Prologo: Un pasto prelibato

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Pietra fredda e bagnata, stanza circolare di una ventina di metri, raggomitolata nel suo angolo preferito da circa 3 anni. L'unica fonte di luce, una griglia centrale di 1 metro quadrato, viene oscurata mentre gettano da 30 metri l'ennesimo pasto. "Un demone licantropo" pensò Viola. Il lupo guardò la ragazza dai lunghi capelli neri con timore indietreggiando e coprendosi il volto con la zampa destra. Viola si alzò in modo rassegnato col volto coperto dai neri capelli incolti, sollevò il braccio sinistro completamente bendato. Dopo qualche secondo le bende si allentarono per poi strapparsi mentre nel giro di qualche istante l'avambraccio e la mano si ingrandirono acquisendo una forma ferale e un colore rossastro che ricordano le venature di un vulcano. Mentre il braccio pulsava e fremeva la ragazza avanzò lentamente verso il licantropo che indietreggiava sempre di più. Quando il lupo toccò con la schiena la fredda parete di pietra si scagliò con ferocia contro la ragazza e con balzo verso di lei sfoderò i suoi artigli. La ragazza schivò agilmente l'attacco, prese la testa del lupo con la mano demoniaca e lo sbatté ripetutamente e lentamente a terra finché la pietra non si tinse di un colore rosso sangue. A quel punto la mano inghiottì nel giro di pochi secondi la belva, sul viso della ragazza si scorse un sorriso compiaciuto. Dopo di questo la mano tornò alla sua forma originariw, la ragazza strappò un pezzo del suo abito ormai ridotto a brandelli appena sufficienti a coprirgli il petto e l'inguine e bendò il braccio per poi tornare nel suo angolo preferito di quella scura stanza circolare.

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