Il crepitio del fuoco risuona nella fredda sala da pranzo. È sera; il cielo è tinto di nero, scuro come il carbone, tinteggiato qua e là con qualche macchia d'argento che risplende nella volta celeste. Quante notti ho osservato questo cielo senza vedere nulla di speciale in esso: il rumore dei cannoni era l'unica melodia che risuonava nella mia mente, che mi torturava come una frusta invisibile.
È inverno: fa freddo e il gelo penetra nella carne con una velocità strabiliante, a tal punto da non riuscire a muoversi come si deve. Fuori vi é una brezza leggera, glaciale, e in lontananza odo le onde del mare infrangersi contro le rocce. Non ho mai visto una serata come questa. Osservo il firmamento, ascolto il crepitio del fuoco, percepisco la violenza impressa dal mare, e nella mia mente raffiorano tanti di quei ricordi che mi pugnalano il cuore, uno alla volta, una lenta agonia che diventa sempre più dolorosa.
Abbasso lo sguardo sulla figura appisolata sulle mie gambe; sorrido. Ne abbiamo passate così tante insieme ed il pensiero di poter avere al mio fianco una persona così per il resto della vita mi colma il cuore di gioia e gratitudine, gratitudine per Qualcuno piú grande di me: forse Dio esiste davvero.
Il suo viso é poggiato delicatamente sulla mia gamba destra, il sorriso su di esso e un'aria del tutto spensierata e angelica; le rughe, segno di una vita di sacrificio e pericolo, solcano tutto il suo volto, dalla fronte al mento; ognuna di essa è l'emblema del suo vissuto, ognuna di essa ha una storia da raccontare. I suoi occhi, ora chiusi, hanno un qualcosa di sovrannaturale: il loro azzurro, un tempo radioso e luminoso, ora tendente ad una tonalità più scura e spenta, nasconde tante emozioni delle quali nessuno riesce a percepirne la presenza, a volte neanche io. Il suo sorriso non è altro che una dolce curva che, nel complesso, dona quel tocco di gentilezza a quella che è la sua persona, alta e spigolosa, con le ossa sporgenti e un colorito pallido. Indossa il mio maglione, due taglie più grandi della sua: è azzurro, come i suoi occhi, il che lo rende meno pallido di quanto non sia realmente. Una coperta a strisce verde e rossa ci avvolge; le sue lunghe braccia non si vedono più, nascoste sotto l'involucro che lascia scoperti solamente il colletto del maglione e la sua chioma, un cespuglio biondo, quasi bianco. Sorseggio una tazza di tè caldo mentre fuori tutto é nero e freddo; accarezzo i suoi capelli riflettendo sul mio vissuto, pensando alla nostra vita; il fuoco emana calore nella stanza, accompagnato dalla coperta e dal respiro del mio angelo sulle gambe.
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Two Ghosts
Teen Fiction"Una goccia cade e bagna il foglio sul quale, con tanta esitazione, erano state scritte queste parole: ne cade un'altra e dopo poco un'altra ancora. Non è pioggia questa: sono le mie lacrime. Lacrime amare, lacrime di tristezza; lacrime di abbandono...
