Ecco la mia breve storia. So che stai pensando "Che storia?", ma soprattutto "Perché hai messo ecco se ancora non hai scritto niente?” Hai ragione, non ho ancora scritto niente, cioè in realtà sì, queste poche righe, ma lo so che non è niente.Quindi sto provando le stesse sensazioni che stai provando tu al momento, vuoto totale, ma non solo, anche un'irrefrenabile curiosità di leggere la storia, questa storia. Ah, un'altra piccola cosa, abituati a queste ripetizioni di parole, adoro metterle in un testo, danno quel senso di frase solenne da film con attori strafighi. Torniamo al punto però, ti stavo raccontando di una storia, in realtà non ho mai iniziato a raccontartela, ma ci proverò adesso! Immagina, lo so, ti verrà naturale farlo, ma te lo dico lo stesso. Okay okay mi sto dilungando troppo, sarò più sintetico da adesso in poi. Pensa a una stanza, la immagino bianca, tu la puoi immaginare del colore che vuoi, in base allo stato d'animo che hai adesso. All'interno di questo stanza c'è un ragazzo, può essere anche una ragazza, tranquilla, ma per me sarà un ragazzo sui quindici anni... alzo le mani ...era scontata la scelta degli anni... è la mia stessa età! Questo ragazzo è disteso su un qualcosa (devo ancora immaginare cosa) ma immaginalo appoggiato con le spalle al muro con le braccia incrociate strette. Guarda il soffitto bianco. Pensa... anzi fantastica. Fantastica su viaggi nel tempo, sul salvare il mondo, sull'amore... scherzavo! Non voglio neanche sfiorare questi discorsi, sono luoghi comuni di questi tempi. Stavo dicendo... questo ragazzo guarda il soffitto e fantastica di fuggire da quella stanza, da quel luogo solitario, senza finestre e con una dannatissima luce artificiale a illuminare le pareti schifosamente gonfie. Andiamo, non hai ancora capito dove si trova?! Va bene dovrò continuare a parlare del ragazzo. Il giovane immagina prendere la rincorsa verso un luogo lontano. Inizia la sua corsa. Dietro di sé il vuoto. All'orizzonte tutto il resto. Wow, mi stupisco di me stesso, te lo giuro, mi è uscita così, dal nulla, questa frase. Comunque, il baldo giovane inizia a correre. Con le dita dei piedi tocca a stento il pavimento. Sotto di lui il mondo si trasforma. Si trova in cima a una palazzina, non si espone troppo a guardare quanto dista dal pavimento. Per un attimo si ferma, ma si ricorda che si trova in un mondo immaginario, in un prodotto della sua mente, e ricomincia. Lascia alle spalle quel palazzo e con un balzo irreale poggia i piedi su un secondo palazzo e poi un terzo, un quarto. Una visione dall'alto porterebbe a pensare di trovarsi su i tetti di una città. Colpo di scena, appena sta per toccare il quinto edificio si volatilizza! Tranquillo non lui, il palazzo... si lo so, sarebbe stato meglio se fosse stato lui a sparire, ma non è stato così. Durante la caduta il ragazzo non prova dolore, non fisico almeno, ma psicologico. Se è consapevole del dolore nella sua mente non te lo so dire. Il mal di testa era l'ultimo dei suoi problemi in quel momento. Nella caduta rivive ogni singola situazione, vissuta o meno, che porta un individuo alla pazzia. Ti aiuto con degli esempi: la scomparsa di una persona cara, diventare la causa della sua scomparsa, capire di essere il responsabile di molte cose, cose che non vorresti mai vedere e mai e poi mai vivere. Beh, lui le ha vissute e forse adesso avete capito dove si trova. La sua fantasia viene repressa da un leggero rumore e ritorna nel mondo reale. L'unica via d'uscita da quella stanza è ora aperta. La porta mostra un secondo spazio angusto, triste e malvagio, pensa il ragazzo. A troncare la visione di quel mondo è una sagoma femminile in penombra. Gli occhi del ragazzo, ormai abituati alla nuova luce, fissano la donna. Sono occhi di speranza quelli che vede la dottoressa, ma sanno entrambi che quella speranza è inutile e che renderà solo più difficile le cose. La dottoressa gli parla "Sei pronto?" Gli dice. Non riceve risposta. Il ragazzo continua a fissare il viso della donna, le sembra un angelo con quei capelli biondi che scendono fino a metà petto e quegli occhi color oceano. Gli sembra di vedere l'infinito in quelle pupille. Il ragazzo si alza in piedi, lei continua a parlare, ma i pensieri del giovane sovrastano la sua voce. Viene accompagnato in un'altra stanza e viene fatto sedere. Gli viene tolta la camicia di forza e in pochi secondi si trova con una siringa nel braccio destro. Il suo sguardo è vuoto le sue pupille non fanno trasparire nessuna emozione. Chiude gli occhi e si lascia trasportare in un sogno infinito...
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Fantasie di un ragazzo
Historia Cortati condurrò per mano in un mondo immaginario, tra la fantasia e la realtà di un ragazzo o una ragazza, decidi un po' tu.
