Capitolo 1

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Drinnn! La sveglia suonò, ero molto agitata. Era il grande giorno che aspettavo da tanto, l'inizio del liceo. Dopo aver svegliato mio fratello Harrison, come ogni mattina andai in bagno a prepararmi. Mio fratello aveva 4 anni in più di me e frequentava il liceo scientifico in una scuola poco distante da casa nostra. Era un bel ragazzo alto, dagli occhi verdi e dai capelli castani. Ci volevamo molto bene.
In quel momento mi stavo guardando allo specchio ed ero agitatatissima. Non sapevo cosa indossare, così chiesi aiuto a mia madre. Io non ero per niente una professionista di moda infatti qualche volta le chiedevo a lei. Mia madre era una donna alta, dai capelli biondi e dagli occhi marroni, sempre disponibile per tutti.
"Mammaaa" urlai "Ti prego aiutami, cosa mi metto?"
Mia madre arrivò sorridendo e tirò fuori dall'armadio una gonna nera, la stessa che misi quando andai in vacanza a Miami e un top bianco, molto carino. Mi truccai, mi misi lo zaino in spalla e di vorsa salii in macchina, senza fare colazione. Mi accompagnò mia madre, come sempre. Lei, dopo avermi accompagnata a scuola, andava al lavoro. Arrivammo a scuola in anticipo. Erano le 7:55. Mancavano 10 minuti al suono della campanella. Scesi dalla macchina e mi immobilizzai. Osservai la scuola, era gigantesca. Mi girai e con un sorriso salutai mia madre, che mi disse:
"Buona fortuna tesoro, ti vengo a prendere finita la scuola". Io la ringraziai e la salutai con un sorriso. Entrai nella scuola con le gambe che tremavano, mi sentivo dispersa nel nulla. La scuola era immensa e piena di persone. Andai nel corridoio, che era affollato e rimasi lì a guardarmi intorno fino al suono della campanella. Girai un po' per la scuola ma non trovavo la mia aula. Ero in panico. Non volevo far tardi il primo giorno di scuola. In quel momento davanti a me vidi una ragazza bionda con dei splendenti occhi verdi, che si girò e mi venne in contro. Dal suo sguardo supposi che anche lei fosse nella mia stessa
situazione.

"Ciao,scusa, sai per caso dov'è l'aula 33?"mi chiese cortesemente. "ciao, anche io devo andare in quell'aula" le risposi io
"Ah scusa mi chiamo Lakisha" rispose lei.
"Piacere, Abigail, comunque non so dove si trovi" le dissi. Ero molto emozionata e contenta di aver trovato qualcuno della mia classe. In quel momento passò un ragazzo, probabilmente di terza,con dei capelli castani, alto con dei bellissimi occhi azzurri che assomigliavano al ghiaccio e si fermò davanti a noi:
"hei ragazze,vi siete perse? dove dovete andare?"ci chiese gentilmente.
"Aula 33" risposi io.
"Secondo piano girate a destra, la terza porta a sinistra" rispose lui con un sorrisetto e se ne andò prima che potessimo ringraziarlo. (Abbastanza complicato pensammo io e Lakisha). Immediatamente salimmo e trovammo la nostra aula. Erano già tutti lì seduti ad aspettare il professore, che per fortuna non era ancora arrivato. Trovammo 2 banchi vuoti vicini e ci sedemmo. Le ore di scuola passarono velocemente. Alla fine delle lezioni la campanella suonò e in classe rimanemmo solo io e Lakisha. Stavamo sistemando per bene i libri in cartella. Dalla prima volta che l'avevo vista mi era sembrata una ragazza dolce, carina e simpatica. Speravo che dopo un pò di tempo fossimo diventate amiche, perché mi sentivo sola. Uscite dalla classe chiacchierammo un po'.
"Ci scambiamo i numeri di telefono?" Mi chiese lei
"ma certo" le dissi con un sorriso. Ci scambiammo i numeri e ci salutammo davanti al cancello. Mia madre era in auto che mi aspettava. Quando entrai mi salutò con un sorriso radioso.
"Ciao tesoro, come è andato il tuo primo giorno di liceo?" mi chiese lei mentre accendeva l'auto.
"Bene, grazie mamma, ho conosciuto una nuova ragazza, è molto simpatica e si chiama Lakisha" le risposi io.
"Bene, sono contenta per te" mi rispose lei. Mia madre era sempre gentile e comprensiva quasi su tutto.
Arrivata a casa mi sdraiai sul divano e accesi la TV. Ero stanca e decisi di fare anche merenda con dei biscotti preparati da mia madre. Lei era molto brava in cucina,e io al suo compleanno le regalavo sempre un libro di dolci. Io al contrario di lei,ero una vera frana, anche se delle volte qualcosa di buono lo preparavo. Dopo mezz'ora sentii aprirsi la porta e vidi entrare mio fratello Harrison. Aveva un giubbotto di pelle nero e dei jeans strappati. Era vestito molto bene.  Mi salutò con un breve cenno del capo e andò in camera sua. Lui era un tipo piuttosto riservato e protettivo ma avevamo un buon rapporto. Passai tutto il pomeriggio a guardare serie tv con mio fratello e ad ingozzarmi di biscotti e dolci vari che, quando mia madre mi chiamò per la cena, non mi resi conto che fosse sera e non avevo fame. Io andai lo stesso a tavola e mio padre e mio fratello mi fecero molte domande sulla scuola, sui compagni e sul mio primo giorno. Mio fratello era in quarta quindi delle volte mi dava una mano con i compiti e ricerche varie. Dopo cena andai in camera mia a riposarmi. Avevo una stanza molto grande con una vetrata che si affacciava su un parco giochi, che di trovava dietro la nostra casa. L'avevo voluta pitturare di viola chiaro con delle sfumature. Avevo un letto molto comodo e tantissimi poster e foto sulle pareti. Avevo tappezzato quasi tutto il muro. Mi misi il pigiama e presi un libro che dovevo finire di leggere. La lettura era il mio hobby. La cosa principale della mia stanza infatti era una grande libreria piena di libri di tutti i generi. Quasi tutti erano regali, perché  tutti sapevano che mi piaceva tanto leggere. Mi immedesimai talmente tanto nel protagonista che quasi non sentii il cellulare vibrare, mi era arrivato un messaggio. Presi il telefono e guardai chi era. Vidi che era un numero sconosciuto ma nel messaggio c'era la firma, così salvai il numero in rubrica.
"Heiii sei ancora sveglia?
-Lakisha
Lessi il messaggio con un sorriso e le risposi subito:
"Ciao,si,stavo leggendo un libro"
Subito mi rispose:
"Anche a me piace leggere! Va bene, ti lascio al tuo libro. Buonanotte, ci vediamo domani a scuola"
Leggendolo fui felice, un' amica che condivideva il mio stesso hobby, pensai.
"Buonanotte anche a te :-)" le risposi, sbadigliando. Spesi il telefono e lo misi sopra il mio comodino. Poi continuai a leggere un po' di pagine del mio fantastico libro finché non mi addormentai.

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