"Gli ultimi fiocchi erano caduti sulle montagne, le giornate si stavano allungando.
L'inverno era agli sgoccioli e la brina mattutina lasciava spazio ai primi fiorellini colorati. Due pallide dita ne strapparono uno con violenza dal ramo di un albero. La mano apparteneva a una ragazza vestita completamente di nero. A pensarci bene la sua pelle quasi bianca era in enorme contrasto col suo abbigliamento, come il suo irrompente carattere lo era con l'imminente bella stagione. Si sedette all'ombra di un albero e bruciò con l'accendino che teneva in tasca l'opera di madrenatura che da bambina amava tanto cogliere. Ricordò che ne riempiva interi cestini e li portava alla madre da mettere nei vasi che ormai adornavano l'intera casa. Sua madre era una donna tanto solare...ma questo purtroppo lo sapeva solo lei. Da quando suo padre le aveva lasciate era cambiata totalmente. Si era impiccato in cantina, ma non le avevano lasciato la possibilità di vedere il corpo. Si amavano così tanto, i suoi genitori...ma purtroppo la crisi economica aveva rovinato tutto ciò che avevano costruito nel ventennio del loro adorabile matrimonio.
Colse un altro fiore, più delicatamente stavolta, e se lo infilò nei capelli. Glielo aveva insegnato proprio sua madre quando aveva più o meno sette anni. Era sempre stata una bambina tranquilla e poteva vantarsi di aver avuto un'infanzia tutto sommato felice, ma ora tutto era cambiato. Aveva sedici anni e aveva perso tutta la buona educazione ricevuta da piccola. O meglio, aveva scelto l'odio, perchè il mondo l'aveva odiata. Aveva deciso di odiare tutte le persone, perchè in fondo, dopo la morte di suo padre, erano cominciate anche le amicizie false. Si era accorta che fingevano di comprenderla ma appena ne avevano la possibilità le parlavano alle spalle.
"Che vita di merda." Aveva pensato, prima d'imboccare in completa solitudine la strada dell'abbandono. Si era unita a un gruppo di ragazzi squilibrati, che tornavano tardi la sera ubriachi e strafatti di chissà quali sostanze. Era diventata quello che suo padre non aveva mai voluto per il suo futuro. Il disonore della famiglia.
"Almeno quei ragazzi non mi giudicano, a loro non importa davvero di me." Pensava.
Si tolse il fiore dai capelli e lo spogliò di tutti i suoi petali. Amava privare le cose del loro splendore originale. Era quello che era successo a lei, in poche parole. Si era come spenta, congelata, era come morta. Ma ora tutto attorno stava rinascendo e lei si chiedeva se fosse il caso di tornare al suo animo armonioso di una volta per non diversificarsi troppo dalla natura."
02/05/2017
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Storie Evase
Short Story"L'anima sopravvive Alla mancanza di fondi, Ma quand'essa è senza amore Si rifugia in altri mondi."
