7.00
Suona la sveglia, l'orribile musichetta mette in confusione tutti i miei sogni, ma alla fine mi sveglio.
Un'altra giornata di danza mi aspetta. È orribile alzarsi ogni volta così presto.
Vado in bagno e apro l'acqua della doccia, mi intrufolo in quel mare di sapone e profumi e dopo 10 minuti già sono ben vestita e lavata. Mi guardo allo specchio, mi pettino e sistemo lo chinon che mi rende così, pronta per la giornata. Prendo il borsone, vado in corridoio e lo poso davanti all'entrata.
Mi dirigono in cucina con lo stomaco che brontola dalla fame, preparo il latte e per completare il tutto tiro fuori dalla dispensa una busta di biscotti.
Mangio e controllo i messaggi, non erano così tanti, non sono poi così popolare, ma mia madre mi avvisa che sarebbe venuta stasera a prendermi per portarmi non so dove.
Il giorno del mio diciassettesimo compleanno non me lo immaginavo così, nemmeno mia madre se l'era ricordato.
Prendo il borsone ed esco di casa.
7.45
Salgo sul pullman e alle 7.55 sono già davanti alla scuola, mi guardo intorno e alla fine entro.
Ballerine che correvano ovunque, insegnanti che si dirigevano verso le rispettive aule, poi c'ero io che facevo tutto con tranquillità.
Entrai in classe e indossai le mie scarpette.
Cominciò la lezione.
Dopo 4 santissime ore quel "1-2-3-4 e 1-2-3-4" risuonava nella mia testa. Erano le 12 e mi stavo dirigendo in bagno per cercare di prendere fiato e mangiare qualcosa siccome la fame si faceva sentire più forte di stamattina.
Rientrai in classe con la bottiglietta d'acqua e con le gambe più rilassate, presi le cuffie e in un angolo più appartato cominciai a provare la coreografia del Saggio d'estate di quell'anno.
Era maggio, eppure fuori sembrava ancora marzo, il tempo era tiepido, dovevo per forza portare anche qualcosa di pesante da indossare altrimenti sarei morta congelata. Ad un tratto dopo svariate prove la classe si era svuotata, ero rimasta solo io e qualche ragazza che si preparava per andarsene, avevo perso un sacco di tempo a provare la coreografia che non mi resi conto che erano le 15.00.
Con molta calma mi preparai e attesi il pullman sotto il mio ombrello perché purtroppo stava piovendo.
Salii, era tutto così monotono, le stesse cose ogni giorno, non cambiavano mai, eppure New York era meglio, lo sentivo.
Arrivai a casa, mia sorella era in salotto a guardare un film, la salutai, ma non mi rispose, credo non si fosse nemmeno resa conto che fossi ritornata a casa e per di più era pure il mio compleanno, ma niente, continuava a fissare lo schermo della televisione.
Andai in cucina e mangiai un panino, mia madre avrebbe dovuto chiamare da un momento all'altro, così aveva detto, ma cercai di distrarmi e andai a farmi una doccia e indossare qualcosa di carino, per festeggiare, anche se da sola, il mio compleanno.
Mi sistemai al meglio, i capelli li lasciai cadere sulle spalle, un filo di mascara e un po di rossetto e avevo finito il trucco e parrucco.
Andai in camera, svuotai quasi tutto l'armadio in cerca di un bel vestito da mettere, ma niente allora passai alle scarpe e ne scelsi un paio con i tacchi, viola, con una rosa rossa di lato. Una volta scelte le scarpe andai di nuovo a rovistare fra i vestiti e finalmente lo presi. Era un abito corto, fino a sopra le ginocchia, scollato dietro, ma coperto davanti, aveva una rosa rossa sul fianco e così abbinai tutto e andai da Stilary, mia sorella.
ŞİMDİ OKUDUĞUN
Sosia
Gizem / GerilimEleonora ha 17 anni, vive a New York con i genitori e sua sorella Stilary e frequenta il liceo di danza moderna. La sua vita cambia quando uno strano sogno le comunica di arrendersi davanti al suo cuore. Strane apparizioni e nuove conoscenze la fara...
