Blu. Una parola di uso comune, per alcuni priva di significato, per altri aperta a così tante interpretazioni che finisce per non averne nemmeno una. Il fatto è che il blu non è solo un colore, è una sottile sfumatura di radiazione solare compresa nella luce visibile, che può far scaturire in noi emozioni come amore, paura, egoismo. Ed è proprio da qui che vorrei partire, dal mio egoismo, dal mio blu, da me.
Era l'anniversario della fondazione degli Stati Uniti d'Europa, e la divisione armi e ricerca avanzata della Antipode, una delle più grandi industrie di androidi e robotica presenti sulla Terra, aveva cominciato a selezionare dalle Università di tutta Europa gli studenti ritenuti più adatti al progetto che sarebbe stato avviato nella loro sede da poco inaugurata su un'isola a largo dell'Australia. Io ero stato scelto, ovviamente, sembrava che la mia tesi sull'AstroChimica avesse colpito qualcuno di molto in alto, vista la convocazione ottenuta a poche ore dalla fine del colloquio. Il viaggio era stato pagato e insieme ad un'altra manciata di ricercatori come me, ero stato trasportato fino all'eliporto di Sidney. Lo ricordo come se fosse ieri.
Quella mattina mi ero svegliato con un lieve mal di testa, vista la sbronza presa la sera prima. Ero decisamente entusiasta del viaggio che mi avrebbe atteso, avevo inviato un video messaggio alla mia famiglia, in Italia, per avvisarli che stessi bene e della mia imminente partenza. Sapevo che non l'avrebbero presa bene considerando che non ci guardavamo faccia a faccia da ormai sette mesi, ma erano sempre stati molto fieri di me. Avevo solo avuto il tempo di chiudere il mio SmartScreen che subito avevo sentito qualcuno bussare alla porta. Mi ero infilato i primi pantaloni che avevo trovato, ed avevo aperto la porta. Mi ero trovato di fronte un ragazzo, doveva avere all'incirca la mia età se non qualcosa di più, vestito in smoking e con un paio di occhiali da sole sugli occhi.
-Piacere, sono qui per conto della Antipode- aveva esordito -Il signor Axten Diai la sta aspettando al bar qui sotto, in attesa di una risposta alla richiesta di ieri-
-Scendo subito- avevo detto io afferrando il biglietto da visita bianco in carta ruvida che mi era stato dato in mano dal misterioso individuo.
Chiaramente sapevo già la risposta che avrei dato alla Antipode, considerando che avevo anche già avvisato la mia famiglia, e per questo non volevo tardare di un minuto. Avevo preparato la valigia alla bell'e meglio e, nella fretta della cosa, mi ero reso conto di avere un biglietto sul tavolo della cucina:-Buongiorno genio, sono uscita presto, aspettami almeno per salutarti, Grace-
Mi ero totalmente dimenticato della mia vicina di appartamento rimorchiata pochi giorni prima. Era da un po' che ce l'avevo sugli occhi, e per questo mi era decisamente piaciuto stare con lei quegli ultimi giorni in Europa, ma in quel momento dovevo assolutamente scendere quei dannati cinque piani che mi separavano dal mio futuro.
Le avevo registrato un video messaggio dalle telecamere nella stanza da letto, e avevo scritto un biglietto con tutte le istruzioni per poterlo vedere. Poi avevo chiuso la valigia, preso le ultime cose, e mi ero infilato la mia solita felpa blu, lavata e stirata da Grace. Mi ero precipitato in ascensore, dopo aver chiuso la porta e, alla richiesta della voce registrata sulla destinazione, avevo detto così:-Tredicesimo piano, ala Nord-
Il macchinario aveva cominciato a scendere, e io avevo avuto il tempo di guardarmi allo specchio per sistemarmi i capelli castani che, come ogni anno, cominciavano ad avere qualche riflesso rosso qui e la, tipico di me. Avevo indosso la mia camicia azzurra, dei jeans color blu, le scarpe blu scuro scamosciate, e, chiaramente, la mia felpa blu.
Avevo fatto solo in tempo a girarmi per vedere le porte scorrevoli aprirsi palesando chi ci fosse ad aspettarmi dietro di esse: lo stesso ragazzo di prima, quello che mi aveva prelevato in camera, mi aspettava impassibile a pochi metri dalla porta del bar, attendendo solo che andassi verso di lui.
Mi ero seduto di fronte un individuo alto, sulla quarantina, che mi aveva fissato con aria soddisfatta fin da quando ero entrato nel locale, per poi riprendere a guardare gli alti palazzi di Lione, che comunque da lì sopra parevano semplicemente costruzioni da quattro soldi rispetto all'enormità della LyonTower.
-Ho sempre trovato la vista da quassù molto rilassante, al limite dell'utopia-
-Trovo anche io che la LyonTower sia uno degli edifici più spettacolari che io abbia mai visto. E poi, mettere una piscina quassù è stata davvero un'idea geniale- avevo risposto io guardando le ragazze in costume che si godevano i primi caldi di quella stagione spettacolare
-Sei un'intenditore anche tu allora- aveva detto Axten chiamando il cameriere. Devo ammettere che mi ero sentito un po' fuori posto, almeno finché non aveva continuato così:-Tranquillo ragazzo! Gli occhi li ho anche io e buoni ancora! Piuttosto parliamo di cose serie- aveva continuato subito dopo aver ordinato due CubaLibre.
-La tua tesi di ieri, è stata qualcosa di meraviglioso secondo me. L'ho trovata stupefacente, al limite dell'illuminante, il tuo professore aveva proprio ragione sul tuo conto. Per questo ho deciso di prenderti sotto la mia ala, sarai assegnato a uno dei miei ricercatori più fidati, una volta a Thron Island.- aveva continuato dopo aver cominciato a sorseggiare il CubaLibre. Certo l'idea di bere ancora alcol dopo la serata precedente non mi eccitava più di tanto, ma avevo cominciato a bere anche io il drink, annuendo con sguardo luccicante a tutto ciò che mi aveva detto.
-Bene- aveva poi continuato dopo un momento di silenzio in cui entrambi avevamo consumato i nostri bicchieri.
-Fatti trovare tra due ore all'entrata Est del palazzo, lì ci sarà Drakes che ti guiderà fino all'eliporto- aveva detto indicando l'individuo misterioso che per tutto il tempo della conversazione non aveva fatto altro che fissarci.
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OutOfMyWorld
Science FictionIo mi chiamo Edwin, sono sempre stato un ragazzo brillante, ci so fare con le ragazze, ho molti amici e sono sempre stato un po' egocentrico. Il mio mondo sta cambiando a poco a poco e sento che sta per succedere qualcosa di strano, qualcosa che ren...
