzarmi, lanciarle contro ciò che rimaneva dello scudo e afferrare la mia mazza di ferro.
La mia avversaria schivò i frammenti di scudo e si lanciò contro di me, caricando quello che di sicuro era un fendente orizzontale.
Ebbi poco tempo per riflettere. Mi concentrai e portai l'attenzione sulla mia mano sinistra. Feci proprio come mio padre mi aveva insegnato: Chiusi gli occhi per un istante e immaginai il mio corpo che veniva avvolto da un velo invisibile, mentre la mia pelle si induriva sempre di più diventando dura come la corteccia di un albero.
Poco dopo aprii gli occhi e vidi la mia pelle illuminarsi di un flebile bagliore azzurro per qualche istante. La donna doveva averlo notato perché, guardandomi, spalancò gli occhi dalla sorpresa.
Un attimo dopo l'ascia si avvicinò rapidamente al mio braccio sinistro, senza darmi la possibilità di schivare.
Reagii impugnando la mazza con entrambe le mani e tentando di bloccare il colpo come meglio potevo. Chiusi gli occhi con forza per la paura, come se il non guardare avesse potuto in qualche modo far sparire il mio nemico.
Quando li riaprii e vidi che non ero riuscito a parare del tutto il fendente: parte della lama dell'ascia toccava il mio braccio sinistro e vi entrava per un paio di centimetri.
La donna ritrasse l'arma guardandomi con rabbia e, toccandomi con la mano destra, non sentii nessuna ferita né provai alcun dolore.
"Avevamo detto niente magia !" disse Kenrya con tono indispettito.
"E tu avevi promesso di andarci piano !" ribattei io.
"Oh credimi Damian, ci sono andata molto piano."
"Ma ti sei bevuta anche il cervello oltre che a tutto quello Skooma ? A momenti mi staccavi il braccio !"
"Senti piccolo, se avessi voluto fare sul serio non sarebbe bastato quel tuo incantesimo di Carne di Quercia a fermarmi e ora con il tuo braccio ci starei già facendo una fottuta zuppa, ok ?!"
"D'accordo, d'accordo... Per gli Otto mi hai fatto prendere un colpo."
"Sei troppo debole... Ormai hai sedici anni. Dovresti saperti difendere. Se fosse stato un combattimento vero saresti già morto."
"Non potevo vincere, tu sei la più forte fra di noi !"
"E non dimenticarlo mai Damian, o dovrò ricordartelo io." detto questo mi strizzò l'occhio e mi tirò un pugnetto amichevole alla spalla che mi spostò di un paio di spanne.
Dopo di che tutti scoppiarono a ridere, tranne me ovviamente. Sono sempre stato troppo debole.
È colpa della mia debolezza se è successo quello che è successo.
È colpa mia se Papà... se lui...
Non riuscivo neanche a pensarci senza piangere.

Ma non piansi, probabilmente la lacrima si congelò prima ancora di uscire dai miei occhi.

Faceva freddo.
Nevicava.
Ero circondato da banditi, cinque in tutto...
Ed io ero uno di loro.


Damian - Una storia di SkyrimStories to obsess over. Discover now