1. Background at First (#3)

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A guardare la facciata della casa, illuminata solamente dalla tetra luce pallida della luna piena alta nel cielo, Cindy sentì il cuore rimbalzarle prepotentemente in gola: ora capiva perché quella dimora abbandonata al centro della foresta fosse stata scelta come location principale per le prove di coraggio di tutti i ragazzini delle città vicine! Anche solo dall'esterno ogni singolo particolare di quella costruzione interamente in legno le faceva venire i brividi, dai profili acuti del tetto ricoperti di edera ormai seccata alle finestre dai vetri rotti, dai brandelli di tende pallide che sventolavano alla fresca aria della notte al dondolo rotto abbandonato in un angolo del porticato che si elevava sopra un tappeto di ortiche ed altre erbacce. Fra le liste di legno che rivestivano la casa vi erano lunghe strisce di anni di sporco accumulato a causa delle intemperie, appese al tetto del porticato alcune fioriere riempite con sola terra ondeggiavano cigolanti alla brezza notturna, i riflessi dei cocci di vetro e la luce che filtrava dalle finestre posteriori lanciavano bagliori cangianti che delineavano ombre ben poco rassicuranti... Se non avesse più volte affermato di non credere al soprannaturale, Cindy avrebbe giurato che quella fosse proprio una casa perfetta per essere infestata dai fantasmi.

"... Devo proprio entrare?" si disse la ragazzina, deglutendo nuovamente come se stesse cercando di mandare giù un macigno, per poi spostare il suo sguardo dalla tetra facciata della dimora al piccolo cerchio in legno con su scritto il suo nome in una firma stentata di colore giallo che teneva fra le mani: ormai era giunta fin lì... Doveva solamente entrare, mettere il cerchio nel grande vaso che si trovava sul tavolo del salotto alla destra dell'ingresso ed uscire. Avrebbe potuto anche correre fuori, non avrebbe fatto alcuna differenza finché avesse portato a termine la prova.

"E poi tutte le mie amiche l'hanno già fatto," pensò, per darsi un po' di coraggio, dando un rapido sguardo al sentiero che l'aveva condotta fino a lì e pensando alle ragazzine che l'aspettavano dall'altra parte in trepidante attesa. Qualche secondo dopo, stringendo forte il dischetto fra le mani, si decise: non doveva avere paura, non c'era nulla in quella casa, ormai era disabitata. Doveva solo entrare, posare il cerchio e uscire.

Ripetendosi quelle parole come un mantra, Cindy superò a passi rapidi gli ultimi metri che la separavano dall'abitazione, rimanendo al centro del sentiero battuto per evitare i lunghi steli delle erbacce che sembravano spuntare da ogni dove pronte ad avvilupparsi intorno alle sue gambe, e ancora più velocemente sgambettò sui cinque gradini che la portarono direttamente davanti alla porta d'ingresso della casa. Il cuore le era ripiombato in gola, pulsando con forza, ma la ragazzina decise di non badarci e di rimanere salda: senza lasciar vagare lo sguardo al dondolo ormai fermo e al resto del porticato decadente posò una mano sulla maniglia della porta di fronte a lei, il disco di legno stretto nell'altra, e dopo un paio di secondi di esitazione si decise a girarla e a scattare dentro la casa prima di cambiare idea.

L'interno della dimora apparve, se possibile, ancora più inquietante di fronte agli occhi della piccola: tralasciando il rumoroso cigolio prodotto dall'ondeggiare della porta d'ingresso, una sinfonia di sibili e spifferi accolse la giovane appena mosse qualche passo sul pavimento sporco e mangiato dai tarli, accompagnata anche dal suono prodotto dai vari listelli di legno scricchiolanti sotto il peso della ragazzina. In più, quella specie di anticamera era stranamente stretta per essere un passaggio importante nella casa, e i muri ricoperti di carta da parati che un tempo doveva essere stata di un bel lilla sembravano incombere sull'impaurita visitatrice come mostri affamati e pronti ad aggredirla.

"Ma che ci faccio qui..." si ritrovò a pensare Cindy, facendo vagare il suo sguardo sulle lunghe pareti del corridoio di fronte a lei, mentre il suo corpo sembrava volersi richiudere su se stesso da solo per proteggersi: sulla parte di sinistra, due porte solamente accostate ai propri stipiti erano separate da una coppia di quadri ormai sbiaditi, che un tempo dovevano mostrare i ritratti di quelle che dovevano essere donne ma che alla giovane sembrarono solamente dipinti anche troppo generosi di streghe orrende e cattive, e da quello che doveva essere stato un grazioso candeliere a muro, ma che la ruggine e la cera sciolta di candele ormai consumate imbruttiva senza via di scampo. La parete di destra era invece quasi completamente occupata da una lunga rampa di scale che conduceva al piano superiore, e che la ragazzina non aveva la minima intenzione di percorrere nemmeno per curiosità, accostata poi all'unica porta effettivamente interessante per Cindy, già aperta.

CONCORSO EDIZIONE 2017 di MichelaBaldasso & gemmamilevi89Stories to obsess over. Discover now