"Ciao" disse Federico prendendo posto sulla sedia davanti al ragazzo moro che aveva adocchiato poco tempo prima.
"Uhm, ciao? Posso esserti d'aiuto?" Rispose lui stranito, chiudendo di malavoglia il libro che stava leggendo per prestargli attenzione.
"Si,ecco...io sono nuovo qua e credo di essermi perso." Borbottò il più piccolo grattandosi la nuca imbarazzato.
"Oh, cosa stai cercando?"
"Prima di tutto il tuo numero di telefono, poi un supermercato." Rispose Federico accompagnando il tutto con un occhiolino ammiccante a fine frase.
"Seriamente?" Esclamò Benjamin alzando gli occhi al cielo e scuotendo la testa, non riuscendo però a trattenere una risatina.
"Sei pessimo, davvero pessimo. Così come sono pessime le tue tecniche di conquista." Aggiunse poi in tono divertito.
"Beh, potresti ripetermi quanto sono pessimo mentre mi accompagni a fare la spesa?" Domandò il biondo con un sorriso furbo stampato sul volto.
"Non mi sono presentato comunque, sono Federico." Disse improvvisamente il più piccolo, spingendo il carrello tra le corsie del negozio.
"Io sono Benjamin invece." Rispose lui seguendolo.
"Figo, mi piace come nome. Non sei italiano, vero?" Domandò Federico afferrando un pacco di biscotti da uno scaffale.
"Vero. Mia madre è australiana, però io ormai mi considero italiano." Spiegò il moro infilandosi le mani nelle tasche del giubbotto.
"Tu invece di dove sei?" Chiese dopo un attimo di silenzio, passato a cercare le bibite.
"Oh io sono di Modena, nato e cresciuto qua." Rispose lui sorridendo leggermente.
"Ma prima hai detto di essere nuovo!" Esclamò Benjamin bloccandosi al centro della corsia e guardandolo male.
"Oops" rispose il più piccolo arrossendo e mordendosi il labbro inferiore per trattenere un sorriso.
"Vergognati, mi hai mentito." Gli disse Benjamin in tono fintamente offeso puntandogli un dito contro.
"Pardon, ma se non ti avessi detto così non mi avresti mai accompagnato qua!" Rispose il ragazzo dagli occhi celesti alzando le mani in segno di difesa.
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"Papi" disse la bambina cercando di richiamare la sua attenzione.
"Dimmi piccola" rispose Benjamin dalla cucina, intento a sistemare quel casino che Federico aveva combinato nel tentativo di fare dei biscotti.
"Come hai conosciuto papà Fede?" Chiese Ginevra facendo capolino nella stanza, appoggiandosi allo stipite della porta. Indossava un pigiama rosa davvero adorabile e i lunghi boccoli biondi le ricadevano sul visino delicato. Era bellissima e Benjamin non poté non sorridere nel guardarla, ne era completamente innamorato.
"È una storia lunga tesoro. Vieni a sederti sul divano, così te la racconto."
La bimba batté le mani emozionata e corse per andare a sedersi proprio come le aveva detto il padre, facendogli poi segno con la manina di andarle vicino. Benjamin sorrise e prese posto accanto a lei, prendendo un respiro profondo e cercando il modo migliore per raccontare di quell'avvenimento importante che gli aveva cambiato la vita per sempre.
"Buonasera piccoli, sono a casa" esclamò Federico facendo il suo ingresso in casa dopo una pesante giornata di lavoro. Era distrutto, ma vedere i suoi due più grandi amori la sera era la ragione per la quale continuava a lavorare senza nemmeno lamentarsi.
"Ciao amore, mi sei mancato tantissimo oggi." Sussurrò Benjamin sulle sue labbra, in modo che la bambina non potesse sentire.
"Mi sei mancato tanto anche tu tesoro." Rispose lui, rabbrividendo e baciando le labbra carnose di suo marito. Quelle stesse labbra che anni prima lo avevano fatto innamorare e delle quali si innamorava perdutamente ogni giorno.
"F-fede c'è Ginevra" mormorò il moro staccandosi di malavoglia dalla sua bocca, quando Federico si fece prendere dal momento e strinse dolcemente le sue natiche tra le mani e approfondì il bacio.
"Ah, Dio. È che sono stato tutto il giorno a lavoro con una voglia irrefrenabile di sentire la tua pelle calda e morbida sotto le mie mani e ora che sei qui..non sai cosa ti farei." Gli sussurrò il biondo all'orecchio, facendolo arrossire violentemente e allo stesso tempo scatenando miliardi di emozioni nel suo stomaco.
"Ciao piccola" esclamò Federico un attimo dopo, come se niente fosse, lasciando un tenero bacio sulla testa della bambina, che stride immediatamente le braccia intorno al collo del padre.
"...e poi l'ho accompagnato a fare la spesa, ignaro del fatto che mi avesse mentito spudoratamente solo per poter uscire con me. Ma infondo è meglio così, era destino evidentemente." Finì di raccontare Benjamin, stringendo la mano del biondo e intrecciando tra loro le dita.
"Ho tanto sonno..." Sussurrò Ginevra, accoccolandosi sulla pancia di Federico che subito la prese in braccio e la portò in camera sua, rimboccandole le coperte e augurandole buonanotte.
"Mi trovavi davvero così pessimo il giorno in cui ci siamo conosciuti?" Chiese ridendo il più piccolo, accarezzando i morbidi capelli di suo marito.
"Decisamente si. Eri così scontato e banale amore mio!" Esclamò lui ridendo a sua volta, tracciando col dito cerchi immaginare sul suo petto scoperto.
"Quando ti ho visto, seduto da solo in quel tavolino, così concentrato nel leggere quel libro, isolato da tutti e da tutto l'ho capito subito che saresti diventato l'uomo della mia vita, sai?" Ammise Federico, sorridendo al ricordo di quando aveva detto quelle stesse parole al suo migliore amico, indicando Benjamin.
"Davvero? Io inizialmente non avevo nemmeno preso in considerazione l'idea di uscire con te, poi però non so cosa mi sia successo ma senza rendermene conto mi ero completamente innamorato di te." Rispose il più grande, sbadigliando e accoccolandosi maggiormente contro il suo corpo.
"Ti amo tantissimo e se potessi tornare indietro nel tempo rifarei esattamente ciò che ho fatto quel pomeriggio." Disse sicuro di sè il biondo, avvolgendo con un braccio i fianchi magri dell'altro ragazzo.
"Davvero?" Chiese sorridendo Benjamin, alzando la testa per poterlo guardare negli occhi e perdercisi dentro come ogni volta.
"Okay, forse userei parole diverse per chiederti di uscire ma...si, ti sposerei sicuramente altre mille volte e altrettante mille volte mi innamorerei di te."
Fine.
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How I met your father; Fenji Os
Fanfiction"Posso esserti d'aiuto?" "Sì ecco...io sono nuovo qua e credo di essermi perso." "Oh, cosa stai cercando?" "Prima di tutto il tuo numero di telefono, poi un supermercato."
