CHAYLOS?

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Dove sono i miei calzini? Dove cazzo hai messo i miei calzini? Eleonora! Tirami fuori subito i miei calzini altrimenti perdio ti faccio vedere di cosa sono capace! ELEONORAAA!
E' una furia. Continua a ripetere che rivuole i suoi calzini ma io non ricordo più dove li ho messi. Sono stata troppo presa dalla frenesia di questi ultimi giorni. Viaggio di sei ore in pullman, da Bari a Venezia. Arrivo alle Fondamenta del Ridotto, sistemazione in locanda senza bagno in camera, assegnazione delle camere – a Roberta e Gianluigi, che sono sposati, la più bella e la più comoda, quella vista canale - organizzazione dei costumi, trucco e quindi uscita immediata per le calli a vivere e a godere del carnevale. Era il sogno della mia vita: il Carnevale di Venezia quello di parteciparvi, tuffarcisi dentro, come una grande stella filante lanciata sulla marea di gente festosa e ondeggiante. Non so dove li ho messi quei cazzi di calzini. Non mi ricordo. Ma saranno qui da qualche parte, in mezzo a tutti questi vestiti ammucchiati. Sicuramente li trovo. Basta avere un po' di pazienza.
— Aspetta che li cerco, Fabri. Dammi solo un minuto. Finisco di truccarmi l'altro occhio e vengo a cercar..
— Ti ho chiesto dove cazzo sono e tu devi correre a cercarmeli hai capito stronza? VALLI A PRENDERE E PORTAMELI SUBITO!
— Ma di', ti ha dato di volta il cervello? Sei andato di fuori? Vedi di aspettare e di parlarle con un po' più di rispetto. Mica è la tua serva!
— E' meglio che tu non t'impicci, Sergio. Perché potresti passartela molto male e non c'entri un cazzo in sta' storia qua. E' quella troia lì che mi nasconde tutte le cose ovunque io vada, che deve tirarmeli fuori, i miei fottutissimi! Fatti da parte e sta' zitto!

Io non riesco a vederlo. Sono in camera di Roberta, l'unica che abbia un bello specchio grande e comodo per truccarsi, lo sento urlare da qui come un'aquila. Ma non gli do retta. Non posso. Se lo facessi, farei il suo gioco. Dimostrerei a tutti e soprattutto a lui che sono una debole, che basta che uno faccia la voce grossa che spari quattro insulti e io subito divento un agnellino, una sottomessa. Io non sono sottomessa a nessuno. Tanto meno a lui. Che porca miseria ho amato da impazzire. Ma che ora non riesco a sopportare. Perché cazzo ci sono venuta qui con lui? Soltanto per il Carnevale. Volevo venirci da ormai chissà quanti anni, e il gruppo quest'anno ha organizzato di farci un salto tutti insieme. Vestiti in maschera, con qualcosa di significativo e fatto da noi, artigianalmente. Così ci siamo inventati i Chaylos. Cosa sono i Chaylos? E chi lo sa. E' un nome che mi è venuto lì per lì, mica ci pensavo che sarebbe piaciuto, al gruppo. E invece, hanno detto — gran figata! — e Roberta, che ha il pallino della stilista, ne ha disegnato il costume, una roba strana, eccentrica: tuta da meccanico di tanti colori diversi, un lungo mantello di fodera della stessa tonalità, una parrucca in testa e un cappello di piume.
— Ecco a voi i Chaylos! — ha detto alla fine.
— E chi cazzo sono i Chaylos? — ha esclamato Fabri, come al solito con la finezza che lo contraddistingue — voglio dire, che cazzo mi rappresentano 'sti cosi?
Gianluigi gli ha spiegato che siamo extraterrestri ecologisti in missione sulla terra per ripulirla e poiché quando parlano Gianluigi o Roberta, Fabri diventa docile come un cagnolino, alla fine si è convinto che i Chaylos, potevano andare.
— Non so come mi vengono queste idee — ha avuto il coraggio di dire, presentando l'idea al resto del gruppo come fosse sua — mi vengono così, quasi un sogno premonitore.
Si prende sempre il merito di tutto, non sopporta che qualcosa esca dalla mia mente e abbia più successo di quello che dice o pensa lui. Ma fino a qualche settimana fa, mi è sempre andato bene. Io lo amavo. Lo adoravo. Fino a qualche tempo fa avrei dato la mia vita per lui. Poi qualcosa ha cominciato a rompersi dentro di me. A non accettare più che lui fosse così arrogante, così prepotente. Che mi umiliasse di fronte ai suoi amici e poi, in privato, piangesse e implorasse il mio perdono. Non lo sopporto più. Ho bisogno di riprendermi la mia vita. Di ripulirla di tutte quelle scorie inquinanti che distruggono il mio animo. Devo scappare via. Lo lascerò appena sarò tornata a casa. Basta avere un po' di pazienza ancora per qualche giorno. Finito il carnevale, finita anche tra me e Fabri.
— Ti prego, trovagli quei calzini — mi dice Roberta e mi guarda supplichevole, in una muta implorazione di aiuto — Sta facendo un gran casino di là. Se non la smette subito, la padrona della locanda ci butta tutti fuori...
— Va bene, vado.

CHAYLOSWhere stories live. Discover now