Dopo tutto quello che hai passato, dopo le incomprensibili paure, le continue incertezze e la crudele rabbia, non potevo aspettarmi che una porta sbattuta con tanta violenza da farmi tremare.
È più facile fuggire via piuttosto che fermarsi con coraggio e aprirsi. È più facile mollare, voltarsi e fare finta di non aver visto e tu hai lasciato al vento il filo che ci legava, guardando il cielo solo per vedere quanto mi portava lontano.
Hai presente quando hai così tanta paura di perdere qualcosa che quando la perdi ti senti così inspiegabilmente sollevata? Ecco, è stata una liberazione lasciarti, abbandonare qualcuno che prova così tanto odio per se stesso da non accorgersi degli occhi pieni d'amore che lo circondano. E la cosa triste è che tutto quell'amore poteva essere tuo, se solo non fossi stata sempre concentrata a nasconderti. Non puoi pretendere di farti amare da dietro una porta chiusa e non puoi esigere che gli altri non si stufino di tentare.
Ti senti inutile e lo sei perché sei stata tu a non volerti far scoprire per paura di essere giudicata inadeguata, inferiore, diversa e debole.
Mi sento devastata, ferita e vulnerabile mentre ascolto la voce dentro la mia testa insultarmi e sputarmi in faccia tutte quelle verità che, guardandomi allo specchio, si affacciano dai miei occhi bui.
La verità è che vedevo ma non volevo vedere e quindi ho lasciato che la mia parte migliore se ne andasse, fingendo che non mi importasse e ora nel cuore sento l'eco di quei passi che con rabbia si allontanano, lasciando un vuoto incolmabile ma così palpabile.
Sento ancora le ultime parole esasperate del mio ragazzo che mi chiedono che cosa voglia da noi. Un noi che ho vissuto stando ai margini, lasciandomi trasportare dagli avvenimenti, pensando di non avere il diritto di dire la mia e che fosse giusto così visto che a nessuno sarebbe poi importato.
L'ho sempre amato, fin dal primo giorno in cui mi ha fatto capire che sapevo ridere e che la mia risata era bella poiché spontanea, ma l'ho amato con la costante paura che si accorgesse che il sorriso che avevo era una maschera fasulla e vuota e che una volta scoperto il mio dolore nel profondo sarebbe scappato via lasciandomi un enorme e sanguinolento buco nero al posto del cuore.
Non sento più i battiti nel petto, non sento il dolore fisico perché sono troppo lontana da non capire nemmeno dove sono ed è normale che lui se ne sia andato perché non si può amare qualcuno così morbosamente devastato da non permettere a nessuno di aiutarlo a rimettere insieme i pezzi.
Non lo merito, io non merito niente.
Sento gli uccellini fuori cinguettare la primavera in modo incerto, i raggi di sole timidi che si fanno spazio con poca sicurezza tra i cumuli di nuvole e le ore passano mentre sto qui seduta su questo vecchio divano a logorarmi l'anima tra "se" e "ma", sapendo che sono io l'unica cosa imperfetta in questo vivere.
Sono sbagliata come questa stanza che con tanta dedizione ho cercato di fare mia riempiendola di ricordi incorniciati e paesaggi luminosi che non sento miei e la sensazione di essere incatenata a una vita spenta che non mi appartiene mi rende stanca e fiacca.
Mi alzo lenta infastidita da tutte quelle bugie, fatte di sorrisi falsi appese alle pareti, fisso la porta chiusa e lascio che ad abitare quegli spazi ormai vuoti non siano che le mie paure e insicurezze.
Ogni cosa ha perso quel vago colore di vita, io ho perso colore, non so chi sono e cosa voglio. Mi sono fatta inglobare dalla rutine lasciando che facesse di me un robot dalle azioni fredde e calcolate.
Mi avvicino alla vetrata che illumina ironica questo freddo bilocale, lascio lo sguardo vagare tra i passanti come fosse uno di loro. Inorridisco davanti a quei sorrisi forzati, a quei gesti pieni di pretese, alla gentilezza di circostanza, al guardarsi ma non vedersi e a quei occhi che gridano aiuto e non vengono ascoltati.
Non vorrei ma li invidio, invidio la loro spensierata giornata che comincia e la leggerezza con cui assaporano la vita, senza accorgersi di quanto sia triste essere in tanti al mondo e sentirsi lo stesso soli e persi. Sono io pazza poiché consapevole della grande responsabilità che è stata loro affidata oppure lo sono loro che ebbri non se ne accorgono ed egoisticamente fanno finta di nulla?
Questa storia è stata pubblicata nell'Agosto dell'anno scorso.
Se volete leggere la versione completa qui di seguito aggiungo i link utili.
ITunes - https://itunes.apple.com/it/book/anima-persa/id1149964075?l=en&mt=11
Google Play Libri - https://play.google.com/store/books/details?id=5AbzDAAAQBAJ
YouCanPrint.it - http://www.youcanprint.it/youcanprint-libreria/narrativa/anima-persa-9788892625532.html
p.s Se per caso vi capita di leggere queste 20 pagine vi chiedo di commentarle, fateci sapere cosa vi passa per la testa.
Scrivere è con il cuore è quello che cerco di fare, aiutatemi a migliorare e crescere. Le critiche costruttive sono come pilastri in questa incognita emotiva.
Grazie di tutto
Bea
DU LIEST GERADE
ANIMA PERSA
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