"Che palle ma'! lasciami a casa e dì che sono malata..."
"Freedom! Esci subito da questa stanza! E' una cosa necessaria!"
"Mai necessaria come quest'ultimo capitolo!
Mia mamma sbuffò spazientita e aprì rabbiosamente la porta. Quando faceva così voleva dire che era disposta a rovinarsi la manicure per schiaffeggiarti.
Alzai gli occhi dal libro che stavo leggendo e la guardai nella maniera più truce che potevo, lei fece altrettanto, sì avvicinò a passo di marcia e ripetè:
"Edi, poche storie! il vaccino è importante e tu lo sai!"
Sbuffai il più impunemente possibile e smisi di leggere, mi alzai svogliatamente dal letto e, sotto lo sguardo inquisitore di mia madre, andai a prepararmi per uscire.
Ecco, so che può sembrervi scontato, ma arriva un punto nel libro, possibilmente l'inizio, in cui chi racconta si presenta. Quella che vi stà parlano sono io, Freedom, detta Edi, e ho 16 anni. Sono una ragazza strana, con caratteristiche particolari, ma non nel senso in cui intendete voi. Non so cosa vi aspettiate, ma io non sono una di quelle eroine dei libri che si credono brutte e sfigate quando invece sono supermodelle con capelli rossi e occhioni verdi, ne tantomeno una ragazza albina con occhi neri come la pece o un occhio diverso dall'altro, perchè io non sono così. Mi piace leggere -questo dovrebbe farmi guadagnare qualche punto di fiducia-, e i miei occhi e i miei capelli sono banalmente marroni, lo so non vi aspettavate niente di più banale.
Mia madre, mio fratello Logan e mio padre mi aspettavano vicino alla porta di ingresso. Le loro teste bionde si voltarono verso di me quando scesi spericolatamente scivolando lungo il corrimano delle scale e mi accodai a loro. Destinazione: Centro della Sanità.
Quando arrivammo ci piazzammo nell'enorme sala d'attesa, aspettando che ci chiamassero per il vaccino. Tutte le altre famiglie del nostro quartiere erano sedute come noi nella sala e il parlottio della gente rimbalzava sui muri come sempre, creando una bizzarra eco. L'organizzazione del centro della sanità prevedeva che ogni mese tutte le famiglie della città confluissero lì per essere vaccinate. Ogni quartiere aveva una fascia oraria diversa e la sessione dei vaccini durava tre giorni. Oggi toccava al mio quartiere in riva al mare.
"i signori Sinij , prego." annunciò un'infermierina bionda con gli occhi azzurri. ci alzammo ed entrammo nella stanza, seguendo l'infermierina. Ci fecero sedere su quattro lettini diversi, poi altre tre infermiere raggiunsero la prima e cominciarono a preparare le siringhe.
"Allora Freedom, hai paura degli aghi?"
"No" risposi, 'ho paura di sentire dolore' pensai. Tuttavia l'iniezione durò pochissimo come sempre e in meno di cinque minuti eravamo fuori. So cosa state pensando: "Okay, quale governo sulla faccia della terra costringe i cittadini a vaccinarsi una volta al mese?"
Il mio.
Circa quarant'anni fa, l'istituto di ricerca governativa individuò nelle acque dei nostri territori una nuova tipologia di virus dalla composizione simile a quella degli oncovirus, i microrganismi causanti il cancro. Questi virus trasmettono la tst, una malattia mortale con effetti simili ai vari tumori maligni del passato. L'istituto di ricerca si attivò all'istante per cercare una cura a questa malattia che poteva già aver colpito molte persone: si scoprì che la tst abbatteva il sistema immunitario e deteriorava in fretta gli organi vitali, individuarono quindi un vaccino che impediva al virus di colpire il corpo. eppure, il vaccino, ogni mese, perdeva potenza ed era necessaria un'altra trasfusione.
Tutti pensavano che l'emergenza virus sarebbe durata meno di un anno e che sarebbero riusciti a debellarlo, ma il virus si riproduceva troppo velocemente e in acqua era molto più potente, rispetto alla sua presenza in un corpo umano, perciò era impossibile da stanare. Inoltre, man mano che si riproduceva diventava sempre più piccolo. fortunantamente non ha mai cambiato composizione chimica, quindi il vaccino ha sempre bloccato il virus.
Col tempo hanno creato filtri nell'acquedotto cittadino che limitassero l'accesso al virus alle nostre acque potabili, ma è impossibile escludere totalmente la sua presenza nelle acque, perciò è importante fare il vaccino ogni mese.
Tuttavia, il governo non ha mai divulgato quali fossero gli effetti del vaccino, oltre le cause della morte. Ciò che significa la sigla tst lo sa solo il governo.
Una volta usciti mia madre mi rimproverò:
"Visto? E' stato veloce come sempre!"
"Già, fastidioso come sempre..."
Lei ignorò -come sempre- il mio commento e si scostò i capelli biondi dal viso. Ci dirigemmo verso casa, che per fortuna non era lontana, attraversando il mare di chiome chiare che si dirigeva nella direzione opposta per la prossima sessione di vaccini. I miei salutarono un paio di persone lungo la strada, ma la passeggiata di ritorno fu assai poco ricca di emozioni.
Una volta a casa decisi di andare a fare una passeggiata sulla scogliera, perchè era mille volte meglio che stare chiusa in casa a lavorare ai ferri con mia madre.
Agguantai il mio libro e uscii di casa, dirigendomi verso il promontorio. Il vento stava cominciando a soffiare sempre più forte e alcune nuvole si stavano raggruppando sopra la città. Continuai a camminare e mi fermai in una caletta poco distante. Ricominciai a leggere, con il vento che ululava tra gli scogli, era così forte che non sentii le voci che piano piano si stavano avvicinando al mio piccolo angolo di lettura...
∷
angolo autrici!
ciao a tutti!!!
grazie per aver letto questo primo capitolo.
speriamo che la storia vi stia piacendo e che l'abbiate aggiunta alla vostra biblioteca.
se non vi siete annoiati leggendo mettete una stellina e commentate cosa vi ha incuriosito o chiedete chiarimenti.
al prossimo capitolo!
~ m and s ♡
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hybrid
Fantasy- sei una di noi, ora. - posso rifiutare? - sai che non puoi... - ci sto. ∷ freedom, detta edi, è una ragazza perfettamente e noiosamente normale, ad eccezione del colore dei suoi occhi e dei suoi capelli. indovinate? un banalissimo castano per entr...
