"Stiamo per arrivare alla stazione di Misano" Udii quella voce metallica e palesemente registrata che annunciava la nostra destinazione. Io e la mia ragazza, facendoci strada tra la gente, riuscimmo a scendere dal treno, la stazione era piccola e non molto affollata. Successivamente la mia fidanzata dovette andare in bagno, decisi di aspettarla sedendomi sulla panchina e come qualsiasi ragazzo moderno tirai fuori il cellulare e iniziai ad usarlo. Subito dopo, provai quella strana e misteriosa sensazione di essere osservati, mi guardai intorno incuriosito e spaesato e il mio sguardo si soffermò su una donna in particolare; non so perché e come mai lei, ma non sono io a controllare il mio sguardo. La signora di cui i miei occhi erano stati catturati si girò, mi guardò per un secondo ed io ricambiai. Il suo sguardo era come perso nei miei occhi, forse folle ma umano, era uno sguardo molto intenso e profondo; la donna improvvisamente iniziò a sorridere, era sdentata e delle rughe si formarono attorno al suo viso slavato; tentai di intuire l'età della donna, credo avesse 63 anni. Ad interrompere il flusso dei miei pensieri fu l'arrivo della mia fidanzata che, per fortuna, non si accorse di nulla. Il mio viso pallido tornò a prendere colore e, nel più freddo silenzio la mia morosa ruppe il ghiaccio: "Sei pronto, andiamo?" Io annuì e ci avviammo nella nostra casa d'affitto.
