La mia famiglia è composta dai miei genitori,mio fratello,io e la mia sorellina Beatrice,noi abitiamo in un paese di nome Puerto Maldonado si trova in Perù un paese dell'America del Sud e la mia città natale e dove abitiamo adesso.
Mio padre Jack Rodrighez lavora come cercatore di oro, non lo vedo mai per questo motivo perché parte,invece mia madre Selina Mendosa non lavora perché deve badare a noi tre,prima che rimanesse incinta di mio fratello Aleksey lavorava come segretaria di un signore ricco,ma poi quando conobbe mio padre.
L'ho frequentava e lei lavorava ancora ma poi scelsero di sposarsi e dopo il loro matrimonio scopri di essere incinta così ha scelto di lasciare il lavoro,per poter badare a mio fratello e inizio ha occuparsi anche della casa mentre mio padre inizio a viaggiare per lavoro.
Da allora mio padre tornava qualche volta a casa per le ferie che gli venivano date,e quindi io lo vedevo quasi per niente ma quando tornava portava sempre un regalo per me,per mia madre e mio fratello.
Un delle tante volte che mio padre ritornò a casa mia madre gli disse che era rimasta incinta di nuovo così quella sera si festeggio.
Adesso mio fratello Aleksey lavora per dare una mano in casa infatti tutte le mattine esce presto da casa perché va a lavorare,a casa rimaniamo io,mia madre e la mia sorellina Beatrice.
Dopo che mio fratello è uscito di casa aiuto mia madre a pulire la casa mentre la mia sorellina gioca di fuori con alcuni bambini, figli dei nostri vicini.
Mentre mia madre Selina pulisce la cucina,io intanto vado a sistemare le camere e pulisco tutto,così quando ho finito vado ad avvertire mia madre e gli chiedo se posso uscire a giocare con alcune mie amiche che hanno la mia stessa età.
Una volta uscita da casa durante il tragitto mi fermo davanti ad un bar ed entro saluto la signora che sta dietro alla cassa lei sembra non avermi sentita senza dire niente mi vado a sedere in uno dei tavolini liberi però ad un certo punto mi si avvicina un uomo che non ho mai conosciuto mi guarda senza dire niente si siede nella sedia libera che c'è vicino a me.
Io lo guardo con attenzione cercando di capire quello che vuole fare ma ad un certo punto l'uomo sconosciuto mi fa alzare dalle sedia e mi fa sedere sulle sue gambe io inizio a preoccuparmi perché iniziò ha toccarmi in un modo perverso.
Nella mia testa pregavo che qualcuno si accorgesse di qualcosa ma sembrava che tutti finta di niente prima che potesse farmi qualcosa mi alzai e uscì di corsa dal bar senza girarmi e andai direttamente dalle mie amiche che intanto stanno giocando ad un gioco molto divertente.
Non so com'è si chiama di preciso ma si gioca con una pallina che rimbalza e con una specie di fiore fatto di plastica ci sono di diversi colori.
Il gioco consiste nel far rimbalzare la pallina e riuscire a prendere il più velocemente possibile il fiorellino colorato,vince chi ne prende di più in questo gioco io perdo sempre mentre le mie amiche vincono sempre.
Sono sicura che uno di questi giorni riuscirò a vincere anch'io a questo gioco,devo solo capire come funziona e devo anche esercitarmi molto se voglio batterle.
Dopo un po' mi stanco di giocare con loro ovviamente fingo essere stanca perché l'unica cosa che voglio e di tornare a casa il più presto possibile così che posso dimenticare quelle schifose mani sono indecisa se dirlo a mia madre o no ho tanta paura di come potrebbe reagire,così senza dire altro alle mie amiche le saluto e me ne vado a casa.
Appena entro in casa vado verso la cucina dove so che mia madre sta cucinando prima di entrare in cucina cerco di calmarmi e di fare finta di niente perché non voglio farla preoccupare per niente forze ho solo immaginato tutto oddio che confusione,la saluto dandole un bacio sulla guancia e la aiuto a finire di cucinare e appena finisco apparecchio la tavola per noi quattro,poi vado a chiamare Beatrice che appena mi vede lascia quello che stava facendo e corre verso di me.
Io la prendo in braccio infondo non pesa molto e per me è facile tenerla in braccio visto che lei a solo 3 anni e io ne ho 7 anni, Beatrice è molto affezionata a me come anch'io a lei.
Le voglio molto bene,ma voglio bene anche a mio fratello Aleksey,porto a casa Beatrice e appena entriamo in casa la porto in camera e poi in bagno dove le faccio il bagnetto.
Poi una volta averla lavata la asciugo e le metto dei vestiti puliti ed infine andiamo in cucina dove vedo mio fratello che parla con mia madre,appena ci vede entrare lui ci viene incontro per salutarci,dopo che ci ha salutati Aleksej esce dalla cucina e va ha lavarsi.
Mio fratello Aleksej è il primo figlio mentre io sono la seconda figlia e ovviamente la terza figlia è Beatrice la più piccola dei tre,io e mio fratello ci passiamo 10 anni di differenza mentre io e la mia sorella abbiamo 5 anni di differenza.
Torno dopo poco pulito e profumato,così ci sediamo a tavola e la mamma inizia a preparare i piatti ed io mi avvicino a lei portandole i piatti e poi portandolo a mi fratello e a Beatrice ed infine ci sono gli ultimi piatti cioè quello mio e quello di mia madre,porto anche quelli a tavola e mi vado a sedere al mio posto,aspettiamo che la mamma si sieda anche lei,appena si siede iniziamo a mangiare.
Iniziamo a parlare di come è andata la giornata di Aleksey,dopo che abbiamo finito di mangiare aiuto mia madre a sparecchiare e a sistemare la cucina,mentre Aleksey e Beatrice escono e vanno in giardino,dopo che abbiamo finito li raggiungiamo.
Mi manca tantissimo mio padre vorrei che fosse anche lui qui con noi,però dovrò aspettare che passino questi 2 mesi,e si una settimana fa mio padre ci ha chiamato dicendo che sarebbe tornato presto.
In tutto questo non mi sono presentata come si deve,
comunque mi chiamo Liliana Raquel Rodrighez Mendosa.
I 2 mesi sono finalmente passati e oggi mio padre ritorna non vedo l'ora di vederlo entrare da quella porta così da poterlo riabbracciare di nuovo.
Nel frattempo che aspetto aiuto mia madre a mettere apposta casa,mentre Aleksey porta Beatrice in giardino e si mette a giocare insieme a lei,mentre noi due continuiamo con le faccende di casa.
Dopo non molto tempo passato a pulire casa sentiamo la porta di casa aprirsi e vediamo entrare mio padre,io lascio quello che sto facendo è corro verso di lui.
Che mi prende in braccio e mi fa fare una giravolta,una volta scesa dalle sue braccia vado in giardino a chiamare mio fratello e mia sorella,che rientrano subito in casa e vanno ad abbracciare mio padre.
Devo dire che mi è mancato tanto mio padre spero che questa volta rimanga più a lungo,siamo finalmente tutti felici perché adesso stiamo tutti insieme anche se credo che mio padre non resterà molto a lungo con noi perché poi dovrà partire di nuovo per lavoro.
Infatti ci avverte che resterà con noi solo per una settimana e poi deve partire,
mi dispiace molto che debba partire perché noi ne risentiamo della sua assenza.
Mio padre una volta mi ha portato a lavoro con se ma non è finita molto bene per me,mio padre lavora come cercatore di oro è lavora lontano da casa.
Un giorno mio padre decise che io dovevo partire con lui e mi portò a lavoro con sé anche se per me era la prima volta che partivo con mio padre e anche i suoi colleghi avevano portato i loro figli,
mentre gli adulti lavoravano io e gli altri bambini ci mettevamo a giocare insieme oppure io giocavo da sola.
Una volta capitò che una bambina figlia del collega di mio padre mi lanciò un sasso in testa io non ho fatto in tempo ha spostarmi che mi è arrivato in testa e mi sono fatta molto male,la botta mi causò un taglio che iniziò a sanguinare tanto che dopo un po' iniziavo a sentire le forse andarmi via.
Non so come ho fatto a non svenire e la prima cosa che ho fatto è stato uscire dall'acqua e dirigermi verso la riva per poi dirigermi verso la casa che era stato lasciato per noi in tutto il tragitto mi sono messa a piangere perché faceva malissimo.
Il sangue non smetteva di uscire dalla ferita che ho sulla testa iniziavo a non sentire più il dolore,le forze pian piano mi stavano lasciando sentivo che tra poco sarei caduta e forze magari non mi sarei più svegliata d'altronde avevo perso un sacco di sangue.
Ma nel frattempo che mi dirigevo verso la casa notai che gli adulti avevano smesso di lavorare e appena mi hanno visto sono corsi verso di me soprattutto mio padre che si è subito preoccupato per me.
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La Mia Storia
Short StoryQuesto libro parla di una storia vera non è inventato niente
