Prologo

63 4 0
                                        

Era una fredda mattinata d'inverno quando gli agenti avevano fatto irruzione nella baita. I corpi erano stati trovati da uno scalatore la sera precedente che, per sfidare il proprio corpo aveva avuto la fantastica (e anche folle oserei dire) idea di provare un sentiero alternativo con lo scopo di raggiungere più rapidamente la cima. I problemi erano iniziati quando un'improvvisa bufera, forse mandata dal destino, aveva colpito il versante del Monte Bianco su cui il pover'uomo si stava inerpicando. Fortuna o sfortuna, lo scalatore, mentre faceva i conti con il freddo pungente delle Alpi, aveva intravisto una modesta costruzione di legno. All'arrivo delle forze dell'ordine, avrebbe ,infatti, detto che trovando la porta aperta, ne aveva approfittato per salvarsi la pelle e magari mettere sotto i denti qualcosa di caldo. Invece, tutto ciò con cui aveva avuto a che fare, erano due corpi senza vita, deformati dal freddo. Aveva quindi immediatamente cercato un telefono fisso e, successivamente, chiamato il 113 che per colpa della bufera non si sarebbe potuto muovere prima dell'indomani mattina.

I due agenti che avevano fatto ingresso per primi, erano un veterano e un nuovo arrivato. Era stato il ragazzo a trovare il primo corpo. Alla vista che gli si era presentata non aveva potuto trattenere un grido. Una donna,probabilmente sulla trentina (anche se sembrava più vecchia per colpa del freddo) era coricata in bagno, immersa in una vasca di sangue con la testa spaccata in due e la materia grigia galleggiante nell'acqua torbida e gelata. Il secondo cadavere, di un uomo (anch'esso deforme), era stato trovato penzolante nella camera da letto pochi secondi dopo dall'agente più anziano ed esperto. Era evidente. Si era impiccato.

Storia di un tragico InvernoStories to obsess over. Discover now