Non so come mai la mamma avesse così tanta fretta di preparare la sacca, infondo non era ancora sorto il sole: che motivo c'era di correre in questo modo? Comunque mi sbrigai, raccolsi i 5 semi di ciliegia che usavo per giocare con i ragazzi del villaggio, piegai la mia coperta preferita e con cura la posai nel vecchio sacco tappezzato di buchi. Corsi nella stanza dove conservavamo il grano e il riso, quando appena giunto nella stanza la mamma mi mise la mano sinistra sulla bocca, quasi non volesse più sentirmi canticchiare le canzoni della festa del raccolto. Ad ogni modo mi zittì d'improvviso e porse le orecchie alla finestra. Il silenzio fu rotto da uno sparo seguito da delle risate e dei commenti con parole strane, incomprensibili.
Subito invasa dal panico trascinò la mano dalla mia bocca al polso stringendolo forte come non avevesse mai fatto: nei suoi occhi si rifletteva la paura, camminava con estremo nervosismo e con passo sempre più sostenuto e accellerato. Non capivo come mai fosse così agitata, la stessa donna che fino ad un momento prima stava chiudendo con dei piccoli fili i sacchetti di riso canticchiando, tutto d'un tratto era diventata così agitata e persa nel panico.
-Vieni, mettiti qui dentro, sotto il grano sarai al sicuro-
e dicendo ciò con tono isterico Mi indicò la buca scavata nel terreno dove conservavamo il grano raccolto. Non avevo altra scelta, non volevo far innervosire la mamma più di quanto non fosse gia, quindi mi infilai in quella stretta e sporca buca, mentre lei mi ricopriva con il resto del grano. Sentì la porta di casa spalancarsi di botto, come se entrasse una mandria di elefanti. Sentì i passi di circa cinque uomini che entrarono nella stanza, urlavano insulti e minacciavano di sterminarci tutti. Parlavano di un certo signor Mushur; non sapevo chi fosse quell'uomo; dicevano che queste erano le conseguenze per chi non manteneva le promesse. Caricarono il fucile e da esso partirono due violenti colpi che ruppero il vaso sulla mensola che cadendo a terra fece un gran rumore. Ne spararono un altro sul pavimento e poco dopo cadde il silenzio totale.Cosa poteva mai volere quella gente da noi? Cosa avevamo fatto di tanto male? Forse avevo insultato qualche bambino del villaggio e deve averlo raccontato. Restai nella buca ancora per molto. Passarono circa 2 ore prima che il sorriso della mamma non spuntó nei semi di grano. Tenera come solo una madre sa essere mi aiutò ad uscire dalla buca e con la stessa tenerezza mi aiutò a pulire i vestiti sporchi di terra. Ancora molto perplesso chiesi alla mamma come mai avessi dovuto nascondermi dentro quel piccolo e stretto buco, lei non rispose subito; ebbe un momento di silenzio e d'untratto i suoi bellissimi occhi verdi divennero pieni di lacrime come fosse un oceano, e strizzando gli occhi mi guardó con un sorriso che avrebbe potuto sciogliere anche le pietre che stavano in giardino ai piedi dell'albero, e dalle sue dolci labbra uscirono crude parole:
-Sai ormai sei diventato grande, è tuo diritto sapere cosa sta succedendo in questo momento. Vedi...papá ha chiesto un prestito di 10'000 rupie al signor Mushur e noi non abbiamo potuto saldare il prestito in tempo. In ogni modo il Signor Mushur vuole avere indietro tutto ciò che ci è stato dato e a costo di riaverlo sarà disposto a ricorrere a qualsiasi mezzo. È qualcosa di impossibile. Lurido cane che non è altro. Hanno già preso papà, ma a quanto pare a quei bastardi non basta...-
Non finì neanche il discorso che subito cadde a terra piangendo ora si spiega tutto, ecco perché la mamma persisteva nel muoversi a preparare il sacco, ecco perché fu presa dal panico quando sentì quello sparo...aspetta un secondo... papà non gli bastava... questo significava che papá non c'era più, significava che era morto e che non lo avrebbe mai più rivisto.
Abbracciai la mamma, la sola e unica persona che mi restava, l'unica di cui potessi ancora fidarmi. Passammo il resto del pomeriggio abbracciati da soli, saremmo partiti l'indomani mattina.
*☆Questa è la prima storia che pubblico e spero tanto possa piacere... Vorrei tanto sapere i vostri pareri in modo così da scegliere se continuare la storia con un altro capitolo o fermarmi qui e ricominciare con qualcos'altro.
Grazie mille.☆*
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2017-Odissea verso l'Europa
General FictionYanick, un bambino di 12 anni é costretto insieme alla madre a scappare dal Bangladesh verso la Francia a causa di un grave debito famigliare non saldato. In questo viaggio Yanick scoprirà che il mondo non si limita alle quattro mura in cui stava, m...
