Il signor Jefferson uscì di casa verso le otto, quel lunedì mattina, sbattendosi il portone alle spalle. Prese il suo telefono in mano e controllò l'ora, sollevandosi del fatto di non essere in ritardo. Cercò di ignorare il caldo asfissiante di metà agosto e cominciò a camminare a passo svelto, entrando nella tabaccheria dove era solito comprare le sue sigarette.
«Blake!» lo salutò il proprietario del piccolo negozio. «Buongiorno. Come stai?»
L'uomo sbuffò. «Come dovrei stare? Come sempre, Christopher».
L'altro annuì, un sorriso placido sul viso. «Le solite?», chiese, girandosi verso le sigarette e prendendo due pacchetti. «Nove dollari».
Blake Jefferson frugò nella tasca anteriore dei suoi jeans, cacciandone fuori delle banconote vecchie e stropicciate. Fu a quel punto che il suo sguardo cadde sul giornale locale. La testata non prometteva nulla di buono, il che era, dunque, un ottimo modo per iniziare la giornata. «Ora che ci penso, prendo anche una copia del giornale di oggi», aggiunse. Pagò tutto, salutò il conoscente e uscì dal negozio con le notizie fresche del mattino sotto il braccio.
Cominciò a dirigersi verso il bar, accendendosi una sigaretta. Non capiva davvero la gente a cui piacesse fumare dopo aver mangiato o bevuto qualcosa. Lui amava farlo prima, quando la sua gola era ancora secca, così che il fumo la potesse raschiare. Gli uomini del locale in cui stava per dirigersi lo punzecchiavano sempre su quell'argomento, cercando di fargli capire quanto fosse strano e, a loro detta, inutile. La sigaretta doveva essere il piacere finale, ciò che coronava una bella mangiata a tavola, dicevano. Ma lui non ne voleva sapere.
Quando entrò, notò che vi era più gente del solito. Alcuni tra i clienti abituali erano intenti nella loro colazione, seduti al bancone, e sembravano chiacchierare del più e del meno. Ad un tavolo più lontano, isolato, sedeva quello che sembrava uno studente. Leggeva un libro, completamente assorto tra le parole. Una donna sulla trentina stava ordinando qualcosa da mangiare, mentre urlava ai suoi figli di smettere di lagnarsi.
«Ma guarda chi è arrivato!» esclamò il barista, salutandolo con un cenno.
«Finalmente!» esclamò un uomo. Il signor Jefferson si avvicinò a lui con un ghigno sul viso, sedendosi al bancone ed ordinando un caffè. «Vi stavate preoccupando, eh, Jack?»
«Eri cinque minuti di ritardo» intervenne un altro, più anziano. Nolan. Arrivava lì sempre verso le sette e trenta del mattino, ordinava sempre la stessa colazione e poi aspettava che arrivassero gli altri, per mettere in tavola sempre la stessa conversazione. «Tu non arrivi mai in ritardo».
«Mi sono fermato a prendere il giornale» esordì Blake, sbattendolo sul bancone. Robert, il barista, lo guardò sorpreso, servendogli la bevanda richiesta. «L'ho visto stamattina mentre prendevo le sigarette», spiegò ancora il signor Jefferson. «E quindi ho pensato di portarlo, così almeno non dovremo ascoltare le solite chiacchiere insopportabili di Nolan», concluse, con un sorriso. Jack rise appena, prendendo il giornale e sfogliandolo.
«E cosa dice, di tanto interessante?» domandò Nolan, accigliandosi, il tono appena tagliente. Era un uomo che si offendeva sin troppo facilmente.
«Springfield avvolta nel terrore» lesse Jack ad alta voce. «Bene, promettente» esordì, per poi lasciare di nuovo il giornale.
Robert lo prese subito dopo. «Quest'ultima settimana per la città di Springfield è stata, per quello che si può definire, un vero e proprio incubo. La centrale della polizia è stata letteralmente sommersa, mentre per i quartieri dilagava il crimine».
«Che cazzo è successo?», domandò Nolan, incitandolo a continuare.
«Perché? Te ne importa?» rispose a sua volta Blake, sorseggiando il suo caffè. «Fino a quando qui a Branson non succede nulla, per me sarà tutto perfettamente in ordine».
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Vittima o colpevole?
Historia CortaCome ogni mattina, Blake Jefferson esce di casa, diretto nel bar dove è solito incontrare Jack e Nolan. Durante il tragitto, compra un giornale, la cui testata recita: "Springfield avvolta nel terrore". Estratto: Il barista passò all'ultima notizi...
