L'acqua scende e gli bagna ogni ciocca, una ad una. Poi arriva al suo zigomo, il zigomo di papà. Me lo ricordo ancora.
Il sopracciglio folto fa qualche movimento spastico e finalmente Luke apre i suoi enormi occhioni verdi. Fa una smorfia e si guarda intorno: è coperto di dentifricio e ha tutti i capelli bagnati. Giusto il tempo di contare tre secondi che comincia la maratona.
Le mie gambe nude corrono alla svelta, i pantaloncini volano e i capelli si slegano.
Il mio ciuffo ribelle all'aria sembra quasi carino.
Comunque, mi insegue per un po' poi vedendomi uscire dal retro si arrende: come cavolo può competere con me?
Da piccoli abbiamo giocato talmente tanto a nascondino che penso non mi acchiapperebbe manco se giocassimo nelle sue tasche.
Amavo anche sguazzare da una parte all'altra del divano fingendomi una fata e conferire perciò potere alle mie bellissime ali glitterate.
Poi volavo sui cuscini e lui volava sul tavolo con una coperta legata al collo.
Io gli ripetevo che i supereroi non esistono e lui mi picchiava con la coperta.
Era scemo, io piangevo, la coperta non mi faceva minimamente male, ma così ottenevo le mie adorate caramelle.
È scemo anche adesso.
Cosa c'è di più bello di fregare il proprio fratello a soli 4 anni? E continuare a farlo tuttora?
~Jessie!
~GIORNO!
~Che porc* fai??
~È ora di lavorare carissimo, e cominci tu stamattina.
~AHAHAHA bella questa, muovi quelle chiappe e sloggia sennò le prendi.
~Sloggio solo se mi dai i miei soldi.
~Quali soldi?
~Quelli che ti sei delicatamente permesso di prendere dal mio portafoglio ieri per comprarti..
~Ok ok ok ferma. Quanto vuoi?
~Il doppio.
~Ahahah.
~Ahahah non sto ridendo stronzetto dei miei stivali.
~Stasera te li do.
~No no, tu lavori al posto mio al negozio e ciò che ti da lo dai a me, intesi?
~Pensi di poter comandarmi?
~Penso che a Kate non piacerebbe sapere con cui sei uscito ieri sera.
~Bastarda.
Katerine è la mia migliore amica nonché la fidanzata di mio fratello. Ho provata a fermarla in tutti i modi finché per sbaglio si sono slinguati nella nostra cantina. L'ho sempre messa in guardia sottolineando che non è il suo tipo di ragazzo e soprattutto che è mio fratello e non ci si può slinguare per sbaglio mio fratello. Lei si è sempre limitata a rispondermi con un "tranquilla piccola! Se succede qualcosa sarai sempre la pussy!". Odio essere chiamata piccola, non sono piccola e tantomeno una "pussy". Ma detto da lei fa molto osè perciò mi sono abituata a essere una "piccola pussy".
Kate quest'anno ha terminato la terza e io la prima. Ci siamo incontrate fuori da scuola quando io, disorientata come un pesce, cercavo di capire a quale fermata dovevo aspettare il pullman per casa mia. Aiutandomi e chiacchierando un po' scoprii che abitava a due vie da me. E che era esattamente l'amica che cercavo da anni.
Esco velocemente di casa, prendo su le chiavi, il telefono e il portafoglio. Mi avvio a passo svelto e chiamo Kate.
Tra dieci minuti andremo insieme a fare un po' di shopping.
Bastano due passi e me la ritrovo davanti, raggiante come sempre e stupenda come non mai. Indossa dei pantaloncini veramente corti ma sarebbe anche strano se non fossero così. Poi una camicietta trasparente, un reggiseno di pizzo rosso e le sue superstar nere.
La fisso per qualche secondo e distolgo lo sguardo.
~JJ come mai cosi pensierosa?
~Nulla.
~Pronta per Guess?
~Prontissima!
Quando usciamo non compro mai nulla, non me li permetto tutti quei vestiti firmati. Quando sono sola vado in negozi meno costosi ma con stile e tutti dicono che mi vesto bene, va bene così. Mi importa di ciò che dicono, e finché è pressoché positivo sono contenta di mettere via qualcosa.
Camminiamo per un po', con le sue canzoni in francese e un po' di pettegolezzi arriviamo davanti al suo negozio preferito.
Prima di immergersi alla ricerca di qualche novità Katerine mi guarda e io annuisco. Sembra sia il suo punto debole, deve chiedere il permesso per tutto, non si sente autorizzata a far nulla. Glielo dico spesso di essere più sicura di sè. Non che io abbia un autostima, anzi, evito di guardarmi anche allo specchio, forse è per questo che la maggior parte delle volte mi truccava lei prima di entrare a scuola oppure mi legala i capelli in un raffinato chignon.
Ho sempre odiato legarmi i capelli: mi danno quell'aria da ragazza apposto.
E io non sono per niente apposto.
Oh, signori e signore benvenuti: questo è il mio diario di vita, il diario della mia monotona vita da ragazza apposto.
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heartless
Teen FictionJessie non è una ragazza speciale, non è alta, non ha dei splendidi capelli lisci o tantomeno dei ricci perfetti. È una ragazza come altre che si confonde tra la folla. I suoi occhioni sono di un marrone intenso, nè cioccolata nè corteccia di pino...
