La pioggia cadeva lentamente sopra il tetto di casa Lighwood, David, sdraiato sul letto, rigorosamente con coperte blu, ascoltava musica con nessuna voglia di alzarsi per andare a studiare.
Era vestito casual con dei pantaloni di tuta color grigio e una maglietta aderente bianca che risaltava il suo fisico magro, quasi anoressico come definiva sua madre.
Mentre la calda voce di Adele rapiva il suo cuore una lacrima gli sfuggiva, perché la sua vita faceva schifo, aveva pochissimi amici e nessuno lo considerava, pensava che quei pochi amici che aveva non capivano come si sentisse o se ne infischiavano, pensava sempre questo e si chiedeva perchè si sentisse così, ma sapeva il perchè, semplicemente non voleva ricordare quel giorno, aveva solo 12 anni ed era così illuso... e adesso che ne aveva 18 non riusciva a superare quel fatto tenuto segreto per tanto, forse troppo tempo, a volte pensava di dirlo a sua madre o ad Alessia, la sua migliore amica, ma aveva paura che potessero giudicarlo e così rimaneva in silenzio divorandosi, lentamente, dentro.
Fortunatamente sentì in tempo i passi pesanti di sua madre che salivano le scale e fece in tempo ad asciugarsi le lacrime e stendersi comodamente facendo finta di dormire, giusto il tempo di posare la testa sul cuscino che sua madre aprì la porta rigorosamente bianca come quasi tutto il resto della stanza a parte qualche tocco di blu, "David" sospirò sua madre avvicinandosi a lui e accarezzando la sua guancia ancora umida, sua madre sapeva che stava male, che dopo quel 12 dicembre di sei anni fa suo figlio ha iniziato ad essere sempre più triste, all'inizio non gli chiedava una spiegazione perchè non voleva essere troppo opprimente nei cofronti del figlio, adesso non gli chiedeva una spiegazione perchè era troppo fragile e aveva paura di romperlo, in quanto sicura che per far trapelare qualcosa bisognava rompere quel solido muro, ma bisognava farlo nel modo giusto altrimenti anche suo figlio sarebbe caduto in mille pezzi.
"David, è pronta la cena dai alzati..." il figlio mugolò tanto per rendere ancora più credibile la scena "arrivo subito mamma", sua madre uscì dalla stanza lasciando la porta aperta, David si ricopose e andò in bagno si sciacqò il viso e fece un finto sorriso guardandosi allo specchio, avea ancora un po' gli occhi rossi e le occhiaie, ma decise comunque di scendere fingendo una nonchalance. Entrò nel salone con due grandi divani in pelle bianca, il parquet scuro, un grande camino e la televisione a schermo piatto, per poi dirigersi verso la sala da pranzo molto spaziosa, i suoi genitori amavano invitare i loro numerosi amici, la parte più bella di quella stanza era il tavolo in vetro nero lucido che veniva risaltato dalle pareti grigio chiaro e dal marmo bianco con venature viola molto particolari, David si perdeva sempre a fissare le venature che aveva formato la roccia fondendosi.
Si sedette a tavola e iniziò a mangiare quel buonissimo stufato fatto da sua madre deliziandosi ad ogni boccone "David so che stiamo all'inizio della scuola ma è l'ultimo anno e dovresti studiare" disse suo padre, il figlio sbuffo e guardò sua madre "traditrice" disse scherzosamente poi rivolgendosi a suo padre disse "ma se non ci assegnano nulla cosa dovrei studiare? E poi perché stai qui sta sera? Non dovresti lavorare?" era strano che ci fosse infatti, di solito Jackson, il padre di David lavorava fino a tardi "non c'è modo di arrabbiarsi David, ti ho dato un semplice consiglio per non essere bocciato proprio l'ultimo anno, inoltre io sono adulto e posso gestirmi benissimo da solo il lavoro" "be anche io sono maggiorenne e quindi mi gestisco da solo" "ti gestirai da solo quando ti manterrai da solo" David guardò sua madre cercando un appoggio, d'altronde lui l'aveva sempre difesa e lei aveva sempre difeso lui dai battibecchi continui con suo padre, "mi dispiace David, ma questa volta ha ragione tuo padre" dopo questa sentenza continuarono a mangiare e a parlare del più e del meno come se niente fosse e finito il cibo, mentre i genitori andavano in salotto per guardarsi un film lui si diresse in camera "non stai con noi? Ci stiamo vedendo avatar! " "no grazie mamma, preferisco andare a leggere" "va bene Buonanotte" sorrise sua madre e si voltò.
Una volta giunto in camera David prese le cuffie e finì la canzone di Adele pensando a quanto sarebbe stato bello poter tornare indietro o semplicemente ritornare il ragazzo solare di un tempo, senza turbamenti, senza paure, senza blocchi, muri e soprattutto senza pensieri tristi vivendo la vita così come viene, come facevano tutti i suoi coetanei e così cadde veramente tra le braccia di Morfeo .
Angolo autore ^.^
Ragazzi e ragazze care questa è la mia seconda storia ... la prima è sospesa ma potrei sempre ricominciarla e scriverle entrambe, ma adesso i miei sentimenti si vogliono focalizzare su questa storia che spero con questo primo capitolo vi abbia incuriosito un poco...
In quanto sono novizio mi aspetto dai voi tanti suggerimenti e correzioni quindi please commentate.
Sempre vostro
Davide
CZYTASZ
Underwater
Dla nastolatkówDavid era tormentato dalla depressione che gli svuotava l'anima, ma continuava ad andare avanti, facendo scorrere gli eventi, fingendo di stare bene, anche se, lui pensava, che non c'era bisogno che nascondesse la sua malattia perché nessuno se ne s...