Capitolo 1

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Ed ecco che River Flows In You, una melodia tanto deprimente quanto bella, mi sveglia dal mio bellissimo sogno. Almeno quando dormo sogno.. beh, la maggior parte delle volte faccio incubi ma quelle poche volte che sogno la sveglia mi deve interrompere!

Il Lunedì, ma chi ha inventato il Lunedì? Ditemelo che lo vado a strozzare. Che faccio, spengo la sveglia e mi rimetto a dormire o mi alzo? Uff devo alzarmi. Oggi è il mio primo giorno di scuola del liceo! Yee.

Esco dal mio piumone color glicine e vado in bagno.
Dio, ogni volta che passo davanti lo specchio mi sale il volta stomaco.. Ma è mai possibile che una ragazzina di soli 13 anni non riesca a guardarsi allo specchio?

Fortunatamente ieri sera ho preparato i vestiti da mettirmi oggi: un paio di jeans, una felpa bianca con su scritto "Never Stop Dreaming" e le mie amatissime Adidas.

Esco dal bagno e prendo lo zaino. Successivamente vado di sotto e prendo un toast con sopra del burro. Essendo in ritardo cerco di fare più velocemente possibile per poi andare a lavare i denti e uscire di casa.

《Ciao mamma!》

《Ciao tesoro》

***

Come credevo sono arrivata in ritardo ed è solo il primo giorno di scuola!

Per fortuna il prof non è ancora arrivato e io mi vado a sedere accanto una ragazza dai capelli tendenzialmente sul biondo proprio come me.

《Ciao, sono Giulia》

《Piacere io sono Eleonora》

***

La giornata è passata liscia per come doveva andare. Io ed Ele parlavamo per la maggior parte delle ore e per tutta la ricreazione. Siamo diventate molto amiche e ci siamo scambiate i numeri.
Sono a casa sola e decido di non mangiare, com'è di mio solito fare dato che mia madre non c'è e nessuno mi vede.

Vado in camera mia e non posso non sprofondare in un pianto liberatorio.
Nonostante siano passati 4 mesi per me è ancora difficile distogliere l'attenzione da quei maledetti ricordi. Quel maledetto pomeriggio in cui con sua madre stavamo andando al centro commerciale e quel bastardo ci è venuto a sbattere contro. Fortunatamente io ero dietro e non mi ero fatta nulla a parte un braccio rotto ma loro.. loro morirono. E io mi presi la colpa della morte della mia migliore amica e di sua madre.

È difficile vivere senza di lei. Da quel giorno non risi più, nè feci un vero sorriso.

Mi alzo dal letto e vado in bagno prendendo dalla mia borsa per i trucchi quell'oggetto metallico che mi ero ripromessa di non usare più. Il problema è che non ci riesco, e so che dovrei buttarla e togliermi il pensiero ma non ci riesco proprio.

Alzo la manica della felpa e comincio a passare la lama sul mio polso. ...1,2,3..10 tagli profondi si uniscono alla mia collezione iniziata da 4 lunghi mesi. Piango e mi accascio a terra soddisfatta del mio lavoro da una parte, ma consapevole di non poter continuare a ridurmi così dall'altra.

Dopo un po' di tempo mi alzo da terra e ripulisco ciò che ho sporcato, rimetto tutto a posto e mi disinfetto le ferite, dopo di chè le bendo. Torno in camera mia e mi rendo conto che sono già le 14:00.

《CAZZO MAMMA TORNERÀ A MOMENTI E IO NON POSSO FARMI VEDERE COSÌ》

Mi vado a sciacquare il viso e mi soffermo sulla mia immagine riflessa sullo specchio. Sono orribile. Non merito questa vita, dovevo morire io. IO,NON LORO! LEI NON MERITAVA NULLA DI TUTTO CIÒ! LEI ERA UNICA, AMATA DA TUTTI, ERA BELLISSIMA CON QUEI SUOI CAPELLI BIONDI, QUEGLI OCCHI AZZURRI E QUEL SORRISO CHE SI È SPENTO PER SEMPRE.

Senza rendermene conto sono riscopppiata a piangere istericamente e ora sono con le spalle al muro accasciata di nuovo a terra.

《GIULIAA, SONO A CASA AMORE》

Mi asciugo le lacrime, tiro su con il naso, camuffo più che posso la voce e rispondo.

《SI MAMMA SONO QUII,ARRIVO》

Scendo le scale e vado da mia madre

《Com'è andata oggi?》

《Bene, sono solo un po' stanca.》

《Allora siamo in due, ahah》

Solo che lei non sapeva che erano due stanchezze diverse, la sua era per via del lavoro, la mia per via della vita..

Ciauu♡ mi presento:
Mi chiamo Giulia, ho 12 anni e sono mora.

Spero che la mia storia vi piaccia e che la leggiate in tanti.^^

Ehi Piacere, Mi Chiamo Autolesionismo.Stories to obsess over. Discover now