Ero una ragazza come tutte le altre. Ero una ragazza normale. La mattina mi alzavo normalmente dal letto e normalmente facevo colazione. Andavo a scuola, aiutavo mia sorella a fare i compiti, facevo le pulizie, tutto molto normalmente. Avevo già sperimentato il virus dell' amore ma dovevo ancora capire il vero significato della vita.
Poi un giorno cambiò tutto. Un giorno il normale divenne impossibile. Mi diagnosticarono un tumore ai polmoni. Tutto cambiò.
Il mondo della ragazza normalmente normale finì.
Nessuno riusciva a guardarmi in faccia senza pensare "Poverina."
4 settembre 2016
Oggi sono in ospedale. Distesa su un lettino malinconico. Prima ho fatto una passeggiata per i corridoi dell ospedale. Riesco a camminare. Riesco a vivere.
Una bambina mi ha indicato e ha chiesto a voce alta:"Come mai non ha i capelli?". Mi sono avvicinata e le ho detto "Ciao bimba, sono Gioia. Non ho i capelli perché ho un tumore ai polmoni e i dottori mi fanno fare la chemio terapia. Mi allunga la vita ma non mi impedisce di morire." La mamma l ha presa e in braccio e con occhi pieni di compassione mi ha sussurrato un rapido "Mi dispiace ". La mia vita ora è così. La mia vita è ammalata.
E io devo convivere con l idea che, un giorno non lontano ci sarà una fine. Una fine momentanea. Una fine che avrà inizio in una altro luogo, ma sempre una fine.
5 settembre 2016
Sono viva. Un altro giorno è passato. Un altra notte i miei genitori hanno vissuto nell incubo di perdermi. Sono un meteorite che cadendo distrugge delle vite, desintegra dal dolore gli spiriti.
Ed è bello arrendersi all idea di morire e non provare neanche a combattere la morte. Accettare il proprio destino senza cercare di cambiarlo. Giocarsi sole carte che si ha in mano. La vita è questo; un gioco di carte. C è chi vince, chi perde ma non si arrende e chi accetta la sconfitta.
A domani, se un domani ci sarà....
10 settembre 2016
Accendo la TV. Tg. "Isis: colpisce ancora 5 le persone uccise in un attentato / ragazzo di 16 anni morto cadendo da una terrazza, aveva festeggiato con gli amici la vittoria di una partita/ uomo di 59 anni uccide la moglie e i figli perché non riusciva a pagare le tasse poi si toglie la vita/ un 36enne uccide la fidanzata per gelosia." Ecco cosa succede in questo mondo. Ecco come viviamo. Siamo soli ma viviamo nel tentativo di non rimanerci per sempre. Siamo tutti contro tutti. Siamo bestie che sopravvivono grazie all' amore.
50 anni fa si viveva meglio. Si apprezzava la ricchezza del poco. Si capiva la povertà del potere. Si capiva che solo l amore manda avanti questo, un mondo trapassato dagli errori degli uomini, impregnato di sangue umano, bagnato da lacrime, intossicato dall' odio.
Io continuo. Io vivo nel presente. Nell' oggi. No nello ieri e no nel domani. Oggi è basta. Per dimenticare che c è stato un passato e che ci sarà un futuro.
14 settembre
Ciao. Vorrei mandare via tutti. Chiudermi in una bolla e non uscire più, buttare via la chiave che la porta di questa triste stanza. Non voglio sentire. Non voglio provare. Non voglio essere forte come tutti pensano. Vorrei piangere senza che tutti si stupiscano. Vorrei essere me stessa. Una ragazza con delle perfette imperzioni. Vorrei essere normale.
Sparire dalla faccia della terra e rifugiarmi nello spazio. Guarderei dall' alto la terra e riderei dell' uomo, di quanto è stupido, insignificante ma allo stesso tempo importante. Ci siamo evoluti, abbiamo imparato a fare la guerra e a difenderci da tutti. Ma non abbiamo ancora capito il vero senso della vita e quello dell amore.
20 settembre
Non so che dire. Non so che fare. Non so se vivere.
Ho voglia di cambiare il mondo, ma cosa può fare una ragazza ammalata di tumore che non riesce neanche ad alzarsi dal letto? Eppure nel mio piccolo tento qualcosa. Qualcosa che cambierà il mondo anche se poco. Qualcosa che resterà. Cerco di amare senza giudicare. Questo è il mio contributo per il mondo.
Ciao
Io
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Come se NON ci fosse un domani
General FictionGioia riflette su quella che può essere la vita di una ragazza ammalata di cancro. E lo racconta al suo diario, l'unico di cui si fida.
