Innanzitutto volevo dirvi che questa è la prima storia che scrivo e niente spero vi piaccia e che la troviate interessante...Detto questo buona lettura.
<<forza piccola, sbrigati>>è impaziente e anche un po' nervoso, lo riconosco dalla voce tremolante, lo raggiungo e lui mi abbraccia forte, mi stringe nelle sue braccia.
Mi guarda dolcemente negli occhi e poi mi bacia, con passione, con foga ma anche con tanto tanto amore.
Come mi sento? Libera, protetta e soprattutto amata.
Mi sveglio di scatto e sento le mie guance bagnate, ho pianto durante il sonno, ormai ci ho fatto l'abitudine.
Mi alzo dal letto e vedo che sono le tre del mattino, scendo al piano di sotto per bere un po' d'acqua e trovo sveglia anche mia mamma che appena mi vede corre ad abbracciarmi, io la respingo e mi incammino verso la cucina.
<<come mai sei ancora sveglia?>>Le chiedo in tono freddo e distaccato
<<ti...Ti ho sentito urlare>>annuisco, prendo un bicchier d'acqua e lo bevo tutto d'un sorso.
<<Jess, sei...Sei sicura che non vuoi che vada in camera tua se...se ti sento urlare per...Per gli incubi?>>balbetta
<<no...te l'ho già detto e ripetuto mille volte>>ringhio e torno in camera mia. Odio essere così fredda con lei ma non posso darle amore se io non ne ho mai ricevuto in vita mia, insomma si ne ho ricevuto di amore, quello dei miei parenti ma l'amore che più mi importava di ricevere non ce l'ho più ed è bastato quello per far sì che gli altri amori non mi importasse di ricevere, è bastato non avere più quel amore per farmi diventare fredda e diffidente con tutti...beh tranne che con la mia migliore amica, Faith.
A lei l'ho conosciuta quando ero ancora una ragazza felice e soddisfatta della vita, quando sono diventata fredda e scontrosa lei è stata l'unica a non voltarmi le spalle come gli altri miei amici che avevo.
Mi sdraio sul letto e cerco di dormire ma non ce l'ha faccio ad addormentarmi quindi decido di andare fuori a fare un giro, mi vesto e scendo le scale e trovo mia mamma a piangere, vorrei consolarla ma non ce l'ha faccio, non ce la faccio proprio e mi spiace per lei.
<<dove vai?>>si asciuga le lacrime e si gira verso di me
<<non riesco a dormire, vado a fare un giro>>lei mi guarda confusa e dopodiché mi consiglia di non andare visto che sono le tre ma io la ignoro ed esco di casa.
Cammino fino al parco vicino a casa mia dopodiché mi siedo su una panchina e mi prendo la testa fra le mani.
<<piccola, sai che ti amo, vero?>>lo guardo e scuoto la testa
<<non lo sai?>>mi chiede e io sorrido, certo che lo so! So che mi ami! Vorrei dirgli ma scuoto la testa solo perché voglio sentirglielo dire ancora, voglio che dica che mi ama anche se lo so già.
<<io so che tu sai che ti amo>>mi sussurra all'orecchio e io rabbrividisco al suono della sua voce
<<ma so che vuoi che te lo dica>>mi conosce, troppo, mi conosce
<<ti accontenterò, piccola...Ti amo>>lo guardo fisso negli occhi e dopodiché lo bacio, adoro le sue labbra hanno un sapore che...
<<c'è la depressa!>>sento urlare verso la mia direzione e io scuoto la testa, i ricordi mi invadono sempre la mente e odio quando succede, per la prima volta quelli della NYU hanno fatto qualcosa di gentile nella sua vita: mi hanno riportata nella realtà.
<<ehi, depressa!>>urlano ancora e io sbuffo. Odio il posto dove abito perché tutti sanno quel che è successo...beh non esattamente ma tutti almeno sanno che prima io era la felicità e ora sono la tristezza e mi prendono in giro per questo. Mi alzo dalla posizione in cui ero e inizio ad osservare gli alberi ma a un certo punto sento dei passi dietro di me, tanti, tanti passi e dopodiché una voce al mio orecchio che dice: <<cosa ci fai sveglia a quest'ora?>>mi giro e vedo che è Michael, uno dei puttanieri della NYU, non rispondo e faccio finta di niente ma quando si siedono di fianco a me perdo la pazienza, mi alzo e cerco di incamminarmi verso casa ma sento qualcuno prendermi un polso e farmi girare, è sempre lui, Michael.
<<dai siediti, fatti una canna con noi>>faccio una smorfia di disgusto, anche se sono depressa non fumerei mai erba, anzi non fumerei mai, mi fa schifo il fumo e mi fa ricordare...lui.
<<lasciami>>ringhio e lui sembra un po' sorpreso della mia reazione, ovvio...È abituato a vedere le ragazze ai suoi piedi.
<<su forza! Lasciala, è lei a perdere se non vuole stare con noi>>Michael sembra riflettere sulle parole del suo amico e mi lascia andare, continuo a camminare ma mi fermo di scatto quando Michael urla:
<<ci si vede in giro, depressa!>>
<<il mio nome è Jessica, coglione!>>urlo e vedo le loro facce stupite, con la bocca spalancata, sbuffo e me ne torno a casa.
Il giorno seguente faccio colazione alle 7:30 e me ne torno in camera mia, accendo il computer e comincio a vedere delle serie TV per distrarmi e non pensare a lui. La mia psicologa mi ha detto che per non pensare al l'accaduto o a a lui devo distrarmi e fare altre cose e io beh seguo i suoi consigli pur di non pensarlo.
Bussano alla porta della mia camera e io l'apro senza vedere chi è.
<<oggi devi andare dallo psicologo, Jess>>è mia mamma e la vedo un po' arrabbiata per il fatto che me ne sia dimenticata
<<a che ora?>>
<<a mezzogiorno, sbrigati ti accompagno io in macchina...Hai dieci minuti per preparati>>annuisco e la faccio uscire da camera mia.
Forse quando ero ancora felice mi sarei scandalizzata se mia mamma mi avesse detto che avevo solo dieci minuti per prepararmi ma ora no. Ora non ci tengo a farmi vedere bella dalla gente, ora non mi importa più. Mi faccio una doccia, mi vesto scegliendo dei vestiti a caso e pettino i miei lunghi capelli scuri.
<<mamma sono pronta!>>urlo e ci dirigiamo verso la macchina. Durante il tragitto non spicco parola e neanche lei.
<<arrivate...io ti lascio perché devo andare a lavorare ma mi raccomando racconta tutto alla psicologa>>annuisco e scendo dalla macchina.
Quando entro mi sorprendo a vedere che ci sono meno persone del previsto.
<<lei è...?>>
<<Jessica Owen>>la segretaria della mia psicologa annuisce e mi comunica di aspettare, mi siedo su uno dei pochi posti rimasti liberi e subito inizio a contare quanti fogli ci sono: una cosa un po' stupida ma non per me, a me aiuta, aiuta a non pensare a...lui.
Conto per un po' di tempo finché sento la segretaria dire:
<<signorina Owen, può passare prego>>.
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Alloraaaaa??!!! Cosa ne pensate di questo primo capitolo??!! Vorrei sapere il vostro parere.
Scrivetemi nei commenti.
KAMU SEDANG MEMBACA
Impossible To Forget
ChickLitImpossible To Forget || Impossibile dimenticare Jessica Owen ha un passato difficile da dimenticare. Fredda, diffidente, scontrosa sono gli aggettivi che la descrivono dopo ciò che è successo in passato. Adrien Harrison un ragazzo stronzo, arrogante...
