Prologo

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                    Prologo: Luna Scarlatta

Quella notte il cielo, come la Luna, era scarlatto. Un evento inspiegabile, che non avevo mai visto prima d'ora in vita mia.
Avevo soli sette anni quando i miei genitori mi ordinarono di nascondermi nel bosco insieme a Lisa, mia sorella minore di due anni, e di non ritornare indietro al villaggio fino a quando tutto non fosse finito. Mia madre ci diede un grosso bacio sulla fronte e, prima di andare, mi donò una collana con dentro la foto di famiglia. Allora ero troppo ingenua per capire la disgrazia che sarebbe ben presto accaduta. Durante il cammino vidi molti abitanti del villaggio, miei conoscenti, trasformati in esseri che credevo esistessero solo nelle storie di fantasia: vampiri. Vidi in pochi attimi i miei genitori combattere contro di loro e, con mio grande rammarico, cadere a terra esanimi. Scappai via, in lacrime, con Lisa. Lei faceva molte domande ma era troppo piccola per spiegarle la verità, era già traumatizzata da tutto quello che stava accadendo. Una volta giunte al bosco, trovai una caverna dove nasconderci. Era il massimo che avevo potuto trovare e tenni sempre a mente le parole di mia madre: non tornare indietro sino a quando tutto non è finito. Quella notte era particolarmente fredda e, essendo poveri, non potevamo permetterci i migliori vestiti. Che fine avremmo fatto? Saremmo morte di fame, freddo oppure qualche vampiro ci avrebbe succhiato via tutto il sangue?
Mentre io e Lisa ci abbracciavamo per riscaldarci, sentii dei passi. Davanti a noi si presentò Willy, era un signore che vendeva frutta e verdura al villaggio. Ci regalava sempre due mele quando andavamo con nostra madre a comprare l'essenziale, diceva che gli facevamo simpatia. Ero così felice di vedere un conoscente, stavo per scattare verso di lui quando notai i suoi occhi. Erano rossi e dalla sua bocca, come nelle sue unghia, colava sangue. Anche lui era diventato uno di loro? Forse, magari, era coinvolto nella morte dei miei genitori?
Qual era, adesso, il nostro destino? Saremmo morte lì, in quella caverna, dove nessuno poteva trovarci?
Strinsi Lisa più forte che potei e chiusi gli occhi, attendendo la mia ora, che fortunatamente non arrivò. Sentii qualcosa cadere, ed era il corpo di Willy, privo di vita. Colui che ci aveva salvato si trovava davanti a noi: un signore, dai lunghi capelli argento, legati in una coda, che aveva tra le mani una strana boccetta. Era stato il contenuto di quest'ultima ad uccidere il mercante. Ci donò due mele, ci promise che sarebbe passato a prenderci presto e uscì dalla caverna. Eravamo di nuovo sole, ma avevamo delle speranze di vita adesso.
Lisa cadde in un sonno profondo e, poche ore dopo, mentre lei ancora dormiva, quell'uomo ritornò. Quando ci fece uscire fuori da quella cavità, i miei occhi furono colpiti da un'accecante luce. Il cielo era tornato azzurro e splendente, come sempre.  Egli si presentò subito: si chiamava Paul Kohn ed era un fedele amico dei nostri genitori, i quali, la stessa notte, gli chiesero in punto di morte di venirci a salvare.
In sostanza io e Lisa eravamo diventate orfane in una sola e maledetta notte ma lui era diventato il nostro angelo custode, quello che ci aveva adottate. Ci portò in un  villaggio, chiamato Emnuk, molto distante dal nostro. Una volta arrivati ci chiese di non raccontare a nessuno dell'esistenza dei vampiri. Ci spiegò che lì, nonostante ci fosse stata la Luna Scarlatta, credevano fermamente che i vampiri non esistessero e consideravano eretici chiunque avesse affermato il contrario.
La nostra nuova vita non era la stessa, ma ci andava comunque bene. Paul ci trattava come se fossimo sue figlie, ci voleva molto bene. Per ben dieci lunghi anni vivemmo in tranquillità, io e Lisa crescemmo in modo eccellente grazie anche agli insegnamenti di Paul, soprattutto quelli riguardo la caccia e il combattimento. Voleva prepararci al meglio, allora non si sapeva se la Luna Scarlatta si fosse manifestata di nuovo.
Soltanto che, in un'altra funesta notte, quello stesso evento si ripresentò. Accaddero le stesse identiche cose di quella sera in cui avevo sette anni, ma c'era una differenza: stavolta non ero stata abbastanza forte e Lisa morì tra le mie braccia. Durante un combattimento contro uno dei vampiri, un altro si presentò dietro di me e stava per azzannarmi quando mia sorella si mise davanti a me, offrendosi come scudo umano. In quel preciso momento ebbi un crollo psicologico: avevo perso tutto, adesso ero completamente sola. Anche se avevo Paul, la mia intera famiglia era stata sterminata da quei maledetti esseri. Prima di andarmene, dato che Paul insisteva dicendo che rimanere lì ancora un minuto di più era troppo pericoloso, presi in mano il ciondolo con la foto di famiglia e giurai eterna vendetta contro quegli esseri.
Li avrei sterminati uno ad uno con le mie mani se fosse stato necessario.

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