Solitamente, quando si chiede ad una bambina cosa desideri fare da grande, lei risponde: la parrucchiera o la maestra, un maschio risponderebbe il poliziotto o il pompiere. Io ero diversa, volevo fare il chirurgo. Adoravo il mondo della medicina in generale e, l'idea di trascorrere la mia vita salvando vite, mi eccitava. Una sera, quando avevo cinque anni, andai insieme alla mia famiglia in una grande sala nella quale si svolgeva una festa importante dedicata alla musica. Questa piccola versione di me era seduta in una sala in compagnia non di persone normali, ma di musicisti e ciascuno di loro era lì con il proprio strumento. In mezzo a tutto quest'insieme, i miei occhi ammiravano la melodia prodotta dall'ensemble.
Improvvisamente qualcosa mi destò dai miei pensieri: il direttore, che mi aveva invitato a salire sul palco. Appena arrivata mi fece una domanda, si, proprio quella domanda che cambiò la mia vita: "che strumento ti piacerebbe suonare?"
Le uniche parole che uscirono dalla mia bocca furono un articolo accompagnato dal sostantivo "violino".
———
È una mattina di marzo e sono qui, nella mia stanza, a studiare il mio strumento. Passo lunghe mattinate a studiare perché a breve dovrei fare lezione con il mio maestro. Lui è un tipo esigente e non voglio deluderlo perché so che posso dare tanto. I miei genitori sono contenti che io studi il violino però dicono anche che devo farmi una vita sociale perché sto troppo tempo a casa. Mi è appena arrivata una notifica sul mio iPhone: è Laura, la mia migliore amica.
Laura:"Ei sis, prendiamo l'autobus delle 17:15 e andiamo al centro commerciale? Non accetto un no come risposta."
Decido di andare e le scrivo:"Va bene, a dopo sis".
Sinceramente non so cosa mettermi però penso di indossare la maglietta nera che ho preso l'altro giorno da H&M, un jeans semplice e le mie Superstar.
La mia casa si trova più o meno vicino alla fermata quindi mi sento "fortunata" per avere un po' di tempo in più. Sono quasi le 17:00 e devo ancora truccarmi e sistemare i capelli, perché si, oggi ce li ho come una capra.
ORE 17:15
Sono alla fermata ad aspettare Laura, è sempre una grande ritardataria. Noto l'autobus in lontananza e mi preoccupo leggermente perché come posso andarmene senza Laura?
Okay, l'ho appena vista. Sta correndo e sta urlando di aspettarla. Appena mi si avvicina le dico:"Ciao pigra".
Lei, che aveva corso per tanti metri, col fiatone risponde:"Ciao koala".
L'autobus è arrivato e Laura vuole fare uno scherzo all'autista dandogli, insieme ad altre monete, una lira. Lei dice che gli autisti prendono i soldi senza neanche guardare cosa hanno nelle mani e, in fondo, forse ha ragione.
Saliamo sull'autobus e Laura compie il suo "atto eroico" con successo. Ce ne andiamo agli ultimi posti ridendo a crepapelle. Il centro commerciale non dista molto da qui quindi abbiamo pensato di trascorrere l'intero pomeriggio nei negozi.
ORE 18:34
Siamo da Zuiki, Laura ha appena acquistato una maglietta gialla e un jeans strappato. Io questa roba non la uso anche perché a me non piace.
Mia madre mi ha mandato un messaggio con scritto:"Ele, devi tornare a casa perché io e papà dobbiamo andare velocemente a trovare la zia che è in ospedale". IL MAI NA GIOIA è arrivato. POSSIBILE CHE CI SIA UNA VOLTA IN CUI IO POSSA STARE TRANQUILLA? Evidentemente no.
Prendo per il braccio Laura e mi dirigo verso la fermata dell'autobus.
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A colpi di arcate
RomanceLa musica è un arte, e chi la coltiva sa bene quanto sia complessa, ma è capace di donarti mille emozioni e speranze. Eleonora è una ragazza di soli 16 anni, appassionata sempre più al suo violino. Un giorno la sua vita si stravolge e lei si dovrà t...
