Il perché mi ritrovo con un biglietto del treno in una mano e la valigia stracolma nell'altra ?
13 Agosto 2017.
Erano le cinque di pomeriggio, stavo mettendo in ordine la mia stanza mentre la mamma era in cucina a preparare qualcosa per cena.
Stavamo aspettando il papà per la serata pizza e film, lo facevamo ogni mercoledì.
A turno sceglievamo il film e papà doveva quasi sempre sorbire le commedie romantiche mie e della mamma...
Squillò il telefono di casa, la mamma rispose e dopo qualche secondo l'ha sentii urlare.
Corsi di sotto per vedere cosa fosse successo e la vidi seduta a terra disperata in lacrime.
" mamma che hai ? Cos'è successo ?"
"Il papà.." aveva la voce strozzata dal pianto, mi sali subito un groppo alla gola pensando al peggio.
"Il papà ha fatto un incidente in moto, amore non c'è più. " scoppió nuovamente a piangere, ma in quel momento non sentivo più nulla.
Non potevo crederci, era impossibile.
Il mio papà doveva starmi sempre accanto, doveva negarmi di uscire con i ragazzi, doveva sclerarmi dietro se tornavo tardi o prendevo brutti voti, invece no.
Non ci sarebbe più stato.
Dovevo cavarmela da sola.
Dopo nemmeno un mese la mamma decise di trasferirsi in una città tranquilla e poco lontana da qui, la mia cara Milano.
Voleva allontanarsi da questa città perché le ricordava troppo papà, ma io non la capisco.
Lui sarà sempre nei suoi pensieri e non serve scappare.
Quindi eccomi ora sul binario 9 diretto a Modena, con una valigia, il mio caro iPhone e le cufiette.
Tutto ciò che mi serve.
Mia madre è davanti a me che legge un giornale con un sorriso che mi innervosisce.
Metto la musica e il treno parte, cerco di dormire, ma non ci riesco.
Continuo a pensare a quello che mi succederà, mi farò nuovi amici ?
Come sarà la casa in cui abiterò ? E la scuola ?
Prevedo solo tanti disastri.
****
Dopo quattro ore, finalmente siamo arrivate. Sono curiosa di vedere la mia nuova casa e di visitare il quartiere.
"Mamma ci sei ?" chiesi quasi spazientita.
"Si Erica, non essere così scorbutica" lanciando uno sguardo intimidatorio.
Da quando papà non c'è più io sono cambiata, prima ero solare e scherzavo sempre.
Non dico che ora passo il mio tempo a piangere e stare da sola, ma le persone mi danno quasi sempre fastidio.
Tutte che cercano di compatirmi e regalarmi la loro pietà, ma non me ne faccio niente. Ecco ! Visto ? Sono come un limone.
Scese dal treno e preso un taxi, dopo venti minuti mi ritrovo davanti alla mia futura casa.
È carina, ha due piani. Come quella di Milano. Ha un grande giardino, con un buco. Credo volevano mettere una piscina, spero la mamma la metta !
Appena entri c'è il salotto, una poltrona e il divano in pelle bianca, un tavolino da fumo e una piccola stufa.
La cucina, il bagno, la camera della mamma, quella degli ospiti ma ora devo vedere la mia.
Il mio rifugio.
Apro lentamente la porta come per paura di vedere ciò che c'è dietro.
Un letto enorme!! Chissà come si dorme bene, okay un punto a favore.
C'è una scrivania, un comodino e le pareti sono di un rosa antico.
Odio il rosa, ma tutto sommato non è male. Devo solo metterci qualche tocco della mia personalità ed è bellissima.
Da quando tutto questo ottimismo ?
"Erica, ti piace ? " sobbalzo alla voce della mamma, quando ci si mette è peggio di un ninja.
"Ei, si è favolosa. La mia camera e la casa in se !", mi guarda sollevata.
"Ora dammi una mano a sistemare le nostre cose e poi puoi fare un giro del paese. Okay ?" Annuisco e scendo le scale accompagnata dalla mamma che canta. Che strana quella donna !
Dopo solo un ora e mezza abbiamo finito, mi sembra ottimo.
Saluto la mamma, prendo il cellulare e ed esco.
"Non tornare tardi e sta attenta " disse prima che chiudessi la porta.
Ah ! La mamma è sempre la mamma.
Però avrei paura anch'io di perdere la figlia dopo aver perso il marito.
Ma non voglio pensare a questo ora, metto la musica con le cuffie e inizio a camminare guardandomi intorno.
Credo di essere arrivata in centro, ci sono tanti negozietti carini e un parco molto grande.
Decido di lasciare lo shopping per un altro giorno e mi immergo nel verde di questo parco.
Ci sono tantissimi alberi, tante famiglie felici, fidanzati, amici.. e ad un tratto tutta l'allegria che avevo prima se n'è andata. Sarà la canzone di Harry Styles che ha contribuito ma inizio a pensare a quanto sia sola.
Non ho più degli amici, un papà.
Certo ho la mamma, ma gli amici sono quelle persone che ti rendono la vita meno uno schifo e mi manca averceli. Mi siedo su una panchina e inizio a fissare il vuoto e involontariamente mi scende una lacrima.
Quando qualcosa mi distrae, è una ragazza.
Avrà circa la mia età, i capelli ramati e gli occhi di un marrone molto chiaro. Wow è davvero bella, ma cos'ha detto ? E che vuole ora ?
"Posso sedermi ?" Ripete.
Ha dei libri in mano, non vorrà mica studiare qui ! E poi la scuola inizia fra pochi giorni.
Oddio altra ansia, la scuola!
"Si, io sto andando" mi alzo di scatto e me ne vado, ma a quanto pare la ragazza vuole parlare.. uffa !
"Sei nuova del posto ? Non ti ho mai vista ? " ma che vuole ?
Erica cerca di essere carina, ripeto fra me e me.
"Si, mi sono trasferita oggi ! " affermo con un sorriso quasi finto.
"Allora ben arrivata " sfoggia il suo sorriso più bello.
Che nervi, ma la gente perché è sempre così solare ? Okay sono esagerata.
È un po' impicciona ma è simpatica dai.
Guardo l'ora. Le sei e mezza, meglio che vada a casa altrimenti la mamma mi dichiara dispersa.
"Io devo andare, ciao " la saluto.
"Comunque io sono Melissa" afferma.
"Erica, piacere " mi volto e inizio a camminare verso casa.
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PRENDIMI PER MANO
FanfictionErica, 17 anni di Milano. Dopo la dolorosa morte del padre, la madre la costringe a trasferirsi a Modena. E si sa che per un'adolescente lasciare la propria vita, gli amici e il padre è la cosa più difficile. Questo la porterà a cambiare il modo d...
