"Vi è un ponte ,ormai diventato fonte di guadagno per i blogger e gli Youtuber amanti del fascino del inspiegabile, dove ogni sera allo scoccare delle 20.00 appare dal nulla un ragazzino.
Pallido, castano con occhi gelidi come il ghiaccio di Dicembre e con in mano un telefonino che secondo alcuni esperti sembrerebbe trattarsi di un Nokia 6630.
Fin qui penserete che io vi stia prendendo
in giro raccontandovi il prologo di una barzelletta...bah non è cosi miei cari signor..."
Spensi la tv.
Ancora una volta trasmettevano le repliche di quello stupido programma sul paranormale.
In miei colleghi ne andavano matti.
Ci facevano battute e meme per conquistare le signore del reparto.
In quanto a quella storia: pensavo che fosse una cosa ridicola.
Un tizio con un Nokia che si fa trovare sotto un ponte sempre alla stessa ora.
Per quanto mi riguardava si trattava solo di un moccioso come tanti che aspettava che i famigliari venissero a prenderlo.
Niente di scandaloso o miracoloso.
Eppure la gente fantasticava, creava, immaginava un passato e una storia diversa da quella che la scienza o una mente razionale avrebbe potuto affermare in dieci minuti senza neanche starci a ragionare tanto.
Avevano inventato fatti raccapriccianti legati alla sua presenza in quel luogo suggestivo.
Fatti surreali è inverosimili e persino ipotesi massoniche.
Certo che la gente ne aveva di tempo da buttare dietro alle stronzate!
Ho sempre creduto nella ragione e non mi sarei mai lasciato trasportare dalle mie emozioni neppure quando due dei fan più accaniti della vicenda , miei collaboratori per giunta ,mi invitarono ad accompagnarli
al interno del parco di Ueno.
Quei dementi di Rumuchi e Tayuri mi aveva trascinato con la forza in quel posto per scoprire cosa vi fosse sotto.
Avrei preferito l'impiccagione piuttosto che l'imbarazzo del dovermi scusare con il ragazzo per l'atteggiamento infantile e inrispettoso dei miei colleghi ma cosi non fu.
Appena apparve alle nostre spalle con il cellulare portato sul orecchio ,Tayuri cadde a terra per lo spavento mentre Rumuchi completamente sbronzo inizio ad importunare il fanciullo.
"Ssssenti mio caro amico morto io sono qui per scoprire il tuo segreto quindi ti conviene gettare il sacco."
"Si dice "vuotare il sacco" e comunque sarà meglio tornare a casa : tua moglie si starà chiedono dove ti sia cacciato."
"Mia moglie si sta facendo un altro uomo non c'è bisogno di disturbarli...saranno molto molto impegnati."
Dopo aver ruttato poggio un braccio sulla spalla del giovane e non si stupi di sentire le ossa scricchiolare.
Infilo l'accessorio nella tasca dopodiché si schiarì la voce per acquistare un tono minatorio.
"Levami quella sudicia mano se non vuoi che te la stacchi a morsi..."
"Uuhhhh che paura!Adesso si che sono terrorizzato: me la vuole strappare come uno zombie!ahaha"
Probabilmente si sarebbe beccato presto un bel pugno in un occhio.
Tutto meritato senza dubbio!
Mentre sghignazzavo al idea di vedere quel grande e grosso gorilla messo a terra da un peso piuma il moccioso fece una cosa del tutto inaspettata.
Gli morse la mano.
"Che cazzo ti è preso?Sei forse impazzito?"
Riuscii a staccaccare Rumuchi dalla morsa di quella piccola vipera e notai che il punto lesionato stava sanguinando copiosamente.
Che razza di denti aveva?
Presi un fazzoletto e cercai di tamponare la ferita mentre nel frattempo la vittima imprecava lanciando dei lamenti di dolore.
"Sono veramente felice che tu soffra...Non c'è nulla di più sublime della sofferenza."
Doveva avere qualche disturbo della personalità non c'era dubbio.
Lo fissai: i suoi capelli castani parevano neri a causa della mancanza di fonti di luce e i suoi occhi cupi come lo stesso tunnel dove ormai sembrava aver piantato le tende ,mi fissavano come se volesse saltarmi al collo da un momento al altro.
Notai la sua andatura zoppicante mentre ci si avvicinava con fare intimidatorio e l'oscillazione regolare del portachiavi che sporgeva dalla tasca.
Una piccola fenice rossa legata a una cordicella faceva da contrasto con i colori spenti del suo profilo.
"Se fossi in voi raccoglierei queste merde di bottiglie ,che avete gentilmente lasciato per terra ,e me le conficcherei dove non batte mai il sole."
Si ,aveva senza dubbio un grave disturbo.
Presi Rumuchi sotto braccio mentre l'altro dopo "l'attacco" sel era già svignata senza dire niente e mi diressi verso l'uscita senza voltarmi.
Só che era una cosa da incoscienti, specie con un soggetto simile che avrebbe potuto benissimo accoltellarmi , ma non avevo intenzione di restare li un minuto di più volevo tornare a casa e sdraiarmi nel futom che era appartenuto hai miei nonni.
Volevo portare questo disgraziato in ospedale e non pensarci più e cosi fu.
Non ci segui e tutti dopo l'accaduto evitammo l'argomento.
Tutto sembrava essere tornato alla normalità fino a che una mattina mentre stavo controllando la posta notai una lettera ingiallita.
La aprii facendo attenzione a non romperla rimanendo basito dal suo contenuto.
Era un certificato di morte di un feto.
Il mio pensiero si rivolse subito hai fatti avvenuti pochi giorni prima.
La buttai nella pattumiera credendo si trattasse di uno scherzo di cattivo gusto da parte di qualche mio conoscente.
Ma quando me la ritrovai nuovamente nello stesso posto, denunciai tutto alla polizia che mi disse che per il momento non potevano farci nulla data la mole infinita di missive bizzarre e perverse dichiarate recentemente dagli abitanti della città.
Mi raccontarono che non ero il primo ad aver ricevuto una cosa simile.
Perfetto ci mancava solo lo pseudo postino amante del ghor!
Feci ritorno nella mia abitazione e non appena varcai la soglia mi ritrovai faccia a faccia con il terrore.
Era Rumuchi.
Aveva gli occhi rossi e la pelle bianca come la mozzarella di bufala.
Mi prese da parte e mi racconto quanto aveva scoperto.
Sua moglie tempo fa , era rimasta incinta del suo amante.
Per non destare sospetti, dopo aver concordato con il complice del misfatto ed aver chiesto una consulenza alla ginecologa tramite telefono , aveva interrotto la gravidanza con la pillola abortiva senza curarsene più di tanto.
Mi mostrò la stessa identica lettera che mi era stata recapitata stamane ,e che anche lui aveva avuto l'onore di ritirare e poi mi espose anche una foto riguardante il vecchio apparecchio telefonico che era di proprietà della sua dolce metà: un Nokia 6630 con un portachiavi identico a quello del ragazzo.
Lo stesso che portava sul orecchio il fanciullo prima di incontrarci.
ŞİMDİ OKUDUĞUN
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